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Michael Segal: una vita tra cinema e romanzi e tra Italia e Stati Uniti

Una carriera nata dall’ammirazione per Jerry Lewis. Il poliedrico attore e scrittore si racconta: gli action movie, film e romanzo in uscita

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Dopo cinque anni di studio nella recitazione fra Italia e Stati Uniti, ha partecipato come attore e stunt-man a 83 creazioni cinematografiche fra serie tv, film e cortometraggi (come ad esempio “Europa”, “Wrath of the Crowns”, “The Last Fighter”, “Martyn”, “Zombie Massacre”) ricevendo molti premi, nell’ambito del cinema indipendente. Ha scritto anche dieci romanzi di genere thriller/action/paranormal in italiano ed in inglese. È Michael Segal, incontrato sui social e invitato a partecipare al salotto virtuale di “Drinking with L.A.”, il ciclo di incontri che curo.

Ricordi quando hai deciso di diventare attore?

«Avevo solamente 6 anni. Ricordo di aver guardato un film di Jerry Lewis, “Artisti e modelle”, e quando terminò andai da mia mamma e la informai che, da grande, avrei fatto l’attore. Pare che non abbia più cambiato idea».

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Hai dei rimpianti?

«I rimpianti fanno parte della vita e servono per crescere e migliorare, avere più coraggio, ma ringraziare di essere qui a poterlo raccontare. Non ho rimpianti che mi rattristano, perché le cose sono andate esattamente come dovevano andare. L’unica cosa, forse, quando avevo vent’anni: non avrei dovuto lasciare Los Angeles, dove abitavo».

Hai delle grandi soddisfazioni professionali di cui ti farebbe piacere parlare?

«Di quelle ne ho avute tante, grazie al cielo. L’aver ricevuto i complimenti su una rivista americana per essere stato in grado di reggere sulle spalle un’intera serie tv praticamente da solo, con la mia interpretazione incisiva ed accattivante, o anche l’essere stato scelto da alcuni registi che effettivamente sanno davvero lavorare bene. Non vorrei fare nomi per non offendere qualcuno, ma credo che, se leggeranno l’intervista, capiranno di chi sto parlando, perché ci lega tutt’ora una grande amicizia. L’aver lavorato all’estero come attore e stuntman, l’essere stato preso da una delle più grosse agenzie artistiche del mondo e l’aver superato le 20.000 copie con i romanzi che ho scritto».

Cosa intendi per empatia?

«È presto detto. Capire profondamente che, oltre al nostro, ci sono punti di vista diversi e che fondamentalmente non possiamo sapere nulla della vita degli altri e quindi bisogna sempre essere gentili, perché la vita è già fin troppo difficile di suo».

Qual è il tuo supereroe preferito e quale superpotere desidereresti avere?

«Lascio stare la risposta filosofica e risponderò da vero nerd quale solo. Assolutamente Batman o Iron Man. Perché non hanno superpoteri veri e propri, ma una volontà forte (oltre che un sacco di soldi). Però sono umani. Nessun superpotere, quindi».

Se avessi una macchina del tempo, in quale epoca ti piacerebbe andare?

«Amerei molto vedere la Grecia antica, quella dei filosofi e dei poeti, degli inventori e dei sognatori. Amerei vedere la civiltà che avevano, superiore a quella del mondo moderno».

Il tuo drink preferito?

«Cola Zero. Con ghiaccio e limone».

Qual è, se ne hai, la tua ricetta per salvare, o per migliorare, il mondo?

«Nessuno può salvare o migliorare il mondo. Possiamo però aiutare le persone che incontriamo e quelle a cui vogliamo bene. L’amore è contagioso, più di qualunque virus. Se fai del bene, anche ad uno sconosciuto, questi cambierà umore e sarà propenso ad aiutare una persona a sua volta. Via così, finché un singolo atto di generosità e di altruismo diventa un’onda che coinvolge sempre più persone».

Parliamo dei tuoi progetti.

«Il mio ultimo film si chiama “Day Off” e ne sono il protagonista e lo stunt coordinator. Un film action prodotto dalla V-Channells di Mario Niccolò Messina e dalla Extreme Video di Marco Ristori e Luca Boni. Un film divertente, pieno di azione e destinato al mercato americano, che in questi mesi sta soffrendo molto a causa del giustissimo sciopero di attori e sceneggiatori. Sarà un fllm davvero, ma davvero bello, garantito. Un uomo ha un giorno di buona uscita dal carcere dove sta scontando la sua pena e ha appena 24 ore per scoprire chi ha ammazzato suo fratello e vendicarlo».

«Mentre invece il mio ultimo romanzo, uscito da un paio di mesi, si chiama “Fiat lux: oltre il velo” – il romanzo è già disponibile su Amazon -. Si tratta di un thriller: una pittrice afflitta da una neuropatologia che colpisce circa il 3% della popolazione mondiale, il Visual snow, è testimone di  un omicidio ma, a causa appunto della sua malattia, non riesce a vedere bene l’omicida. Un poliziotto la affianca e cerca di aiutarla, mentre alcuni mercenari tentano di ucciderla e forze extrapolitiche (forse extraterrestri) stanno giocando con l’umanità per i loro sinistri scopi, manipolando dall’alto tutta la nostra storia, come burattinai».

Il nostro poliedrico ospite odierno dimostra che con la costanza e la passione si possono raggiungere obiettivi importanti e coronare i propri sogni. L’attivista statunitense Harriet Tubman, che lottò per l’abolizione della schiavitù, ha detto: «Ogni grande sogno inizia con un sognatore. Tu hai in te la forza, la pazienza e la passione per raggiungere le stelle e cambiare il mondo».

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Alessandra Lumachelli
Alessandra Lumachelli
Grafologa forense e consulente grafologica, docente, conferenziera e scrittrice, ha pubblicato saggi, romanzi e libri di poesie. Fra gli altri: “Il costo sociale del ghosting”, “Drinking (and Dancing) with L. A.”, “Amore non mio”, “Scrittura creatività e arte”, “Grafologia. Appunti in ordine sparso”. Da sempre attenta a tematiche etiche e sociali, sostiene Survival. Il nome registrato Drinking with L. A. le appartiene.
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