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HomeEconomiaAgenzia Dire, sciopero e sit-in: «No ad assurdi licenziamenti e sospensioni»

Agenzia Dire, sciopero e sit-in: «No ad assurdi licenziamenti e sospensioni»

Sindacato e Ordine dei giornalisti chiedono alle istituzioni di intervenire perché la proprietà revochi i provvedimenti e torni al confronto

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Oggi i cronisti dell’Agenzia di stampa Dire sono scesi in sciopero e nella mattinata hanno organizzato un sit-in davanti alla sede della loro redazione centrale a Roma, unitamente ai colleghi grafici e quindi ai rispettivi Comitato di redazione e Rappresentanza sindacale aziendale, per chiedere il ritiro dei licenziamenti e delle sospensioni dal lavoro.

«Dopo i 14 licenziamenti immotivati e illegittimi di Natale – denunciano i giornalisti dell’Agenzia -, nella notte del 31 dicembre l’amministrazione della Com.e, società editrice dell’agenzia Dire, ha comunicato tramite mail a 17 giornalisti della sede di Roma la sospensione dal lavoro con effetto immediato e senza retribuzione. Un atto gravissimo e senza alcun precedente e fondamento giuridico, oltre che assurdo per tempi e modi».

Al presidio organizzato di fronte alla sede dell’Agenzia, presenti stamani rappresentanti dei sindacati di giornalisti e poligrafici e dell’Ordine dei giornalisti, oltre a quelli di varie forze politiche: Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Sandro Ruotolo, Marta Bonafoni, Stefano Graziano e Filippo Sensi.

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«Il 29 dicembre – spiegano i giornalisti della Dire – il Governo ha sospeso in modo improvviso e dirompente i fondi del Dipartimento per l’Editoria facendo seguito al fermo giudiziario amministrativo disposto dal Ministero dell’istruzione e del Merito nei confronti della Com.e, in riferimento alla vicenda giudiziaria che investe la precedente proprietà. Alla luce di quanto accaduto tutto il corpo redazionale dell’agenzia Dire chiede di mantenere alta l’attenzione su ciò che sta accadendo all’Agenzia, e alla politica tutta di mettere in atto tutto quanto possa contribuire alla salvaguardia dei livelli occupazionali e della storia dell’Agenzia stessa. Da parte di tutti i dipendenti c’è grande preoccupazione per il proprio futuro. Non possono essere i lavoratori della Dire a pagare gli errori delle proprietà che si sono succedute negli ultimi anni».

«Fnsi – scrive in una nota la Federazione nazionale della stampa italiana, sindacato unitario dei giornalisti – sempre al fianco dei giornalisti della Dire che oggi, lunedì 8 gennaio 2024, in concomitanza con l’ennesima giornata di sciopero per chiedere all’azienda di ritirare i licenziamenti e fermare le sospensioni dei colleghi, hanno dato vita a un sit-in davanti alla sede della redazione romana dell’agenzia».

Al presidio erano presenti anche il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana Vittorio Di Trapani, il segretario aggiunto Matteo Naccari, Maurizio Di Schino, componente della Giunta esecutiva, il segretario dell’Usigrai (Unione sindacale giornalisti Rai) Daniele Macheda, il presidente dell’Ungp (Unione nazionale giornalisti pensionati) Paolo Serventi Longhi, il segretario dell’Associazione Stampa Romana Stefano Ferrante e il presidente dell’Associazione Stampa Emilia Romagna, Paolo Amadasi.

«Il sindacato dei giornalisti – si legge ancora nella nota della Fnsi – chiede al sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, e alle istituzioni nazionali e regionali di intervenire per far sì che la proprietà ritiri i provvedimenti e torni a confrontarsi costruttivamente con tutte le parti in causa per uscire da questa crisi».

Solidarietà e sostegno sono stati portati dal presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo, a nome di tutto il Consiglio regionale. Il presidente e la segretaria dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Bartoli e Paola Spadari, hanno espresso vicinanza e sostegno alle colleghe ed ai colleghi in mobilitazione.

«Le responsabilità degli editori non possono ricadere sui lavoratori – recita un comunicato di Controcorrente Lazio, articolazione regionale della componente sindacale della Federazione nazionale della stampa italiana -. Siamo al fianco di giornalisti e poligrafici dell’Agenzia Dire, mobilitati contro un attacco all’occupazione senza precedenti nel settore dell’informazione».

«Ribadisco massima solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti dell’Agenzia di stampa Dire, per chiedere il ritiro di 14 licenziamenti e 17 sospensioni dal lavoro, comunicate agli interessati nella tarda serata del 31 dicembre». Così in una nota Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, dove la Dire ha una importante redazione a Bologna.

«La Dire – continua Bonaccini – rappresenta una realtà di rilievo nel panorama informativo nazionale, radicata nei territori e attenta all’informazione locale, a partire proprio dall’Emilia Romagna. Non possono quindi calare interesse e impegno delle istituzioni e dell’opinione pubblica sul destino dell’Agenzia e di chi vi lavora. La Regione Emilia Romagna continua a seguire la vertenza e dopo aver scritto al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega a Informazione e editoria, Alberto Barachini, auspico che la proprietà torni sui suoi passi riaprendo il confronto con redazione e sindacato per arrivare a decisioni condivise, con l’obiettivo, che deve essere di tutti, di salvaguardare l’attività dell’Agenzia e i livelli occupazionali».

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