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Il pagellone della F1 2023: i team

Alla fine della stagione, come di consueto, è tempo di bilanci. Diamo i voti alle scuderie protagoniste della massima divisione motoristica

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Dopo 9 mesi durissimi, il mondiale di Formula Uno volge al termine e, come ogni anno, questo è tempo di bilanci. Tra chi si gode un dominio senza rivali e chi si lecca le ferite, le squadre si beccano i voti. Chi sarà promosso, rimandato o bocciato? Scopriamolo.

Haas: 3

Dodici punti e ultimo posto nella classifica costruttori. Un team che, da qualche tempo, ha intrapreso una preoccupante traiettoria da gambero e partorisce sempre macchine forti in qualifica ma mangia gomme alla domenica. Neanche l’esperienza di Kevin Magnussen e Nico Hulkenberg riesce a mettere una pezza alle grosse lacune di un’auto senza punti forti. Che la gestione del team principal Gunther Steiner sia al capolinea? Una riflessione va fatta.

Alfa Romeo: 4,5

Il marchio italiano si congeda dalla F1 con la stagione più incolore dal suo ritorno, nel 2019. Un doppio arrivo a punti in Qatar la salva dall’ultimo posto nel campionato costruttori ma alla sufficienza non ci si avvicina minimamente. Dal prossimo anno, Alessandro Alunni Bravi dovrà invertire la tendenza negativa della squadra e svegliare una coppia di piloti, come Valtteri Bottas e Guanyu Zhou, troppo spesso in ombra.

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Alpha Tauri: 5

Voto all’apparenza troppo ingeneroso verso la scuderia di Faenza ma che diventa realistico se si considera la vicinanza tecnica e di risorse condivise con la sorella maggiore Red Bull. Sono quattro i piloti che si sono avvicendati nel corso della stagione alla guida della AT04, con una seconda parte che salva una prima totalmente insufficiente. Ne esce fuori un ottavo posto grazie anche al grande apporto del sempreverde Daniel Ricciardo. Nel 2024, con l’addio di Franz Tost come team principal ed una nuova denominazione, ci si aspetta un salto di qualità importante.

Williams: 7

Per lo storico team inglese c’è un discorso particolare da fare: la vera Williams è quella vista nelle mani di Alexander Albon o quella guidata da Logan Sargeant? La differenza tra i piloti, in favore del primo, è troppa, ma c’è da dire che la squadra sta andando nella giusta direzione dopo alcuni anni infernali. Tornare in vetta sarà durissima, specialmente con delle finanze così ristrette, ma la guida di James Vowles sta dando i suoi frutti. Bene così.

Alpine: 5

Dopo i proclami di inizio stagione, alla squadra francese si chiedeva un’annata vicina ad Aston, Ferrari e Mercedes. Così non è andata. Il motore non è a livello dei rivali e così il team ha dovuto sempre correre ai ripari scaricando aerodinamicamente la macchina per raggiungere velocità sul dritto accettabili. A testimonianza di ciò i due podi sono arrivati proprio su due circuiti che non richiedevano la potenza della power unit, Monaco e Zandvoort, rispettivamente con Esteban Ocon e Pierre Gasly.

Aston Martin: 7,5

Ad inizio stagione ha fatto sognare i tifosi di Fernando Alonso proponendosi come unica alternativa valida a Max Verstappen e alla Red Bull per la lotta al titolo. L’illusione è durata, però, meno di mezza stagione. Sei podi nelle prime 8 gare, poi solo due in tutte quelle successive dimostrano come lo sviluppo della AMR23 sia stato problematico e confusionario. In più non ha aiutato lo scarso contributo di Lance Stroll, che ha conquistato un terzo dei punti del compagno spagnolo. Peccato. Ma i passi in avanti rispetto al 2022 hanno quasi del miracoloso.

McLaren: 8

A proposito di miracoli, ecco quello di Andrea Stella e della sua gestione. Sacrificare totalmente le prima metà del campionato, per poi presentarsi con una nuova macchina da seconda forza fissa, spesso anche vicina alle prestazioni dell’imprendibile Red Bull. La McLaren si candida per il 2024 ad un ruolo da protagonista, soprattutto se riuscirà a risolvere il problema dell’eccessiva resistenza aerodinamica sul dritto. D’altronde a piloti come Lando Norris e Oscar Piastri va affidata una macchina di livello.

Ferrari: 5

Potremmo dire che una Rossa che non vince è insufficiente a prescindere. La macchina non è stata mai all’altezza: eccessivo consumo gomme così come una terribile sensibilità ad ogni minimo cambiamento di assetto sono stati gli aspetti più critici. La gestione tecnica di Frederic Vasseur sta migliorando le cose per quanto riguarda le strategie ai box, storico punto debole ai tempi di Mattia Binotto, oltre che per la direzione nello sviluppo: le ultime gare lo hanno dimostrato. L’unica vittoria non Red Bull dell’anno rimane quella di Carlos Sainz a Singapore; che ciò possa essere di buon auspicio per il prossimo anno, ma la stagione della Rossa nel complesso rimane deludente.

Mercedes: 5

Stesso discorso per le Frecce d’Argento. La mancanza di James Allison si sente eccome ed il suo ritorno come capo progettista potrà dare una mano anche se ci si attende un’altra stagione di sofferenza. La macchina ha più volte cambiato concetto tecnico ma non è mutata la sostanza di auto mediocre per gli standard della squadra. I fasti di qualche anno fa sono, ormai, un lontano ricordo e piloti del calibro di Lewis Hamilton e George Russel cercano di fare quel che possono. Il secondo posto nel costruttori è solo una magra consolazione.

Red Bull: 10

Inevitabile. La RB19 partorita dalla penna di quel genio di Adrian Newey è semplicemente la macchina più vincente e dominante della storia della Formula 1. Una storia che questo team e questa monoposto stanno riscrivendo, incidendone il nome a caratteri cubitali. Una squadra guidata alla perfezione da Christian Horner, un mago della comunicazione, talmente superiore che parlare di gestione dei piloti e delle strategie è solamente superfluo. La portata del 2023 ha garantito probabilmente un altro anno di dominio alla Red Bull. Che dire? Chapeau.

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Edoardo Sanfilippo
Edoardo Sanfilippo
Laureato magistrale in media, comunicazione digitale e giornalismo. Ricopro il ruolo di media analyst a Data Stampa. Le mie passioni? Lo sport, in particolare le quattro ruote, la politica e la scrittura. Adoro curiosare e sapere di più su tutti gli aspetti della società.
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