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Sergio Cammariere, poeta del jazz con il “superpotere” dell’amore, in tour

Si approssimano tre date che segneranno l'atteso ritorno nelle Marche del cantautore e pianista jazz calabrese. Prima tappa il 30 ad Offida

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Da trent’anni sulla scena musicale, il cantautore e pianista jazz calabrese Sergio Cammariere, con al suo attivo una ventina di album pubblicati, autore anche di colonne sonore per il cinema (“La quattordicesima domenica del tempo ordinario” per la regia di Pupi Avati) ed il teatro (“L’altra Teresa” insieme a Dacia Maraini) e partner di importanti collaborazioni, è attualmente in giro per l’Italia, per esibirsi in città come Matera, Napoli, Roma, Putignano nel suo tour estivo 2023. E sarà di nuovo nelle Marche, ad Offida (30 giugno), Camerino (21 luglio), Castelfidardo (13 settembre).

Lo incontrai due anni fa, dopo aver ascoltato il suo meraviglioso concerto all’aperto in una calda notte di luglio. Gli chiesi sorridendo la classica prima domanda del mio format, e cioè: «Se tu fossi un supereroe, che supereroe saresti e che superpotere avresti?». Mi rispose: «Peter Pan. Beh, anche Pinocchio è un supereroe. Il superpotere? È l’amore. La musica è il superpotere. L’espressione, l’arte».

E poi continuai con la classica seconda domanda del format: «Se avessi la macchina del tempo dove andresti?». E lui: «Qui, nel mio presente». «Senza essere troppo curioso sul futuro?», aggiunsi. E lui: «Mi affascinano molto i film ambientati in epoche passate, i film in costume, mi piacciono tanto. E ogni tanto mi piace proiezionarmi e far parte di una trama di James Ivory, o di Bergman. Ma alla fine amo Truffaut e amo il cinema francese, anche un po’ più noir. L’altro giorno in Rai mi è stato chiesto se la musica abbia il potere. Io ho risposto di no. La musica ha il potere di chi la percepisce, di chi la sente. Per concepire e per comprendere tutte le infinite sfumature, bisogna avere un orecchio educato. Un orecchio che riconosce l’altezza delle note, dei suoni, riconosce l’armonia, la sua sostituzione nel caso parlassimo di jazz. Quindi, vivo in questa realtà, che è quella che mi piace vivere, che è questo mio presente. Sebbene dal secolo scorso le masse si stanno diseducando rispetto all’ascolto della musica, quella strumentale, la musica classica, quella che alimenta il nostro animo, e anche le nostre coscienze”.

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«E questo – aggiunsi io – purtroppo porta ad altre conseguenze». «Sì, è evidente – continuò il maestro -. Siamo diventati piano piano analfabeti: questa è l’inevitabile cosa che sta accadendo. Anche la pandemia ci ha messo del suo. C’era una grande divisione fra Nord e Sud: chi non aveva la fibra ottica, non poteva fare la Dad, la didattica a distanza. Il Sud è stato penalizzato in questo senso. Però, chissà. La speranza e la fede ci danno la luce da seguire. E la musica, in tutto questo, è una luce, una luce salvifica».

Affidiamoci alla musica di qualità e all’educazione all’ascolto musicale, per crescere come esseri umani, dunque. Una buona estate, ed un sentito ringraziamento a Sergio Cammariere, a Lorenzo Di Bella e a Civitanova Classica.

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Alessandra Lumachelli
Alessandra Lumachelli
Grafologa forense e consulente grafologica, docente, conferenziera e scrittrice, ha pubblicato saggi, romanzi e libri di poesie. Fra gli altri: “Il costo sociale del ghosting”, “Drinking (and Dancing) with L. A.”, “Amore non mio”, “Scrittura creatività e arte”, “Grafologia. Appunti in ordine sparso”. Da sempre attenta a tematiche etiche e sociali, sostiene Survival. Il nome registrato Drinking with L. A. le appartiene.
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