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Sindacati e coop: «Investire nel welfare, servizi efficienti per 7 milioni di persone»

«Adeguare i contratti della Pa per ridare dignità al lavoro sociale». Avviata anche una rete nazionale di Osservatori sugli appalti pubblici

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«Nei bandi pubblici spesso si sceglie la strada del risparmio dei costi e non si adeguano tariffe e capitolati di gara al rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro». È quando affermano le organizzazioni sindacali e cooperativistiche che nella giornata di martedì 12 hanno organizzato a Roma un incontro pubblico sul tema “Welfare: appalti pubblici e legalità”, presentando anche una rete di osservatori paritetici su appalti pubblici e accreditamenti.

L’iniziativa è stata promossa da Agci imprese sociali, Confcooperative Federsolidarietà, Legacoopsociali, Fp Cgil, Fp Cisl, Fisascat Cisl, Uil Fpl, Uiltucs. I sindacati e le associazioni cooperativistiche, in merito agli appalti al risparmio, lamentano: «Ciò, a cascata, impatta sulla qualità dei servizi e sulle motivazioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Il welfare non è un costo: è un investimento, perché sostiene le persone, le include e libera energie positive dei familiari, oltre ad inserire al lavoro persone finora ai margini. È tempo di ridare dignità al lavoro sociale, anche adeguando i contratti e le tariffe nei settori socio-sanitario-assistenziale, educativo e di inserimento lavorativo da parte della Pubblica Amministrazione».

E per monitorare il rispetto di quanto previsto dal rinnovo contrattuale, siglato il 26 gennaio scorso (con l’avvenuto scioglimento della riserva del 5 marzo dopo la consultazione dei lavoratori), la cooperazione e le parti sociali presentano l’Osservatorio paritetico nazionale e danno il via ad una rete di Osservatori sugli appalti pubblici ed accreditamenti legati al welfare per difendere legalità e diritti attraverso un confronto costante con la Pubblica Amministrazione. L’obiettivo è valorizzare la qualità del servizio offerto e il pieno rispetto della disciplina in materia di lavoro, della regolarità contributiva, assicurativa e di sicurezza nei luoghi di lavoro oltre che valorizzare il contributo fornito dalla cooperazione di inserimento lavorativo quale strumento di sostegno delle fragilità e di superamento delle disuguaglianze.

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«Sappiamo – affermano ancora organizzazioni sindacali e associazioni cooperativistiche – di essere un interlocutore fondamentale per la Pubblica amministrazione sui temi del welfare. Con il nostro contratto collettivo nazionale di lavoro, il decimo contratto italiano per importanza, tuteliamo oltre 370mila lavoratrici e lavoratori, oltre 9mila cooperative sociali ed imprese sociali, che ogni giorno erogano servizi di welfare a 7 milioni di persone e che sono fondamentali per la tenuta del Paese. Per questo riteniamo strategico dare vita ad un tavolo permanente con le Istituzioni per monitorare i servizi».

Ai lavori ha preso parte Chiara Gribaudo, vicepresidente della XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, che ha ringraziato cooperazione e parti sociali per aver dato valore al lavoro attraverso il rinnovo del contratto: «Avete tracciato la linea per valorizzare un lavoro importante che va pagato di più e meglio perché non ci possono essere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Costruiamo insieme un nuovo dialogo anche in chiave di dare vita ad una legge sulla rappresentanza».


I rappresentanti del settore sociale dell’Alleanza delle cooperative italiane
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