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martedì 4 Ottobre 2022
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L’anima solidale della Capitale: Roma premia la cultura sociale

Il 6 alle 17 nella Sala della Protomoteca la prima edizione del riconoscimento voluto dall'Assemblea Capitolina. Premio speciale a Totò Cascio

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Roma e la cultura sociale: un’occasione per lanciare un messaggio su valori importanti che accomunano i romani e tutti al di là di ogni barriera. È la prima edizione di “Roma premia la cultura sociale”, giornata che si svolgerà martedì 6 alle 17 in Campidoglio. L’iniziativa, sotto l’egida dell’Assemblea Capitolina, vede il coinvolgimento dell’Osservatorio delle fragilità sociali ed il patrocinio morale dell’Accademia internazionale Mauriziana. Verrà premiato Totò Cascio, indimenticato protagonista del film Premio Oscar 1990 Nuovo cinema Paradiso, di Giuseppe Tornatore.

L’appuntamento, ad ingresso libero, vedrà protagonisti ospiti dei mondi della letteratura, del cinema e della società civile. Verranno premiati autori di libri, cortometraggi e lungometraggi e verranno portate testimonianze di vita vera sulla disabilità e sul sociale da parte dei protagonisti. A condurre la serata e le interviste, la giornalista della stampa estera Lisa Bernardini, collaboratrice di Metropoli.Online.

Filo conduttore: Roma come palcoscenico per le buone pratiche di cultura sociale. Per questo, l’Assemblea Capitolina ha promosso l’iniziativa, grazie all’impegno del segretario d’Aula, Fabrizio Santori, e al sostegno della presidente, Svetlana Celli. E ha messo a disposizione uno dei luoghi simbolici delle istituzioni della Capitale: la sala della Protomoteca.

Salvatore Cascio
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Salvatore Cascio, noto come Totò, protagonista bambino del film da Oscar di Tornatore del 1988, prodotto da Franco Cristaldi, sarà il testimonial della serata. A 34 anni dall’uscita della pellicola, Totò è tornato in pubblico, dopo aver abbandonato il cinema successivamente alla sua indimenticata interpretazione in Nuovo cinema Paradiso e ad altre apparizioni immediatamente successive sul grande schermo. Cascio ha spiegato i veri motivi della sua assenza in un libro: La gloria e la prova. Il mio Nuovo Cinema Paradiso 2.0, edito da Baldini+Castoldi e scritto con l’aiuto di Giorgio De Martino. Prefazione di Giuseppe Tornatore e postfazione di Andrea Bocelli.

Si tratta di un libro di memorie e al tempo stesso racconto di formazione e rinascita. Per quel famoso film, Cascio ha ricevuto nel 1991, come miglior attore non protagonista, il British Academy film award: il premio annualmente assegnato dall’Accademia delle arti del cinema e della televisione (Bafta) di Londra, considerato l’equivalente britannico dell’Oscar. È il più giovane a ricevere il premio e l’unico italiano, insieme a Roberto Benigni.

Totò racconterà alla Protomoteca i contenuti del suo libro e i motivi della sua sparizione dalle scene, dovuta a una malattia che gli ha creato gravi problemi alla vista. E parlerà anche di A occhi aperti, il cortometraggio che lo vede protagonista, realizzato da Movimento Film con Rai Cinema per la Fondazione Telethon, diretto da Mauro Mancini, girato negli stessi luoghi in cui si svolsero le riprese di Nuovo cinema Paradiso.

Totò Cascio nel film Oscar di Tornatore

«La manifestazione – commenta il segretario d’Aula dell’Assemblea Capitolina, Fabrizio Santori – è particolarmente speciale. È l’occasione per raccontare ancora una volta la cultura, ma in una delle sue accezioni a mio avviso più importanti: quella della solidarietà, della partecipazione e del sostegno a chi è più debole. Molto ancora c’è da fare per abbattere barriere, e non soltanto architettoniche; creare occasioni di vita sociale e lavorativa; trascinare nella mischia della vita attiva e della quotidianità chi è solo, emarginato e stanco».

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Stefania Basile
Stefania Basile
Sono nata nel 1977 all'estremità meridionale della Calabria tirrenica, nella città di Palmi, che si affaccia sullo stretto di Messina e sulle splendide isole Eolie. Amo le mie origini e Roma, la città dove vivo per motivi professionali. Come diceva la grande Mia Martini: «il carattere dei calabresi a me piace moltissimo. Possiamo sembrare testardi, un po' duri, troppo decisi. In realtà siamo delle rocce, abbiamo una grande voglia di lavorare e di vivere. Io non sono di origine, io sono proprio calabrese!».
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