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HomeAttualitàAttentato a Mosca: i quattro arrestati condotti in tribunale con evidenti ferite

Attentato a Mosca: i quattro arrestati condotti in tribunale con evidenti ferite

Sospetti di torture negli interrogatori. Nonostante la rivendicazione dell'Isis, le autorità russe accusano l'Ucraina: si teme un'escalation

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La caccia all’uomo che è seguita all’attacco terroristico di venerdì scorso al Crocus City Hall di Krasnogorsk, nei pressi della periferia di Mosca, ha portato poi alla cattura dei quattro sospetti attentatori. Ora hanno ognuno un nome e un cognome, resi noti dalle autorità russe. Si tratterebbe di Saidakrami Murodali Rachabalizoda, Dalerdzhon Barotovich Mirzoyev, Shamsidin Fariduni e Muhammadsobir Fayzov, tutti e quattro cittadini del Tagikistan. Nella ricerca di possibili complici, oltre a loro, altre 7 persone sono state fermate e detenute.

Il violento e inaspettato attacco terroristico ha scosso la Russia venerdì scorso, quando uomini armati sono entrati nel Crocus City Hall di Krasnogorsk, città situata nella periferia nordoccidentale di Mosca, e hanno iniziato a sparare indiscriminatamente sui cittadini presenti all’interno del teatro. Nell’attacco almeno 143 persone sono rimaste uccise, mentre più di 150 sono rimaste ferite, tra cui decine in gravi condizioni. Si tratta del più grave attacco terroristico sul suolo russo dalla strage di Beslan nel 2004.

Fin dai primi istanti, video girati da testimoni hanno iniziato a circolare online. Immagini crude, in cui gli attentatori sono ripresi mentre sparano a bruciapelo sui civili inermi. Inoltre, durante l’attacco il tetto del Crocus City Hall ha preso fuoco, e si dà per certo che l’incendio sia stato appiccato dai terroristi con l’utilizzo di esplosivi. Nel mezzo di quel caos, i terroristi sono poi riusciti a lasciare la scena e darsi alla fuga.

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L’attentato è stato rivendicato venerdì stesso dall’Isis, che tramite la propria agenzia di stampa centrale Amaq ha poi diffuso immagini dei miliziani, nonché video registrati durante l’attacco. L’intelligence degli Stati Uniti ha indicato come responsabile l’Isis-K (o “Provincia del Khorasan”), un gruppo terroristico affiliato all’Isis e attivo principalmente in Afghanistan.

Nonostante la rivendicazione, nel suo discorso alla nazione di sabato, il presidente russo Vladimir Putin non ha citato l’Isis, bensì ha parlato di Ucraina e di come le autorità ucraine avrebbero predisposto un piano per permettere la fuga degli attentatori. In generale, numerose personalità russe, nonché i media di stato russi, negli ultimi giorni hanno parlato in maniera più o meno velata della responsabilità dell’Ucraina nell’attentato. Responsabilità che l’Ucraina ha prontamente negato di avere.

E, ad onor del vero, le accuse mosse dalla Russia sono alquanto infondate e prive di prove a sostegno. Si teme infatti che tale narrazione serva al Cremlino per motivare poi un’ulteriore escalation in Ucraina. Ad ogni modo, i quattro sospetti sono stati incriminati domenica sera da un tribunale russo per terrorismo.

Ha fatto molto discutere come all’udienza preliminare i quattro si siano presentati con evidenti ferite al volto e al corpo. Uno di loro è stato portato in aula in sedia a rotelle. Proprio nei giorni passati, vari video erano circolati su vari canali Telegram e su X che mostravano evidenti torture nei confronti di alcuni dei sospetti ad opera dei servizi di sicurezza russi duranti quelli che apparivano interrogatori. Finora non è stato però possibile verificare i video in maniera indipendente.

In uno dei filmati, si può vedere Saidakrami Rachabalizoda, uno dei quattro terroristi, a terra, mentre le forze di sicurezza russe gli tagliano un orecchio e lo costringono a mangiarlo. Rachabalizoda è apparso in tribunale con un orecchio fasciato.

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Emanuele Gualandri
Emanuele Gualandri
Laureato in Politica e Diritto internazionale all'Università Statale di Milano. Ha lavorato su Milano come videogiornalista occupandosi di casi di cronaca locale e nazionale nonché politica e movimenti sociali. Ha realizzato analisi sotto forma di video-approfondimenti su YouTube per la pagina di informazione “inBreve”, attirando migliaia di visitatori. Al momento si trova a Bruxelles per conseguire un master in giornalismo e media alla Vub (Vrije Universiteit Brussel).
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