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Rallentiamo per avere città più umane

Anche a Roma seconda “Ciclabile umana”, manifestazione nazionale delle associazioni cicloambientaliste per viabilità sicura e città vivibili

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Seconda “Ciclabile umana” a Roma. Le associazioni cicloambientaliste tornano in strada con fatecelargo#2 in programma il prossimo martedì 24 gennaio dalle 7.30 alle 9.30 in via Tuscolana, angolo via dei Lentuli (salita del Quadraro). L’iniziativa fa seguito alle manifestazioni svoltesi nel mese di dicembre per chiedere maggiore attenzione ai temi della ciclabilità e della sicurezza stradale, nella convinzione che una vera transizione ecologica dei trasporti e una conversione alla mobilità sostenibile possa limitare i rischi per tutti coloro che si muovono in strada, non solo ciclisti e pedoni ma anche automobilisti. 

La “Ciclabile umana” è una manifestazione simbolica e si snoderà come una sorta di barriera fisica a protezione della pista ciclabile e delle persone che ogni giorno pedalano in città. Si svolgerà contemporaneamente in diverse città italiane: al momento hanno aderito gli associati di Bologna (con un’anteprima il 20 gennaio), Torino, Milano, Treviso, Firenze, Roma, Cagliari. “Strisce pedonali umane” a Napoli. Se la volta scorsa l’attenzione era concentrata sul ripristino dei fondi per la ciclabilità e su misure più incisive per la sicurezza stradale, stavolta l’attenzione è rivolta alla realizzazione delle Città 30.

La Città 30 non è solo un riferimento al limite massimo di velocità dei veicoli, ma un diverso modo di concepire lo spazio urbano a favore delle persone e un ripensamento della mobilità. Nella Città 30 la mobilità è divisa in due macroaree: da un lato le strade che incanalano il flusso del traffico urbano, ovvero le maggiori arterie urbane, e dall’altro i quartieri dove la gente vive e che vorrebbe o potrebbe spostarsi senza dover necessariamente utilizzare l’automobile. Si tratta di un riequilibrio dello spazio pubblico che non mette più al centro le automobili e che permette di scegliere di muoversi in bici o a piedi in sicurezza.

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La velocità massima dei motoveicoli e degli autoveicoli nella seconda area non deve essere maggiore di 30 km/h invece dei consueti 50 km/h previsti dal codice stradale in ambito urbano. Tale minore velocità permetterà una migliore convivenza tra auto, biciclette e pedoni e quindi una ridotta pericolosità, in linea con il Piano nazionale della sicurezza stradale 2030, il cui obiettivo è dimezzare il numero di morti, e con il Piano generale della mobilità ciclistica varato dal governo nell’agosto 2022. 

Anche Roma, sostengono i promotori dell’iniziativa, può e deve diventare Città 30 sull’esempio di altre città italiane come Olbia e Cesena, dove i benefici sulla vivibilità sono stati tangibili. Mentre Bergamo, Torino, Bologna e Milano hanno avviato i percorsi per diventare Città 30 e finalmente rendere le città più vivibili per le persone, con spazi più democratici per tutti gli utenti della strada, dove spostarsi è più sicuro, incidendo in tal modo sul tragico ed evitabile problema dell’incidentalità stradale. La realizzazione delle Città 30, inoltre, consentirà l’introduzione di una serie di misure contemplate dal nuovo Codice della strada, come il senso unico eccetto bici e la strada urbana ciclabile. 

Si è certi, inoltre, che il principio del Safety in Numbers consentirebbe un riequilibrio di numeri e spazi riducendo l’incidentalità: più biciclette ci sono in circolazione, meno sono le automobili, minore sarà il rischio di impatto tra veicoli. Ma occorre investire in tale settore anche a livello urbanistico e culturale.

La manifestazione “Ciclabile umana” è promossa da Salvaiciclisti Roma e Fiab Lazio (Federazione italiana ambiente e bicicletta). Si svolgerà in maniera statica e pacifica ed è aperta all’adesione e alla partecipazione di associazioni e cittadini impegnati nella difesa della strada come spazio di condivisione tra le persone e di non sopravvivenza. Questo, in un’ottica di ribaltamento della visione della mobilità urbana attualmente sproporzionalmente orientata a favore delle automobili, i cui conducenti sono i maggiori responsabili dei sinistri che avvengono sulla strada mettendo in pericolo la vita e l’integrità delle persone con comportamenti pericolosi e disattenti sia al buon senso sia al codice della strada, prima causa di morte nelle giovani generazioni.

Per questi motivi, le associazioni che promuovono l’iniziativa chiedono maggiori investimenti su percorsi e infrastrutture ciclabili, moderazione della velocità a 30 km/h sulle strade, aumento dei mezzi di trasporto di massa abiti ad ospitare biciclette, riduzione degli autoveicoli privati a motore circolanti, strade scolastiche, aree pedonali, maggiore democrazia sugli spazi urbani, recupero di luoghi per le persone e maggiore sicurezza sulle strade attraverso le adozioni di misure (oltre alla diminuzione della velocità massima consentita a 30 km/h) quali: attraversamenti pedonali rialzati, restringimenti delle carreggiate per gli autoveicoli, maggiori controlli sia per la repressione di comportamenti contrari al codice della strada (doppia fila, parcheggi pericolosi, velocità eccessiva, eccetera) a tutela di tutti gli utenti della strada iniziando da quelli più vulnerabili e deboli.

Nel link che segue, la pagina Facebook dedicata all’evento con l’accesso ad una chat per la partecipazione: Fatece Largo #2_La Ciclabile Umana. Il luogo dell’appuntamento è raggiungibile in bicicletta, a piedi o coi mezzi pubblici (Metro linea A – Porta Furba).

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