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«Un muro di cemento è forte, ma è immobile, non sente nulla, è freddo. Una corda di chitarra invece è fragile, se la tendi troppo si spezza, ma col giusto tocco può regalarti la magia di una melodia. Noi siamo la resistenza, nella vita ma anche nella musica perché, in questo mondo di perfetti sconosciuti che spesso ci spinge a seguire la corrente, resistere è avere il coraggio di scegliere. Non importa come o cosa si sceglie: l’importante è farlo. L’importante è non lasciare che siano gli altri a decidere chi dobbiamo essere».
Un elogio alla fragilità e alla resistenza è il messaggio proiettato sul megaschermo del Teatro Tor Bella Monaca di Roma lo scorso 26 settembre in un concerto diverso dagli altri. Il Social Tour è l’ambizioso progetto itinerante ideato da Mattia Del Forno e Giovanna Rinaldi insieme a Coffee Records e Quattrotto APS. Dopo il successo della scorsa edizione a Guidonia Montecelio, il tour toccherà ora i territori di Anzio e Nettuno, continuando a fondere musica, arte, sport, scuola e inclusione sociale attraverso il linguaggio universale della musica e di canzoni che hanno unito e regalato gioia, divertimento e consapevolezza a tutti i presenti al concerto del 26 settembre.
Il gruppo musicale “La Scelta” e il progetto del Social Tour
Il gruppo musicale è La Scelta. Ha alle spalle diciotto anni di musica messa al servizio di valori umani importanti e che non si è mai piegata alle logiche commerciali. Sul palco porta alcune canzoni pop, numerosi cross over, brani scritti per altri cantautori e per il cinema, l’energia del new rock italiano e dei tamburi africani.
Ora che l’esperienza ha affinato il loro talento, Mattia Del Forno (voce, piano, synth), Francesco Caprara (batteria, percussioni), Emiliano Mangia (chitarre), Andrea Di Cesare (violino elettrico) e il nuovo arrivato a completare la formazione, Matteo Carlini (basso), danno vita al Social Tour, un progetto ideato con canzoni, immagini, storie di riscatto, danza, arte grafica, sentimenti e concrete azioni d’inclusione sociale che ha due anni di vita e che il 31 agosto 2026 ha ricevuto un riconoscimento dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Un concerto corale tra musica, arte e Lingua dei Segni (LIS)
Il Teatro accoglie un pubblico caloroso, le associazioni di volontariato, le scuole, le storie di vita che appartengono a questo evento artistico e sociale, e il tutto si trasforma in un abbraccio collettivo per costruire il futuro. Sul palco, insieme alla band, salgono altri musicisti di talento e artisti emergenti dal grande impatto in una performance che, come dicevamo, incontra molti linguaggi e il tratto distintivo del Social Tour: la traduzione nella lingua italiana dei segni (Lis)
Quel che accade poi è che la serata si trasformi divenendo inclusiva e corale, per lanciare un messaggio di resistenza contro tutto ciò che imprigiona l’Umano: barriere, stereotipi, egoismo, inautenticità. Le canzoni proposte dal vivo amplificano questo messaggio dando forma in musica al profondo significato del vivere insieme, ricercandolo attraverso l’impegno sociale e ricreandolo concretamente, durante questo spettacolo in cui gli artisti coinvolgono i ragazzi delle scuole che insieme a loro cantano, danzano e si esprimono comunicando quel loro desiderio di vivere in modo autentico, che la società odierna sta perdendo, la necessità di non essere invisibili e nemmeno primi o ultimi, ma uguali nella dignità e nelle possibilità.
Sul palco insieme per abbattere le barriere e pregiudizi
Insieme alla band La Scelta partecipano molti ospiti: la cantautrice esordiente Verdekiara che apre il concerto, gli attori Mario Ermito e Mirko Frezza, il percussionista senegalese Ismaila Mbaye, il rapper romano Panìc, la cantautrice italiana Lilèi, il laboratorio di teatro-danza LIS e movimento coreografico integrato “Lascia parlare le tue mani” e l’APS Quattrotto Dance Company.
Presente in sala, come spettatore, anche Max Nardari, regista della commedia italiana “Amici per caso”, che affronta il tema dell’omofobia, del pregiudizio e dell’ignoranza sociale attraverso i toni leggeri ma intelligenti della commedia degli equivoci. Il film era stato accolto molto positivamente per il suo valore sociale, tanto da essere presentato ufficialmente al Senato della Repubblica in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia del 2025. Il sequel, “Amici per caso 2”, è tuttora in lavorazione.



Musica contro la discriminazione
Durante il concerto si proiettano video a commento delle canzoni e contro la discriminazione, direttamente dalla voce dei protagonisti oppure ripresi dalla storia di uomini importanti come Nelson Mandela.
La fragilità e la resilienza: l’insegnamento di “L’Eroe”
Il fulcro emotivo della serata si è legato al coraggio di scegliere di restare umani in un mondo omologante che spersonalizza e al racconto musicale delle fragilità da cui trarre forza. A raccontarlo è il brano L’Eroe, celebre colonna sonora di Golia, film drammatico del 2023, diretto da Roberto Marra e Stefano Salvatori, interpretato da Mirko Frezza. Quest’ultimo collabora da alcuni anni con la formazione musicale di Mattia Del Forno e partecipa al Social Tour in qualità di super ospite.
Il brano L’Eroe affronta con straordinaria sensibilità il legame tra un padre e una figlia: la storia di un uomo che non ha paura di mostrarsi nudo nelle proprie debolezze, che si leva di dosso la corazza sociale con cui nasconde le proprie incertezze per dire alla figlia che, nonostante tutto e oltre ogni fragilità, lei potrà sempre contare su di lui. Un invito potente a riscoprire l’umanità proprio lì dove ci scopriamo vulnerabili, rifiutando i modelli stereotipati di una perfezione artificiale.
Le direzioni dell’amore secondo Lilèi
Un altro dei passaggi più intensi dello spettacolo ha visto la partecipazione della cantautrice italiana Lilèi, pseudonimo di Ivana Pellicanò, artista emergente recentemente consacrata tra i finalisti nella categoria Nuove proposte al Premio Lunezia 2026, grazie a La direzione dell’amore, brano che affronta il tema della violenza contro le donne.
Liléi è salita sul palco del Social Tour per interpretare un brano del repertorio dei La Scelta: Aquilone, che Mattia Del Forno, Emiliano Mangia e Francesco Caprara hanno composto insieme a Ron e presentato al Festival di Sanremo nel 2017.
È la stessa Lilèi a raccontarne la ragione: «La canzone Aquilone affronta in modo poetico il tema della resilienza, della forza interiore necessaria per rialzarsi e della ferma volontà di non arredarsi mai di fronte alle intemperie e alle difficoltà della vita. Il testo paragona l’essere umano a un aquilone che, nonostante il vento contrario e le tempeste, resta intimamente nato per volare, dunque capace di mutare prospettiva e riprendere il volo».
Tra maschere e individualità: il Carnevale dei social
Carnevale, canzone che affronta con ironia e lucidità i paradossi della nostra epoca, descrive una realtà alterata dal filtro del digitale, dove l’ostentazione e l’apparenza mettono in secondo piano la sostanza: nessuno ascolta più davvero, si tende a giudicare in modo superficiale e immediato. Ignoranza e violenza verbale s’intrecciano condizionando gli umori e le scelte quotidiane delle persone.
Il messaggio della band in questo brano è un invito all’intelligenza e alla consapevolezza: «il vero atto di maturità oggi consiste nel saper distinguere ciò che è da ciò che appare». Il videoclip di questa canzone del 2024, inserita nell’album 15 anni del nostro tempo, traduce visivamente questo contrasto tra maschera e realtà rappresentando le persone come animali in passerella.



L’alienazione e la centralità dell’amore
Un altro nucleo tematico importante che ha caratterizzato l’inizio e la fine di questo concerto è nel proporre la canzone L’Alieno per richiamare l’attenzione su un aspetto drammatico della società attuale: gli individui che perdono il senso profondo di Sé. Il concetto cardine della canzone ruota attorno all’isolamento emotivo e alla resistenza dei sentimenti all’interno di una società moderna frenetica e spersonalizzante.
Sentirsi un alieno significa percepire un profondo senso di distacco da un mondo basato sull’apparire, sull’ostentazione digitale e sulla perdita di contatto umano reale. Il testo recita infatti: «Perso per strada come un Alieno, mondo mio non ti riconosco più, forse sei tu che non riconosci me». Nonostante lo smarrimento della vita quotidiana, la canzone si trasforma in un inno alla purezza dei legami. Essere alieni, nella visione di Mattia Del Forno e della band, assume un’accezione positiva: significa rimanere tenacemente aggrappati ai sentimenti nella loro essenza più profonda.
Il nucleo del brano esplode nel finale, dove l’unica vera ancora di salvezza e di auto-determinazione è l’amore sincero: «Tutto quello che ho fatto di grande è amarti… Sono quello che ho fatto, quello che sono, e quello che lascio è amore sincero». Visivamente e concettualmente, il brano e il suo videoclip ufficiale richiamano un forte ritorno alla fantasia e all’infanzia, intese come gli unici spazi rimasti incontaminati in cui è ancora possibile sognare ed essere autentici.
Alcuni minuti prima che il concerto iniziasse i ragazzi delle scuole hanno distribuito agli spettatori un adesivo con l’immagine di un alieno con un cuore rosso nel petto, annunciando delicatamente che la scelta da compiere in questo viaggio musicale e collettivo è il ritorno all’umanità.
“Ho guardato il cielo”: manifesto contro i pregiudizi razziali e il riscatto delle periferie
Il brano Ho guardato il cielo, nato dalla collaborazione tra la band La Scelta e l’attore Mirko Frezza, affronta il tema delle difficoltà e della discriminazione nelle periferie multiculturali, con un focus specifico sul quartiere romano di La Rustica.
La traccia descrive la parabola di riscatto di un uomo che trasforma l’emarginazione subita in una rinascita personale, invitando ad abbattere i muri morali dettati dalla paura per riscoprire l’empatia. L’atto di guardare il cielo simboleggia la speranza e la dignità degli ultimi contro i pregiudizi sociali. Questo forte messaggio è amplificato da un toccante videoclip ambientato sui tetti delle case popolari, a cui hanno partecipato noti attori italiani.
La via della seta
La via della seta, il duetto col rapper Panic è una canzone che esprime la rabbia e la ricerca di una via di riscatto da una vita senza scopo di giovani periferia.
Le altre canzoni in scaletta al concerto
L’uomo che fotografava le nuvole è un brano elettro-rock che racconta la figura di chi insegue costantemente i propri sogni senza arrendersi alle convenzioni dell’età o al cinismo della società moderna. Segue Argilla, uno dei singoli più intensi ed evocativi. Pubblicato all’interno del secondo album “Colore Alieno”, ha ottenuto importanti riscontri critici, culminati nel 2018 con la vittoria del premio “Rivelazione dell’anno” nella sezione big al Roma videoclip festival. Il nucleo centrale di Argilla ruota attorno all’idea del cambiamento e dell’autodeterminazione, sia individuale sia all’interno delle relazioni.
L’argilla è per definizione un elemento malleabile, plastico e informe prima di essere lavorato. La band la utilizza come metafora perfetta della condizione umana: siamo noi i vasai della nostra stessa esistenza. Il testo suggerisce che non siamo condannati a rimanere intrappolati in una forma prestabilita o in dinamiche relazionali tossiche e infelici, ma possiamo cambiare la nostra condizione in qualsiasi momento: tutto parte da noi stessi, anche nell’amore. Il testo invita dunque a plasmare da zero il proprio futuro, accettando la vulnerabilità del cambiamento per trasformarla in una nuova opportunità, anche nel ritrovare una nuova armonia di coppia.



Dallo smarrimento virtuale alla sintonia profonda: “Linea d’onda” e “Colori”
Linea d’onda, tratta dall’album Il nostro tempo, fa riferimento alla lunghezza d’onda radio o magnetica, utilizzata come metafora dei rapporti umani. Racconta la ricerca di una sintonia profonda con l’altro, che in Ballad 2020 tocca anche l’isolamento in tempo di pandemia per poi tornare al significato originale (la canzone nasceva poco prima dell’emergenza da Covid19 con un titolo diverso) e profetico su ciò che diventa l’uomo quando si spoglia delle sovrastrutture sociali e attraversa lo smarrimento, le incertezze e le paure del vivere quotidiano.
Colori invece descrive un mondo in cui le persone tendono ad alienarsi, a camminare a testa bassa guardando lo schermo di un telefono e a vivere in una sorta di realtà parallela virtuale. Questo stile di vita è associato metaforicamente al bianco e nero, a una realtà bidimensionale priva di reali stimoli emotivi.
Tamburo di un solo colore per la grande danza dell’umanità
Il viaggio musicale e umano si conclude in un crescendo d’emozioni e con l’acquisizione di una nuova consapevolezza: «Non esiste un motivo nero, non esiste un motivo bianco, c’è solo musica fratello mio e musica noi canteremo», per rompere i muri, vivendo sotto “un solo sole” e unirsi tutti a La grande danza, canzone-simbolo del gruppo musicale dei La Scelta, giunti dalla periferia est di Roma per unire il loro canto contro l’indifferenza alla voglia di riscatto della periferia di Tor Bella Monaca e per diventare tutti un’unica comunità umana al grido di “Io mi sento umano”, con la canzone Il nostro tempo, cantata nella versione spagnola in duetto con Mario Ermito.
Il new rock al servizio dell’etica e il futuro del tour
L’alto valore etico dell’iniziativa è stato suggellato dal conferimento della medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella come premio di rappresentanza, accompagnata dagli auguri del Segretariato generale del Quirinale per il proseguimento del percorso. Un riconoscimento che per gli organizzatori rappresenta un motivo di profondo orgoglio e la conferma della necessità di investire nelle nuove generazioni.
Il Social Tour è dunque un’esperienza umana e collettiva a 360° che ha come veicolo le canzoni. Allo scopo d’abbattere le disuguaglianze e le prigioni del vivere inautentico, l’iniziativa dà voce a tutti sfruttando i linguaggi inclusivi della musica, dell’arte e delle nuove generazioni.










