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Covid, Ricciardi: «Netto miglioramento, ma non abbassiamo la guardia»

«Continuare a vigilare e ad adottare due misure: vaccinazione e Green pass». Dal 11 febbraio mascherina non più obbligatoria all'aperto

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Dal 11 febbraio l’uso della mascherina non sarà più obbligatorio all’aperto. Il ministero della Salute, che ha diffuso una infografica in cui riassume i contenuti del provvedimento (vedi in fondo all’articolo), consiglia comunque di portarla sempre con sé e di indossala in caso di assembramenti, al chiuso e dove è prevista da norme e linee guida. «Siamo sicuramente in un periodo di netto miglioramento che io credo proseguirà per la primavera e l’estate, quindi forse dall’emergenza, intesa come quella che abbiamo passato negli scorsi due anni, ci stiamo avviando ad uscirne». Lo ha detto il professor Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica di Roma e consigliere scientifico del ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso di una intervista video rilasciata all’Agenzia Dire.

«Non siamo però usciti dalla pandemia – ha proseguito Ricciardi – che è pienamente in tutto il mondo e abbiamo una serie di problemi gravi in molti Paesi. Quindi dobbiamo stare attenti, non dobbiamo abbassare la guardia e dobbiamo continuare a vigilare e ad adottare le misure che sono sostanzialmente due: vaccinazione e Green pass».

Il Ministero della Salute, annunciando l’abolizione dell’obbligo della mascherina all’aperto, ricorda che comunque si tratta pur sempre di «uno dei mezzi più efficaci per proteggerci dal contagio da Covid-19». Sarà quindi necessario continuare ad indossare le mascherine al chiuso ancora per tutto il 2022? «Io penso di sì», ha detto al riguardo Ricciardi rispondendo a una domanda nella sua intervista alla Dire.

Walter Ricciardi (foto DIRE)
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Se all’aperto si potrà tornare a fare a meno delle mascherine, Ricciardi infatti avvisa che nei luoghi chiusi i dispositivi di protezione individuale continueranno a farci compagnia a lungo. «Penso – ha detto alla Dire – che con le mascherine dovremo convincerci ancora a lungo. Ora c’è l’attenuazione della misura all’aperto, però soltanto quando non ci sono assembramenti, altrimenti quando ci sono la mascherina va indossata».

«È una misura conforme all’attuale scenario epidemiologico, quindi una stagione che sta migliorando, persone che sono vaccinate e persone che sono prudenti. Però nel momento in cui si va all’interno di locali chiusi, perché siamo ancora di fronte a decine di migliaia di casi al giorno e una contagiosità enorme da parte di Omicron, è necessario continuare a portare le mascherine per un periodo prolungato».

Riguardo ai progressi fatti nel campo della lotta alla malattia, il consigliere del ministro della Salute ha detto: «Noi ci troviamo in questa condizione perché abbiamo avuto un’ottima campagna vaccinale. Ci sono moltissime persone vaccinate che anche se entrassero in contatto con il virus lo supererebbero agevolmente avendo, eventualmente, nel peggiore dei casi, una malattia blanda. Il problema è quanto dura questa immunità, cioè quanto questa possa essere sopravanzata da eventuali varianti. Questi sono i dubbi».

La speranza è che non vi siano varianti «che bypassino i vaccini», anche se rispetto al passato, secondo il professore della Cattolica, ora la grande copertura vaccinale fa sperare che non vi sia questo pericolo. Il punto cruciale è che la vaccinazione contro i coronavirus «non è probabilmente permanente»: questo rende, tra l’altro, difficile prevedere se vi sarà e come, nel caso, possa essere una nuova ondata in autunno.

«È probabile – ha concluso Ricciardi – che pian piano che il tempo passa questa protezione si attenuerà e potrebbe farlo proprio in autunno e in inverno, quando ci troveremo alle prese con fattori di rischio come il ritorno di tutti i virus respiratori e il fatto che il freddo ci conduce a stare al chiuso, quindi gli uni vicini agli altri. È un’incognita: in questo momento non lo sappiamo».

(tratto da Agenzia DIRE – www.dire.it)

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