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Roma, Luminita Taranu dà vita alla mutazione che caratterizza la storia

Terme di Diocleziano: alla mostra “Dacia. L’ultima frontiera della romanità” fino ad aprile l'opera dell'artista romena, italiana d'adozione

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“Columna mutãtio – La spirale” è un’installazione monumentale di arte contemporanea, ideata dall’artista Luminiţa Țăranu, ispirata alla Colonna di Traiano. Parte artistica contemporanea della grande mostra di archeologia “Dacia. L’ultima frontiera della romanità”, ospitata dal Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano di Roma dal 21 novembre 2023 al 21 aprile 2024 e promossa dal Ministero della Cultura, dalla Direzione generale musei, dal Museo nazionale romano e dall’Ambasciata di Romania in Italia, l’opera è esposta nel chiostro piccolo della Certosa di Santa Maria degli Angeli.

Luminiţa Ţăranu è nata a Lugoj, in Romania, nel 1960. Si è diplomata nel 1985 all’Accademia di Belle Arti “Nicolae Grigorescu” di Bucarest con Octav Grigorescu. Titolo equivalente rilasciato dall’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1993. Nel 1987 ha vinto la borsa nazionale dell’Unione degli artisti plastici della Romania per disegno, incisione e litografie. Dal 1987 vive e lavora in Italia.

Il messaggio che l’artista intende trasmettere è la mutazione di significato che avviene nel volgersi della storia, considerando l’opera come un sentito omaggio alla memoria di quel passato rivissuto nel presente, nel dialogo tra il valore storico, artistico e archeologico della Colonna Traiana e il nostro mondo contemporaneo. Nata per celebrare la conquista della Dacia da parte dei Romani, la Colonna Traiana è diventata nel tempo il simbolo dell’inscindibile legame storico tra l’Italia e la Romania. Se nel passato evocava le due guerre portate dall’imperatore Traiano contro Decebalo, re dei Daci, oggi il capolavoro romano è anche testimonianza visiva con implicazioni identitarie nella formazione del popolo romeno e simbolo dei rapporti di amicizia e collaborazione tra i due Paesi, acquisendo per questo una forte valenza multiculturale.

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La sua interpretazione trae ispirazione dalla dinamica compositiva di Apollodoro di Damasco – il progettista della Colonna Traiana, dal contenuto narrativo veridico del suo fregio, dai suoi calchi e soprattutto dal mondo romano, dal mondo dace e dalla spiritualità del mondo pre-dacico, rispondendo in chiave contemporanea al contenuto della mostra.

Luminiţa Țăranu afferma: «Siamo attratti dal nostro passato, come da un enigma che, una volta svelato, rinforza la conoscenza della nostra identità, rendendoci più ricchi e più sicuri. L’indelebile antico legame storico recepito attraverso l’attuale amichevole dialogo culturale tra il mio Paese di nascita, la Romania, e il mio Paese di adozione, l’Italia, ha avuto un grande fascino sulla mia sensibilità. L’interazione tra la memoria soggettiva come memoria personale e la memoria oggettiva come memoria storica e culturale avviene attraverso la materia, o meglio, attraverso la memoria riportata dalla materia archeologica, la cui interpretazione è da molti anni al centro della mia ricerca artistica, tessendo quel filo connettivo tra l’antico e il contemporaneo che riconosce il tempo come vincitore assoluto».

Scrive Alessandro Masi, storico e critico di arte moderna e contemporanea, nel catalogo pubblicato da Gangemi Editori: «La collocazione dell’opera nel chiostro piccolo della Certosa di Santa Maria degli Angeli, cosiddetta Ludovisi, delle Terme di Diocleziano intende stabilire una connessione visiva con la preziosa collezione romana ricca di statue e reperti arcaici dal V secolo a.C. del Santuario degli Arvali, creando interferenze sinergiche in un campo seminato da frammenti di memoria storica, fortemente evocativi. La cromaticità dell’installazione diventa un punto di energia che richiama la vitalità del mondo romano; invece i simboli neri presenti sul lato interno evocano il mondo neolitico pre-dacico, omaggiando la storia dell’antica Dacia e il suo popolo».

Completamente in alluminio, l’opera è composta da un nastro largo 90 cm (circa 3 piedi romani) e lungo 34,05 m e si sviluppa su una lunghezza di circa 12,50 m, con un diametro di 1,40 m. Il rapporto proporzionale tra l’installazione e il monumento romano è di 1/3. Invece il rapporto di “fisicità” con il suo “peso” materico è informale, creando un’opera “leggera” ispirata anche all’essenzialità dei calchi della Colonna Traiana.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18). Per informazioni: telefono 06684851 (tutti i giorni dalle 9 alle 19) oppure su internet all’indirizzo https://museonazionaleromano.beniculturali.it/terme-di-diocleziano/

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