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Parco Castelli Romani, un vademecum per gli “incontri ravvicinati” con i cinghiali

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Un “codice di comportamento” in sei punti per affrontare un incontro ravvicinato con un cinghiale. Che potrebbe creare panico: per l’umano che si trovasse di fronte all’animale, ma anche per il cinghiale stesso. Specialmente se si trattasse di una mamma che, come tutte le mamme del mondo animale, madri umane comprese, ha come primo istinto quello di proteggere i propri figli. È l’iniziativa del Parco regionale dei Castelli Romani, che ha pubblicato sul proprio sito istituzionale il vademecum “Come comportarsi quando si incontra un cinghiale”.

L’Ente di tutela ambientale di Rocca di Papa (RM) ha rilanciato oggi, in una nota, la propria iniziativa. Il vademecum risale ad alcuni anni fa, ma è tornato di attualità dopo che nei giorni scorsi ha destato attenzione l’allarme, lanciato da alcune persone attraverso i social network, per l’avvistamento di un cinghiale nella zona del lago Albano di Castel Gandolfo. L’Ente Parco e l’amministrazione comunale della città lacustre hanno avviato delle ricerche per verificare la presenza di animali.

«È stato appurato – riferisce la nota del Parco – che, sul sito interessato, è presente una femmina con i propri piccoli. L’istinto materno e l’impossibilità di darsi alla fuga, con la sicurezza di portare in salvo tutta la prole, potrebbe indurre comprensibilmente l’animale alla difesa. Si sta lavorando per attuare la soluzione più idonea per mettere in sicurezza femmina e prole. Si invita, pertanto, a non alimentare un clima di paura incontrollata, in quanto la presenza di fauna selvatica è comune nelle Aree naturali protette e si può gestire, anche attuando comportamenti individuali di attenzione».

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La presenza di cinghiali non è una novità nelle cittadine dei Castelli Romani, circondate da aree verdi che offrono rifugio a questi animali. Non è infrequente, quindi, imbattersi in qualcuno di loro. Che circolano talvolta anche in branchi. Comprensibile, di conseguenza, la preoccupazione di cittadini e turisti, che in parecchie occasioni si sono trovati a tu per tu con qualche esemplare di questo animale che, seppur abitualmente tranquillo, può agitarsi per la presenza di umani. Specialmente nelle serate invernali, quando esce allo scoperto alla ricerca di cibo.

Per questo, gli esperti del Parco hanno approntato un piccolo vademecum di comportamento nel caso ci si trovasse “faccia a muso” con un cinghiale. Sei i punti in cui si articolano i consigli degli esperti del Parco dei Castelli: documentarsi, osservare, ascoltare, mantenere la calma, fare rumore, tenere il cane al guinzaglio.

Il vademecum è consultabile sul sito istituzionale del Parco regionale dei Castelli Romani a questo indirizzo: http://www.parcocastelliromani.it/inners/pages/come-comportarsi-quando-si-incontra-un-cinghiale.

Nella serata di oggi, il Comune di Castel Gandolfo ha comunicato, attraverso la propria pagina Facebook, che domani verrà transennata l’area a ridosso del sentiero Natura 2000, lungo la spiaggia del lago Albano, dove si trova la femmina di cinghiale con i propri cuccioli.

«Il transennamento – rende noto l’amministrazione castellana – permetterà, anche tramite l’affissione di cartelli di allerta, di non far avvicinare o accedere le persone all’area interessata mantenendo in sicurezza la zona sia per cittadini sia per gli animali. Anche a seguito dei fatti accaduti nei giorni scorsi e delle notizie di cronaca a volte non precise che si sono succedute creando un possibile allarme».

Foto: uno dei cinghiali avvistati recentemente nei Castelli Romani (immagine di Marco Branchi)

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Stefania Basile
Sono nata nel 1977 all'estremità meridionale della Calabria tirrenica, nella città di Palmi, che si affaccia sullo stretto di Messina e sulle splendide isole Eolie. Amo le mie origini e Roma, la città dove vivo per motivi professionali. Come diceva la grande Mia Martini: «il carattere dei calabresi a me piace moltissimo. Possiamo sembrare testardi, un po' duri, troppo decisi. In realtà siamo delle rocce, abbiamo una grande voglia di lavorare e di vivere. Io non sono di origine, io sono proprio calabrese!».
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