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Paesi Bassi: trionfa Wilders, populista e antislamico; ma il governo è un’incognita

Successo dovuto a frustrazione per la migrazione e proposta di chiudere i confini. Ora è però rebus-alleanze per la maggioranza in parlamento

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Il leader del movimento populista e antislamico, Geert Wilders, ha ottenuto un significativo trionfo alle elezioni generali nei Paesi Bassi. A 17 anni dalla sua fondazione, il suo Partito della libertà (Pvv) si è assicurato 37 seggi, superando il suo concorrente più vicino, un’alleanza di sinistra. Wilders ha dichiarato che «il Pvv non può più essere ignorato», esprimendo la sua determinazione a governare.

Questa vittoria non ha solo scosso la politica olandese, ma si prevede che avrà ripercussioni in tutta Europa. Per mantenere il suo impegno di essere un «primo ministro per tutti», Wilders deve ora convincere gli altri partiti ad unirsi a lui in una coalizione, puntando a un totale di 76 seggi in un parlamento da 150.

Geert Wilders ha 60 anni ed ha passato gli ultimi 30 in politica. Può essere quindi definito a tutti gli effetti un veterano della politica olandese. Negli anni si è reso noto per via di dichiarazioni provocatorie che hanno portato analisti e giornalisti ad accostarlo spesso alla figura di Donald Trump. Il suo successo è attribuito al fatto di aver sfruttato la frustrazione diffusa nei confronti della migrazione, di aver sostenuto la chiusura dei confini e di aver temporaneamente accantonato la sua promessa di vietare il Corano.

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È un politico anti-establishment, con posizioni ben più conservatrici rispetto al suo predecessore Mark Rutte che, seppur conservatore, aveva comunque adottato posizioni alquanto progressiste in termini di diritti civili e cambiamento climatico, per non citare il suo essere sostanzialmente europeista. 

Sebbene l’alleanza di sinistra, guidata dall’ex vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans, si sia assicurata il secondo posto con 25 seggi, ha fermamente rifiutato qualsiasi coinvolgimento in un governo guidato da Wilders, promettendo di difendere la democrazia olandese e lo stato di diritto. Il terzo classificato, il partito liberale di centrodestra Vvd, sotto la guida di Dilan Yesilgöz, e il nuovo partito formato dal deputato Pieter Omtzigt si sono congratulati con Wilders per la sua vittoria.

La vittoria di Wilders è stata uno shock in tutta Europa, dato che i Paesi Bassi sono uno dei membri fondatori dell’Unione Europea. I leader nazionalisti e di estrema destra in Europa, tra cui Marine Le Pen in Francia, hanno elogiato il suo risultato.

Anche se Wilders punta alla “Nexit”, un referendum per lasciare l’Ue, riconosce l’attuale mancanza di sostegno nazionale per tale mossa. Ha attenuato la sua retorica anti-Islam prima del voto, concentrandosi su altre questioni urgenti, che si sono rivelate efficaci nel raddoppiare i seggi parlamentari del suo partito. La migrazione è emersa come tema chiave durante la campagna. L’insoddisfazione per la gestione delle norme sull’asilo da parte del governo precedente ha contribuito al successo di Wilders.

Rimane ora da vedere se Wilders riuscirà a formare un governo, dato che quasi tutti gli altri partiti già in campagna elettorale si erano mostrati restii di fronte all’idea di una possibile alleanza con lui. Cionostante, Wilders rimane ottimista riguardo all’impatto della sua vittoria sul riconoscimento della sua influenza da parte degli altri partiti.

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Emanuele Gualandri
Emanuele Gualandri
Laureato in Politica e Diritto internazionale all'Università Statale di Milano. Ha lavorato su Milano come videogiornalista occupandosi di casi di cronaca locale e nazionale nonché politica e movimenti sociali. Ha realizzato analisi sotto forma di video-approfondimenti su YouTube per la pagina di informazione “inBreve”, attirando migliaia di visitatori. Al momento si trova a Bruxelles per conseguire un master in giornalismo e media alla Vub (Vrije Universiteit Brussel).
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