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Quirinale: in Europa si sfiora la guerra, a Montecitorio si gioca con i nomi

La Russia sta per invadere l'Ucraina, gli Usa allertano l'esercito: la guerra sarebbe devastante. E Parlamento e media si occupano di facezie

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Mentre al gran teatrino per l’elezione del Presidente della Repubblica sono dedicate le prime nove pagine del giornale per un totale di una venticinquina di titoli, alcuni dei quali apparentemente ripetitivi tanto che un lettore che avesse poco tempo a disposizione non riuscirebbe quasi a capire a quali di essi dedicarsi per farsi velocemente un’idea dello stato dell’arte, leggere sul Corriere della Sera di oggi il reportage di Francesco Battistini da Kharkiv, in Ucraina, è una cosa che fa venire i brividi.

Fa venire i brividi per diversi motivi: non solo perché lo scenario descritto ci riporta a quelli del 1914 e del 1939, però con gli armamenti, la globalizzazione e le potenzialità belliche attuali, ma anche per il clima di lotta per la sopravvivenza che vi si respira in attesa di un nemico che non sono i tartari del deserto di Buzzati (che comunque alla fine arrivarono anch’essi) ma un esercito vicino e potente il cui arrivo gli abitanti del posto sembrano dare ormai per scontato e vi si stanno preparando e organizzando fin nei dettagli.

Fa venire i brividi anche per gli schieramenti di forze e le modalità con cui l’invasione potrebbe eventualmente svilupparsi. Credo che la potenza militare di Russia e Ucraina non siano neanche lontanamente paragonabili e, data la determinazione degli ucraini a difendersi e probabilmente quella dei russi a far sul serio, l’eventuale scontro potrebbe essere tutt’altro che una scaramuccia, ma rischierebbe di diventare una sanguinosa e massiccia avanzata russa fino alla resa ucraina o, in alternativa, un conflitto molto più ampio con gli Usa, la Nato e altri Paesi europei schierati a fianco dell’Ucraina in uno scontro di cui si saprebbe quale sarebbe l’inizio ma non la fine.

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E mentre a Kharkiv starebbero già arrivando i primi rifornimenti di armi americani non credo saranno gli 8.500 soldati Usa messi in stato di allarme a far desistere la Russia dalle sue mire sul Paese confinante. Insomma sia che fosse una guerra lampo o un altro Vietnam o Afghanistan, un eventuale conflitto russo-ucraino sarebbe un evento da far comunque venire i brividi e tremare le vene nei polsi.

Nel frattempo i nostri rappresentanti in Parlamento oggi continueranno il teatrino per l’elezione del Presidente della Repubblica e fra di essi ce ne sono anche di quelli che si permettono di fare gli spiritosi e scrivere sulla scheda i nomi di Rocco Siffredi o di Valeria Marini, la qual cosa, si badi bene, in molti casi viene dai media trattata per lo più come una facezia.

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Achille Nobiloni
Achille Nobiloni
Nato a Frascati (Roma) nel 1952. Giornalista pubblicista. Dieci anni corrispondente del Messaggero dalla provincia; quindici anni redattore dell'agenzia Staffetta Quotidiana Petrolifera, venti anni dirigente d'azienda in Agip Petroli e in Eni nella direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali. Attualmente in pensione, appassionato di storia locale e arte.
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