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Dacia Maraini, la scrittura come antidoto alla violenza e alla sopraffazione

La scrittrice premiata dalla ex ministra Valeria Fedeli in occasione dell'intervento alla rassegna “Parliamo di Donne” di Cantalupo in Sabina

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Domenica scorsa, al Parco Camuccini di Cantalupo in Sabina, si è svolto l’evento dedicato a Dacia Maraini, una delle scrittrici più importanti del nostro Paese, inserito nella rassegna cinematografica Parliamo di Donne. Le Donne costruttrici di Pace. Dopo i saluti del primo cittadino, Luca Verdone, direttore artistico della rassegna, il critico e saggista Filippo La Porta ha presentato l’autrice, soffermandosi su alcuni dei suoi migliori romanzi e, in particolare, su Bagheria, mentre Dacia Maraini ha sottolineato la sua affezione per Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza.

La lettura, da parte di Giorgia Fiori, di alcuni brani tratti da La lunga vita di Marianna Ucria ha dato lo spunto per una riflessione sulla condizione femminile, che per secoli si è risolta nella procreazione e soddisfazione sessuale dell’uomo; mentre quella del racconto Il regista-poeta e la meravigliosa soprano è stata fonte di un’interessante riflessione della Maraini sull’amore provenzale che, secondo il suo giudizio, provava Pasolini nei confronti della Callas.

La poesia Dove c’è la guerra ha poi portato tutti a ripensare al difficile momento che il mondo sta vivendo, sottolineato dalle note della Kalush Orchestra Ucraina, che ha vinto l’Eurofestival, che hanno fatto da sottofondo alla recitazione.

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La senatrice Valeria Fedeli, già ministro della Pubblica istruzione, ha consegnato il premio Donne in prima fila alla Maraini con questa motivazione: «Per lo straordinario impegno con cui ha illustrato la letteratura italiana dagli anni Sessanta ad oggi in un flusso continuo di opere dedicate soprattutto ai temi della emancipazione e della dignità del mondo femminile nella contraddittorietà e nella conflittualità dei temi sociali del mondo contemporaneo. La sua scrittura sempre aperta all’ascolto e alla empatia dei soggetti più deboli è un grande contributo alla comprensione e all’incontro tra i popoli e tra gli uomini e le donne vittime della violenza di “genere” e offre un canto di lode tra le pieghe profonde dei suoi romanzi e delle sue poesie alla tenerezza e alla dolcezza come antidoto alla violenza e alla sopraffazione».

Valeria Fedeli, prima della consegna del premio alla Maraini, ha inaugurato la mostra di acquarelli Donne in prima fila, organizzata da Simonetta Enei, dove hanno esposto i migliori acquarellisti italiani. La senatrice, da sempre attenta alle tematiche femminili, ha espresso il desiderio di portare la mostra al Senato.

Gli artisti hanno interpretato la donna in vari modi, ritraendo donne importanti, come Rita Levi Montalcini, Malala Yousafzai, Samantha Cristoforetti, oppure riprendendo simboli che rappresentano la femminilità, come le preistoriche statuette delle dee della fertilità. È intervenuta Anna Massinissa, presidente di InArte, che organizza a Fabriano l’esposizione di acquarelli provenienti da ogni parte del mondo.

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Claudia Cavallini
Claudia Cavallini
Nata nel 2006 a Roma, vive felicemente nella sua amata cittadina in provincia di Roma: Fiano Romano. Frequenta il liceo scientifico “Margherita Hack” di Morlupo. Ha conseguito la licenza nella scuola secondaria di primo grado all’Istituto comprensivo Fiano, con votazione 10 e lode. Ha ottenuto la certificazione B1 preliminary della lingua inglese. Nel 2016 ha vinto il concorso letterario per piccoli scrittori indetto dal Comune di Fiano Romano. Collabora con la rivista “La Gazzetta del Tevere”. Dedica molte ore allo sport e segue il calcio. La sua grande passione è la danza: è iscritta a corsi di danza classica, contemporanea e hip hop. Partecipa a laboratori di teatro-recitazione e prende parte con entusiasmo agli spettacoli che vengono messi in scena. Fin da piccola ha manifestato una particolare predilezione per la lettura e la scrittura. Ha prestato sempre una speciale attenzione agli eventi che accadono in tutto il mondo e principalmente nel territorio in cui abita. Il motto che guida la sua vita è un aforisma di Friedrich von Schiller: «Chi non osa nulla, non speri nulla».
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