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Valle del Sacco, attacco all’ambiente: un libro-inchiesta sui troppi silenzi

Una storia di inquinamento e omissioni dal 1947 a oggi scritta dal giornalista di Metropoli.Online Maurizio Lozzi: «Tacere sarebbe una colpa»

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Esce Un SACCO di silenzi. L’agonia di un fiume lasciato morire. È un libro-inchiesta del giornalista Maurizio Lozzi, collaboratore di Metropoli.Online e consigliere dell’Ordine regionale del Lazio dei giornalisti, che indaga su anni di omissioni e accondiscendenze, che hanno ridotto a una sorta di discarica a cielo aperto ampi tratti del fiume Sacco. Un corso d’acqua che attraversa le ultime propaggini meridionali dell’area metropolitana di Roma e attraversa la Ciociaria, terra in cui Lozzi abita e lavora.

«Arriva un momento nella vita – spiega Lozzi – in cui far finta di niente o addirittura tacere lo senti come una colpa. Osservare il sistematico stupro dell’ambiente in cui si vive, da cittadini curiosi può spingere solo a chiacchierare, ma da giornalisti stimola a cercare di far luce, indagare e raccontare».

Il Sacco, nel tratto che da Colleferro si inoltra nel territorio frusinate, è ritenuto uno dei fiumi più inquinati della Ciociaria a causa dei rifiuti chimici industriali. Si tratta, in genere, di diserbanti. Lo ha attestato, due anni fa, uno studio nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di prevenzione della Asl Roma 5 e il National Health Institute finlandese, che ha analizzato gli effetti sulla salute umana della presenza del sottoprodotto di un insetticida.

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Già, in precedenza, studi condotti dal Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio avevano accertato che il beta-esaclorocicloesano, sottoprodotto che nasce dalla realizzazione dell’insetticida denominato lindano, è la causa della contaminazione delle persone attraverso la catena alimentare, principalmente carni e ortaggi, a causa dell’uso negli allevamenti e nelle colture di acque contaminate.

«Per come la vedo io – continua Lozzi – indagare e raccontare diventa per un giornalista un dovere civile, una sfida morale, insomma un obbligo al quale, personalmente, non mi sono potuto sottrarre. Ecco perché, silenziosamente, in questi anni mi sono dedicato a questo libro-inchiesta sull’agonia della Valle del Sacco, su cui troppi purtroppo negli anni hanno preferito non dire o peggio ancora voltarsi dall’altra parte. Non cerco plausi né benemerenze: spero solo che questo umile lavoro di ricerca e di inchiesta faccia vergognare chi ha permesso l’avvelenamento del nostro ambiente ed oggi possa redimersi, affinché ciò non accada mai più».

Il libro inaugura la collana Librinchiesta dell’editore DiLeandro&Partners. L’inchiesta inizia dal 1947 e arriva fino ai giorni nostri. «Il libro era pronto per i miei 60 anni, poi causa covid esce ora, con due anni di ritardo. In compenso festeggio con questo libro d’inchiesta 30 anni di iscrizione all’Ordine dei giornalisti», conclude Lozzi. Il libro è acquistabile nello store di Amazon: http://amzn.eu/d/bABXAtZ.

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Stefania Basile
Stefania Basile
Sono nata nel 1977 all'estremità meridionale della Calabria tirrenica, nella città di Palmi, che si affaccia sullo stretto di Messina e sulle splendide isole Eolie. Amo le mie origini e Roma, la città dove vivo per motivi professionali. Come diceva la grande Mia Martini: «il carattere dei calabresi a me piace moltissimo. Possiamo sembrare testardi, un po' duri, troppo decisi. In realtà siamo delle rocce, abbiamo una grande voglia di lavorare e di vivere. Io non sono di origine, io sono proprio calabrese!».
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