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Fallita la prima missione spaziale russa sulla Luna dal 1976: sonda fuori controllo

L'agenzia spaziale: Luna 25 schiantata sulla superficie. Duro colpo per Roscosmos. L'esperto: «Per la guerra in Ucraina persi contatti radio»

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Roscosmos, l’agenzia spaziale della Russia, ha confermato che la sonda invita verso la Luna si è presumibilmente schiantata sulla superficie del nostro satellite. Lo ha fatto, dopo alcune ore di incertezza sulla sorte della missione, con un post su Telegram: ha confermato che dopo la manovra “sbagliata” eseguita ieri, le comunicazioni con la sonda sono state perse.

Secondo quanto riferito dall’agenzia russa, la sonda Luna 15 si sarebbe immessa su una orbita non prevista, schiantandosi poi molto probabilmente sulla superficie lunare. Se così effettivamente fosse, «si tratterebbe di un duro colpo – commenta l’astrofisico, ex astronauta ed ex parlamentare europeo Umberto Guidoni – per il programma spaziale russo, visto che l’ultima missione lunare è quella di Luna 24, nel 1976, quando c’era ancora l’Unione Sovietica».

La missione del 1976 ha registrato un grande successo. Furono raccolti, in modo completamente automatizzato, 170 grammi di rocce lunari. Finita l’Unione Sovietica, dagli anni ’90 la Russia ha tentato di far ripartire il programma lunare, senza mai riuscirci, data l’assenza di fondi e i cronici ritardi e rinvii. Fino al 10 agosto scorso, quando alle 23.10 del tempo coordinato universale (le 8.10 dell’11 agosto ora locale, le 1.10 ora italiana) dal cosmodromo di Vostochny un vettore Soyuz 2.1b Fregat-M ha lanciato la sonda.

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Il piano di volo di Luna 25

L’allunaggio della sonda russa Luna 25 era previsto per domani. Ieri, verso le 13.10 ora italiana, mentre in Russia era già sera, era stato inviato dal centro di controllo un segnale alla sonda, che si trovava in orbita attorno alla Luna. Era previsto che, ricevuto il segnale, Luna 25 eseguisse una manovra di trasferimento come previsto.

La manovra avrebbe dovuto posizionare la sonda nella sua orbita finale, da cui poi sarebbe stato effettuato l’allunaggio, vicino al Polo Sud. Ma la sonda non ha risposto all’input. Roscosmos, in un primo momento, ha ufficialmente diffuso come motivazione «una situazione anomala a bordo del lander», senza fornire ulteriori dettagli e assicurando che i tecnici stessero lavorando per risolvere il problema.

Nella notte sono iniziate a circolare, tra gli operatori delle missioni spaziali europei, diverse indiscrezioni sulla sorte della sonda. Sembrerebbe che, durante la manovra che avrebbe dovuto posizionarla sull’orbita finale da cui avrebbe dovuto iniziare l’operazione di allunaggio morbido, Luna 25 abbia ricevuto un impulso maggiore di una volta e mezza quello previsto.

Modello di Luna 25 (foto con licenza CC BY-SA 4.0)

Questa spinta eccessiva l’avrebbe portata a schiantarsi sulla superficie lunare, andando così persa. Stando a quanto riportato da canali Telegram non ufficiale, sembrerebbe che la sonda non fosse più in contatto con il centro di controllo dal momento in cui ha ricevuto l’input per effettuale la manovra di trasferimento.

«La Russia – spiega il fisico Stefano Piccin sul sito astrospace.it – non dispone di un collegamento costante con la Luna. Non ha infatti accesso ad una rete globale di collegamento radio, come può essere il sistema Dsn della Nasa. Per via della invasione in Ucraina, il Paese non ha accesso a queste antenne, cosa che viene solitamente permessa dalla Nasa in occasioni di questo tipo. Come ci ha confermato Paolo Ferri, per oltre 35 anni all’Esa e direttore di tutte le missioni robotiche europee dal 2013 al 2020, erano presenti accordi con la Russia anche per l’uso della rete europea Estrack. Questi prevedevano un pieno supporto alle comunicazioni per tutto il programma lunare russo, ma sono saltate dopo l’invasione all’Ucraina».

Un’immagine dallo spazio di Luna 25
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Stefania Basile
Stefania Basile
Sono nata nel 1977 all'estremità meridionale della Calabria tirrenica, nella città di Palmi, che si affaccia sullo stretto di Messina e sulle splendide isole Eolie. Amo le mie origini e Roma, la città dove vivo per motivi professionali. Come diceva la grande Mia Martini: «il carattere dei calabresi a me piace moltissimo. Possiamo sembrare testardi, un po' duri, troppo decisi. In realtà siamo delle rocce, abbiamo una grande voglia di lavorare e di vivere. Io non sono di origine, io sono proprio calabrese!».
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