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Frascati, la città dove il vino e i libri convivono nella tradizionale osteria

Il caratteristico locale di Remigio Sognatesori, uno dei pochi rimasti in città, dal 15 ospiterà incontri nel centro storico con 3 scrittori

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Si avvia il 15 giugno alle 18 la rassegna Libri in osteria. L’appuntamento è in piazza dell’Olmo a Frascati, riprendendo l’antica tradizione della chiacchiera davanti a un buon bicchiere di vino prodotto artigianalmente che caratterizza la storia della città dei Castelli Romani. Per due mercoledì e un giovedì (30 giugno), l’osteria storica di Remigio Sognatesori, una delle pochissime rimaste a Frascati, ospita ai suoi tavoli, nel cuore del centro storico, tre scrittori: Paolo Biondi, già capo della redazione romana di Reuters, Roberto Toppetta, del Tg3 Rai, e Rita Gatta, ben nota al pubblico tuscolano.

Il testimone”, ”Il buio in testa” e “Cara mamma, caro papà…Lettere dall’Albania 1940” sono i titoli scelti per iniziare la rassegna, che si auspica poter radicare come buona abitudine nei mesi successivi. La manifestazione, che ha avuto il patrocinio del Comune di Frascati, è gratuita: chi desidera può sedersi al tavolo ed ascoltare; naturalmente sorseggiare un calice di vino sarà una scelta di ciascuno a pagamento e individuale, cosi come acquistare i libri di cui si parlerà.

«A Frascati la tradizione del passare un poco di tempo in osteria e in buona compagnia affonda le radici nei secoli passati e sino a non pochi anni fa al calar della sera si potevano trovare scrittori, poeti e pittori seduti su una panca a raccontare e raccontarsi», spiega Emanuela Bruni, giornalista, collaboratrice anche di Metropoli.Online, che è ideatrice e curatrice degli eventi insieme alla libreria Ubik di Frascati e Remigio Sognatesori, patron  dell’osteria dell’Olmo.

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«Pablo Neruda sui tavolacci della cantina Pugliesi – continua Emanuela Bruni – abbozzò una sua nota poesia, Le dolci olive verdi di Frascati, mentre a cavallo degli anni Cinquanta il grande pittore Mattia Moreni, che visse e produsse numerose opere proprio qui, ci ricorda in un carteggio del Gruppo degli Otto (Afro Basaldella, Renato Birolli, Antonio Corpora, Ennio Morlotti,  Giulio Turcato, Emilio Vedova) le loro serate frascatane con Giuseppe Santomaso e gli altri. Parte da questa bella tradizione di socializzazione l’idea di riproporre momenti d’incontro all’aperto, in un momento in cui ognuno ha voglia di stare in compagnia e soprattutto in un periodo in cui si ha necessità di riscoprire il centro storico in orari e momenti diversi della giornata».

Gli appuntamenti, che dureranno circa un’ora, saranno un modo per conoscere le opere degli autori che hanno presentato i loro libri al Salone di Torino e  conversare amabilmente di fatti, emozioni e storia.

Apre la rassegna mercoledì 15 giugno Paolo Biondi con Il testimone (Edizioni di Pagina), un romanzo affascinante che ci porta dall’Egitto alla Roma augustea e oltre. Un testimone muto, l’obelisco di piazza San Pietro a Roma, narra vicende più lontane e assai vicine. L’autore, giornalista e notista politico per anni capo della redazione romana dell’agenzia di stampa internazionale Reuters, presenta un originale modo di leggere la storia di un monumento ma soprattutto dei fatti che si sono svolti ai suoi piedi.

Mercoledi 22 giugno Roberto Toppeta, caporedattore del Tg3 economia e oggi volto noto di talk show, dopo due libri di ricostruzione storica con Il buio in testa (Bertoni editore) passa al romanzo intimista e psicologico, narrando la storia di Rino Tebani: un assistente universitario a cui non mancano disavventure che lo rendono vittima del mal di vivere. Da “bella testa” diventa una “mela marcia” della sua Facoltà. Ambientato in gran parte nella Roma degli anni Ottanta a partire dalla mitica vittoria dell’Italia al mondiale di calcio del 1982 ne restituisce uno spaccato di vita e cultura.  

Giovedì 30 giugno Rita Gatta racconterà la guerra d’Albania vista con gli occhi di un giovanissimo militare al fronte che scrive lettere ai suoi genitori di Rocca di Papa con il suo “Cara mamma, caro papà… Lettere dall’Albania 1940” (ed. Controluce).

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