HomeCronache MetropolitaneTivoli lancia la sua candidatura come capitale della cultura 2029

Tivoli lancia la sua candidatura come capitale della cultura 2029

Un progetto che mette al centro gioco, partecipazione e valorizzazione del patrimonio storico, coinvolgendo le istituzioni e le realtà locali

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Dopo l’annuncio della candidatura dei Castelli Romani, il territorio della provincia di Roma si propone come protagonista della cultura nazionale anche con la candidatura di Tivoli a Capitale italiana della Cultura 2029. La città tiburtina ha scelto di puntare su un progetto che mette al centro il gioco, la partecipazione dei cittadini e la valorizzazione del patrimonio storico, coinvolgendo decine di istituzioni e realtà locali.

Il 23 ottobre, piazza Plebiscito ha ospitato un incontro promosso dall’amministrazione comunale per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla preparazione del dossier, trasmesso al Ministero della Cultura il 18 settembre. Nei mesi precedenti, cittadini, associazioni, professionisti e operatori culturali avevano preso parte agli incontri pubblici organizzati per costruire insieme la proposta.

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A sostenere la candidatura sono 49 istituzioni, tra amministrazioni comunali, enti e organismi del territorio. La rete si estende dalla Valle dell’Aniene alla Sabina, fino all’area metropolitana di Roma. Ne fanno parte anche l’Associazione nazionale dei Comuni italiani del Lazio, il VI Municipio di Roma, due parchi regionali, la Comunità montana dell’Aniene e il Gruppo di azione locale Terre Sabine e Tiburtine.

Anche Laura Cartaginese, consigliera regionale e capogruppo della Lega alla Regione Lazio, ha espresso il proprio sostegno. In una nota diffusa il 24 ottobre, ha definito il progetto motivo di orgoglio per Tivoli e per l’intero Lazio, evidenziando il ruolo della candidatura nel mettere in rete le istituzioni e dare valore alle comunità locali. Cartaginese ha inoltre confermato il sostegno della Regione e del gruppo consiliare della Lega in vista delle prossime tappe.

«Una comunità migliora quando le persone che la abitano diventano protagoniste della vita pubblica», ha dichiarato il sindaco di Tivoli, Marco Innocenzi, richiamando l’importanza del lavoro condiviso. L’intenzione, ha spiegato, è creare una rete stabile tra amministrazioni e cittadini, facendo della cultura uno strumento di crescita per tutto il territorio.

Al centro del progetto c’è il gioco, inteso non semplicemente come attività ricreativa, ma come un modo per esplorare il mondo, stringere relazioni e immaginare nuove forme di convivenza. Una scelta che si lega anche alla storia di Tivoli e ai luoghi che ne hanno segnato l’identità. I giochi d’acqua di Villa d’Este e il rapporto tra architettura, spazio e tempo che caratterizza Villa Adriana diventano così parte di un racconto che unisce il patrimonio millenario della città alla capacità delle persone di sperimentare, conoscere e costruire. L’idea è portare la cultura fuori dalla dimensione della semplice fruizione, trasformandola in un’esperienza condivisa e capace di incidere sulla quotidianità dei residenti.

Alla preparazione del dossier ha contribuito, sul piano tecnico, la società LivInG. Impresa Sociale, mentre la direzione della candidatura è affidata al professor Alessandro Crociata. Tra i riferimenti del progetto figura anche lo studio The Ludic Paradox, pubblicato nel 2025, che approfondisce il ruolo del gioco nei processi di sviluppo urbano a base culturale.

«Molte proposte sono arrivate dal basso e sono diventate parte del dossier», ha spiegato il professor Giulio Stumpo di LivInG, sottolineando come il coinvolgimento degli abitanti rappresenti già un risultato del percorso, indipendentemente dall’esito finale della selezione. L’ambizione va oltre la valorizzazione dei singoli monumenti. La candidatura punta a collegare il patrimonio storico alla vita della comunità, attraverso spazi pubblici rinnovati, laboratori permanenti e nuove occasioni di partecipazione culturale. Accanto a Villa Adriana e Villa d’Este trovano spazio anche il Santuario di Ercole Vincitore, Villa Gregoriana e il patrimonio termale.

Un altro elemento centrale è la dimensione territoriale. La collaborazione con i comuni vicini, tra cui Guidonia Montecelio, mira a rafforzare le opportunità culturali, sociali e turistiche dell’area a est di Roma. L’obiettivo è superare i confini amministrativi attraverso iniziative condivise, costruendo un’offerta capace di coinvolgere un’area più ampia della sola città di Tivoli.

La selezione per Capitale italiana della Cultura 2029 entrerà nel vivo nei prossimi mesi. Entro il 16 dicembre 2026 la giuria ministeriale individuerà le dieci città finaliste. Per i progetti ammessi sono previste audizioni pubbliche entro il 10 marzo 2027, mentre la proclamazione della vincitrice dovrebbe arrivare entro il 25 marzo dello stesso anno.

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Alessandro Bielli
Alessandro Bielli
Sono nato nel 2005 e vivo ai Castelli Romani. Dopo il liceo classico ho scelto di iscrivermi a Giurisprudenza, un percorso che seguo con interesse perché mi appassionano i temi legati al diritto. Anche se non ho avuto, prima di collaborare con questa testata, altre esperienze dirette nel giornalismo, questo ambiente mi è sempre stato familiare: mia madre, infatti, svolge questo lavoro e fin da piccolo mi è capitato di leggere i suoi articoli. Tra gli argomenti che seguo con più interesse ci sono quelli ambientali; mi piace inoltre informarmi su cultura, attualità e realtà del territorio. Avvicinarmi al giornalismo è per me interessante sia per ampliare le mie possibilità future sia perché rappresenta un modo per unire due interessi che sento molto vicini: la scrittura e il diritto.
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