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L’acqua e la natura, i beni preziosi del pianeta nelle opere di Pina Inferrera

Milano, in mostra una cinquantina tra fotografie, sculture e installazioni dell'artista. Protagonisti acqua e riflessi, temi cari all’autrice

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L’Acquario e Civica stazione idrobiologica di Milano presentano, fino al prossimo 22 ottobre, “Acque fragili. Infrangibili emozioni”: una mostra di Pina Inferrera, artista che si è sempre occupata di tematiche legate alla natura e all’ambiente antropizzato. L’esposizione, promossa dal Comune di Milano e dall’Acquario e Civica stazione idrobiologica, è curata da Fortunato D’Amico. Le opere esposte, in parte inedite, vogliono indurre il visitatore a riflettere sull’ambiente e sui nostri comportamenti ed indicare alternative alle smanie consumistiche che nascono sulla base delle suggestioni dei mass media.

È sempre più urgente intervenire tempestivamente per arrestare il cambiamento climatico ed è necessario avere il contributo e la partecipazione di tutti per la salvaguardia del pianeta; per questo l’aspetto educazionale occupa un posto di primaria importanza nel sollecitare comportamenti rispettosi e il riutilizzo delle risorse, anche quelle acquifere, di cui spesso, involontariamente, abusiamo. Il titolo stesso della mostra evoca il delicato equilibrio dell’ecosistema del pianeta ed è un invito ad un utilizzo responsabile delle risorse. Attraverso immagini ed installazioni che ricercano il bello e l’armonia etica, la mostra si pone l’obiettivo di sensibilizzare alle problematiche ambientali.

Il percorso espositivo rappresenta una ricerca dell’etica in un mondo spesso proiettato verso l’estetica, affinché i due aspetti possano convivere in un’ideale simbiosi. In questa mostra l’artista presenta una selezione di circa una cinquantina di opere tra fotografie, sculture e installazioni, che hanno come fattore comune l’acqua e i riflessi, tematiche che caratterizzano gran parte della ricerca dell’autrice e che spesso rappresentano una natura fantastica e poetica che si rispecchia nei fiumi e nei laghi di paesaggi alpini. Queste opere alludono ad uno stato d’animo critico e cosciente della situazione difficile verso cui si sta dirigendo l’umanità.

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Entrando nella mostra, sulla sinistra un’installazione accoglie il pubblico: si tratta di scultura da indossare, formata da ritagli di scarti di pet intrecciati con muschio e corteccia, a simboleggiare la ricerca costante dell’artista. L’installazione è illuminata a led e le foto ribadiscono un’idea di astrazione dei riflessi nelle acque della Normandia, in prossimità dei luoghi già meravigliosamente ritratti da Claude Monet.

La mostra si conclude con una serie di immagini del “La Defense” che si riflette sui suoi stessi specchi. Pareti di vetro creano fantastiche immagini di un’architettura ora fluttuante e morbida, che a volte sembra evocare Gaudì, ora attraversata da penetranti raggi provenienti dalle altre architetture, che nel gioco dei riflessi d’acqua appaiono moltiplicate all’infinito. Grattacieli contenitori di una società fluida, scorrevole, conformabile.

La ricerca di Pina Inferrera è incentrata sull’osservazione dell’ambiente antropizzato, sulla natura, sull’uomo e le sue relazioni. Spesso interviene su reperti del consumismo industriale, emblemi di una condizione dell’uomo. Usa la fotografia come mezzo privilegiato per un’analisi reale ed obiettiva, per evidenziare e segnalare, ma non per questo rinuncia alla poeticità della visione.

Parallelamente ha esplorato altre possibilità espressive come video e installazioni, utilizzando scarti della modernità; ha realizzato opere site specific (ovvero un intervento che è pensato e si inserisce in un preciso luogo) dalle dimensioni imponenti, capaci di ridisegnare lo spazio. Ha usato materiali innovativi che negli anni ‘80 ha definito «La natura creata dall’uomo». Ha dato priorità all’indagine della materia in tutte le sue applicazioni per esaudire un bisogno di manualità tattile e palpabile che meglio corrispondesse all’esigenza di una comunicazione il più coerente possibile alla contemporaneità.

Laureata a pieni voti all’Accademia di Brera, Pina Inferrera ha esposto in Italia ed all’estero. La sensibilizzazione al rispetto della natura e dell’ambiente è un obiettivo fondante del suo lavoro. La sua è una costante ricerca dell’etica in un mondo proiettato più verso l’apparente, con l’intenzione di recuperare quell’equiIibrio armonico che regola l’universo. Fortunato D’Amico è un curatore d’arte, laureato in architettura al Politecnico di Milano, dove ha studiato arte contemporanea con Germano Celant. L’Acquario civico di Milano è stato edificato in occasione dell’Esposizione mondiale di Milano del 1906 da Sebastiano Giuseppe Locati ed è stato ricostruito dopo la distruzione subita nella Seconda guerra mondiale.

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Lisa Bernardini
Lisa Bernardinihttps://lisabernardini.it/
Toscana di nascita ma romana d’adozione; nasce nel 1970. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Presidente dell’Associazione Culturale “Occhio dell’Arte APS”, direttore artistico. Si occupa di organizzazione eventi, informazione, pubbliche relazioni e comunicazione. Segue professionalmente per lo più personaggi legati alla cultura, all'arte  e alla musica. Fine Art Photography. 
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