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Scossa di terremoto nel mar Jonio al largo di Reggio Calabria

Sisma di magnitudo 2.8 alle 12.14. Proprio oggi si sono conclusi i tre giorni di esercitazione antisismica in 56 comuni di Calabria e Sicilia

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Una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 ha colpito il mar Jonio stamani, alle 12:14, al largo di Capo Spartivento, l’estremità meridionale della provincia di Reggio Calabria e quindi anche dell’intera penisola italiana. La scossa s’è verificata a 42km di profondità, quindi non è stata avvertita dalla popolazione. Già ieri pomeriggio alle 15:57 in questa stessa area si era verificata un’altra scossa di magnitudo 2.6.

Proprio questa mattina a Reggio Calabria si è conclusa la più grande e imponente esercitazione antisismica della storia d’Italia: ha coinvolto oltre 3.500 operatori del sistema di Protezione civile e 500mila residenti dell’area dello Stretto di Messina.

Si sono infatti concluse stamani le attività dell’esercitazione “Sisma dello Stretto 2022” (vedi VIDEO / Sisma dello Stretto, tre giorni di esercitazione), organizzata dal Dipartimento della Protezione civile con le regioni Calabria e Sicilia, che ha visto, a partire dal 4 novembre, tutte le componenti del Servizio nazionale misurarsi in numerosi scenari allestiti tra le province di Reggio Calabria e Messina nell’ambito della simulazione di un terremoto di magnitudo 6, con conseguente allerta maremoto, con un significativo livello di impatto su abitazioni e popolazione.

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L’esercitazione, che ha coinvolto complessivamente 56 comuni, di cui 37 in Calabria e 19 in Sicilia, è stata anche l’occasione per testare su una platea di oltre 500mila persone il sistema di allarme pubblico IT-alert che ha inviato, sui cellulari dei cittadini presenti al momento della scossa in 22 comuni costieri delle due regioni, un messaggio di informazione sull’esercitazione in corso relativa all’allerta maremoto.

Coinvolti nell’esercitazione anche oltre tremila volontari delle organizzazioni nazionali e locali. Quasi duemila sono state inoltre le risorse impegnate nelle attività “per posti di comando”, ovvero da remoto, come ad esempio la verifica della comunicazione tra i centri operativi attivati a diversi livelli territoriali.

«Desidero ringraziare tutte le componenti del Servizio nazionale della Protezione civile che in questi tre giorni hanno partecipato a questa importante e impegnativa esercitazione, che ha coinvolto un territorio ampio del quale noi tutti conosciamo punti di forza e fragilità», ha detto il Capo Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, nel corso del debriefing di questa mattina alla Dicomac (Direzione di comando e controllo) allestita a Reggio Calabria.

«Tra le componenti del Servizio Nazionale, è sempre bene ricordarlo, risiedono a pieno titolo gli Enti e le Istituzioni territoriali, senza le quali anche il miglior sistema di risposta all’emergenza risulterebbe del tutto inefficace, e sarebbe impossibile affrontare con successo la grande sfida che abbiamo davanti, quella cioè di rendere le comunità sempre più resilienti», ha aggiunto Curcio.

(Per gentile concessione di MeteoWeb)

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