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Cittadinanzattiva Lazio con gli studenti: «Orari scaglionati, un grosso problema»

Il segretario Elio Rosati sulla manifestazione degli studenti dell'Itis Galilei di Roma contro gli scaglionamenti degli orari anti-covid: «Quei provvedimenti danneggiano prestazioni e profitti scolastici»

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«Sono passate poco più di due settimane dalla ripresa della scuola in presenza e la scelta di utilizzare le entrate scaglionate per fasce orarie non ha tardato a far emergere le problematiche già da noi paventate e denunciate a fine agosto». Lo afferma in una nota Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio. La storica associazione civica in difesa dei diritti dei cittadini, dopo aver lanciato segnali di allarme già prima della ripresa delle lezioni, si schiera così al fianco degli studenti romani, che nei giorni scorsi hanno manifestato per denunciare i loro disagi.

La manifestazione degli studenti dell’Itis “Galilei” dell’Esquilino, organizzata il 30 settembre scorso a Roma, in Piazza Vittorio, ha evidenziato i problemi che possono ingenerare gli scaglionamenti anti-Covid di entrata e uscita nella scuola, denunciando i gravi disagi degli studenti degli ultimi anni per la normale gestione della loro giornata. «A scuola sì, ma non così», «Più mezzi, meno Covid» gridavano i manifestanti; il loro slogan era «Tanta apparenza, poca sostanza».

Qual è stata la materia del contendere? Gli orari “anti-covid” prevedono ingressi scaglionati, l’ultimo alle 9.40 con uscita alle 15 e, in caso di settima ora, anche alle 16. A causa del traffico e della situazione dei mezzi pubblici di Roma molti ragazzi rischiano di ritornare a casa verso le 17 circa. Con la possibilità di pranzare a metà pomeriggio o, in alternativa, di farlo con un panino durante l’intervallo di 10 minuti tra le lezioni, a dispetto di una dieta equilibrata. E inoltre con la seria difficoltà a seguire attività extra-scolastiche previste.

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Il problema, dunque, sono i criteri generali degli scaglionamenti da applicare da parte della dirigenza scolastica, sia in grandi che in piccole città, e i problemi che si ingenerano in alcune realtà più critiche. L’associazione regionale del Lazio di Cittadinanzativa già a fine agosto scorso aveva ipotizzato i disagi che gli studenti avrebbero avuto, specialmente nelle grandi città come Roma, per le difficoltà nei trasporti e le carenze delle strutture scolastiche.

«Allora affermavamo – prosegue Rosati nella sua nota, in cui ricorda l’allarme lanciato ad agosto dalla sua associazione – la nostra contrarietà alla ventilata ipotesi di scaglionamento degli ingressi e delle uscite dei ragazzi delle superiori nel Lazio, in particolare in una grande città come Roma, perché ipotizzavamo conseguenze dannose per studenti e famiglie. Temevamo che tale provvedimento avrebbe reso oggettivamente difficile lo studio post scuola e le attività dei ragazzi. Pochi giorni fa, con la manifestazione di protesta degli studenti dell’Itis “Galilei” di Roma, resa nota dalla stampa, i nostri timori sono diventati realtà».

In effetti, c’è da valutare il contesto in cui gli scaglionamenti si inscrivono, perché «a Roma le inefficienze dei trasporti pubblici locali e i ritardi nell’edilizia scolastica, nell’ammodernamento e nella qualità delle classi complicano la situazione, e incidono sulla sofferenza di studenti e famiglie».

Rosati conclude la sua analisi con una proposta: «La nostra più ferma convinzione come associazione civica attenta ai diritti dei cittadini, anche dei giovani, e ai problemi della scuola è che la scuola sia “la” risorsa e non il problema. Per questo confidiamo in una rapida interlocuzione con istituzioni e associazioni per trovare una soluzione razionale e sostenibile del problema».

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Salvatore Speranza
Romano, di formazione epistemologo e teorico della comunicazione. È giornalista e divulgatore scientifico per vari supplementi culturali, scrivendo di matematica, scienze cognitive e naturali, oltre che di comunicazione e di sociologia politica. È presidente regionale Lazio di una storica associazione civica nazionale, per la quale segue prevalentemente i settori ambiente e rifiuti, politiche sociali, relazioni istituzionali e governance.
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