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Le parole dell’odio: quando il web scatena istinti contro le donne

Hate speech, zoombombing… Parole “moderne” che nascondono un istinto antico: sopraffare le donne. L'odio, amplificato nel web, è ancor più grave, se possibile, quando l’obiettivo è una giornalista nello svolgimento del suo lavoro di garante della democrazia. “#STAIZITTA GIORNALISTA!”, ebook e libro cartaceo, racconta l’odio sessista attraverso le testimonianze raccolte in sette interviste.

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Hate speech, zoombombing… Parole “moderne” che, dietro l’ormai abituale uso della lingua imperante nel web, l’inglese, nascondono un istinto antico: sopraffare le donne con la violenza verbale, anticamera culturale della pericolosa tendenza a passare facilmente, per le menti più deboli, dalle parole ai fatti. Le parole dell’odio, amplificate nel web dal paravento dello schermo del computer o dello smartphone, hanno un peso ancor più grave, se possibile, quando l’obiettivo è una giornalista nello svolgimento del suo lavoro di garante della democrazia.

“#STAIZITTA GIORNALISTA! Dall’hate speech allo zoombombing quando le parole imbavagliano”, ebook e libro cartaceo nella collana Studi della Fondazione per il giornalismo Paolo Murialdi, racconta l’odio sessista attraverso le testimonianze di alcune giornaliste, raccolte in sette interviste, su cosa significa lavorare, raccogliere notizie, smontare fake news, analizzare i fatti, sapendo che questo avrà come probabile conseguenza una grandine di insulti e minacce. Il volume, curato dalle giornaliste Silvia Garambois e Paola Rizzi, è la sintesi di un lavoro del gruppo di Giulia giornaliste, acronimo che sta per Giornaliste unite libere e autonome, su un fenomeno sempre più opprimente nel mestiere di cronista: il linguaggio d’odio social, che contro le giornaliste diventa attacco sessista e minaccia, e fa paura.

«Cessa», «maestrina», «troia», «vai a fare la calza ragazzina maleducata», «meriti di morire», «sei solo brava con la bocca», «un mostro di bruttezza e cattiveria», «strega», «parli delle donne stuprate, a te non sarebbe successo», «ritorna casalinga», «la vedo bene come cassiera», «le donne utilizzano in modo surrettizio io sesso per fare carriera o presunta tale». Un catalogo di insulti scientificamente censiti nel libro, in uscita oggi per il progetto Digital First di Edizioni All Around, nella collana Studi della Fondazione Murialdi. Il libro inchiesta è disponibile in ebook. Il libro si può già acquistare anche nella versione su carta dal sito edizioniallaround.it in attesa dell’uscita in libreria a questo link: http://edizioniallaround.it/staizitta-giornalista/.

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«Gli insulti – si legge nella presentazione del libro fatta da All Around – se li sentono ripetere tutti i giorni, sui propri profili social o nelle mail, le giornaliste impegnate su fronti caldi, come l’immigrazione, la politica, il crimine organizzato, o professioniste particolarmente esposte, attaccate non per quello che dicono ma per quello che sono, ossia donne, passibili per questo di denigrazione misogina e di minacce di stupro».

«L’odio contro le donne e il loro giornalismo. L’attacco sessista, le minacce, gli insulti beceri, un quadro preoccupante che mai avevamo visto […] Difendere le giornaliste insultate e minacciate significa combattere il malaffare economico, politico e social che si nasconde dietro questa odiosa persecuzione. Ed è una battaglia che devono combattere i soprattutto i maschi, perché fra di loro si trovano gli odiatori», scrive nell’introduzione Vittorio Roidi, presidente della Fondazione per il giornalismo Paolo Murialdi.

Prefazioni dell’onorevole Laura Boldrini, della Commissaria Agcom Elisa Giomi e del professor Federico Faloppa, coordinatore della Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio.

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LE AUTRICI:

Silvia Garambois. Giornalista. Esperta di problemi dell’informazione e questione femminile. Presidente di GiULiA giornaliste. Caporedattrice all’Unità (1975-2000). Nel nuovo Millennio collaboratrice di quotidiani e periodici. Da sempre impegnata negli Enti di categoria dei giornalisti.

Paola Rizzi. Giornalista. Prima all’Unità, dove si è occupata di politica, cronaca e cultura, quindi caporedattrice al quotidiano gratuito Metro fin dalla fondazione dell’edizione italiana, di cui ha coordinato le diverse edizioni locali. È co-autrice di volumi collettanei sulle questioni di genere. È nel direttivo nazionale dell’associazione GiULiA.

GiULiA giornaliste. Acronimo di Giornaliste Unite Libere e Autonome è una associazione nata nel 2011, che ha tra le sue missioni l’attenzione e lo studio del linguaggio dei media, con corsi di formazione per giornalisti, eventi (convegni, forum, spettacoli teatrali) e realizzazione di manuali. Ha pubblicato “Stop violenza: le parole per dirlo” (2017, rieditato da All Around nel 2020 per i Quaderni della Fondazione Murialdi), “Donne, media e sport” (2019, di prossima uscita con le edizioni All Around per i Quaderni della Fondazione Murialdi), “Donne, grammatica e media” (2014), “Stereotipi” (2019).

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Massimo Marciano
Massimo Marcianohttp://www.massimomarciano.it
Fondatore e direttore di Metropoli.online. Giornalista professionista, youtuber, presidente e docente dell'Università Popolare dei Castelli Romani (Ente accreditato per la formazione professionale continua dei giornalisti), eletto più volte negli anni per rappresentare i colleghi in sindacato, Ordine e Istituto di previdenza dei giornalisti. Romano di nascita (nel 1963), ciociaro di origine, residente da sempre nei Castelli Romani, appassionato viaggiatore per città, borghi, colline, laghi, monti e mari d'Italia, attento osservatore del mondo (e, quando tempo e soldi lo permettono, anche turista). La passione per la scrittura è nata con i temi in classe al liceo e non riesce a distrarmi da questo mondo neanche una donna, tranne mia figlia.
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