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Cani adulti e cuccioli lasciati sul ciglio della strada, spesso senza microchip e senza nessuno che si occupi di loro. È una delle situazioni che i volontari si trovano ad affrontare sul territorio di San Cesareo, in provincia di Roma. A riportare l’attenzione sulla questione è un video del duo “I barbari”, girato lo scorso 18 maggio e pubblicato sui social pochi giorni fa. Nel video viene raccontata la collaborazione tra l’associazione Amaihcolos Odv e il Comune di San Cesareo, dove l’associazione opera. L’obiettivo è evitare, quando possibile, che gli animali abbandonati finiscano in canile o in gattile.


«Non bisogna essere associazioni o volontari per aiutare gli animali, basta essere persone di buona volontà», racconta Mara Bronzoni Buonaparte, volontaria dell’associazione. Il riferimento è ai cittadini che collaborano mettendo a disposizione uno spazio per ospitare temporaneamente gli animali recuperati, in attesa di trovare una famiglia.
I casi che arrivano all’attenzione dei volontari sono diversi. Ci sono cani trovati per strada senza microchip, cuccioli abbandonati anche dentro scatole di cartone e animali recuperati da situazioni di maltrattamento. Tra questi ci sono anche alcuni pastori maremmani che, secondo quanto raccontato, erano stati abbandonati da pastori della zona.
Sul fronte delle adozioni, i numeri sono incoraggianti soprattutto per i cuccioli. «Da gennaio ad ora siamo riusciti a dare in adozione una trentina di cuccioli, ma quello che è più difficile è trovare una famiglia per quelli adulti», spiega Mara. Per questi animali, infatti, i tempi di attesa possono essere più lunghi e gli stalli diventano fondamentali per poter continuare ad accogliere altri cani in difficoltà.
Non sempre, però, è necessario essere volontari per dare una mano. Anche un cittadino che ha la possibilità di ospitare temporaneamente un cane o un gatto può contribuire al lavoro dell’associazione. È proprio questo uno degli aspetti che il video vuole mettere in evidenza. L’associazione collabora con il Comune anche nelle attività legate alla prevenzione del randagismo, tra cui microchippatura e sterilizzazione.


Il messaggio è rivolto anche agli altri Comuni, con l’invito a collaborare con le associazioni che operano sul territorio, e ai cittadini, per ricordare quanto siano importanti la sterilizzazione e il microchip. «Detto così sembra una cosa normale, ma in pratica c’è ancora tanta strada da fare. Purtroppo la mentalità rurale è ancora quella di cento anni fa».
Chi non può occuparsi direttamente di un animale può comunque aiutare. Anche chi vive lontano può contribuire attraverso un’adozione a distanza, donando cibo oppure con un aiuto economico per sostenere le spese veterinarie. Il sostegno riguarda sia i cani sia i gatti. «Il nostro scopo è non far entrare cani in canile e gatti in gattile», conclude Mara Bronzoni Buonaparte. Per riuscirci, l’associazione conta anche sulla collaborazione dei cittadini, sia per gli stalli sia per le adozioni e il sostegno alle spese necessarie per prendersi cura degli animali.

























