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Anzio in lutto: Tony Magliozzi se l’è portato con sé il suo amato mare

Trovato senza vita dai sommozzatori dei vigili del fuoco a 55 metri di profondità il pescatore disperso nel ribaltamento del suo peschereccio

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Recuperato in tarda mattinata a oltre 50 metri di profondità dai sommozzatori del vigili del fuoco il corpo senza vita di Tony Magliozzi, il marinaio di 66 anni che era disperso da ieri nel ribaltamento del peschereccio a bordo del quale si trovava insieme al figlio al largo di Anzio. Il corpo è stato trasferito poi nel porto della sua città, che ha vissuto una giornata di apprensione, con le speranze di ritrovare in vita Tony, molto conosciuto ad Anzio, che si facevano sempre più flebili con il passare delle ore.

Tony Magliozzi al posto di comando del suo peschereccio

Le ricerche era state riprese alle prime ore del giorno. Con il buio e la scarsa limpidezza delle acque le attività dei sommozzatori erano state interrotte. La zona dove è affondato il peschereccio è stata nel frattempo pattugliata da un elicottero dei vigili del fuoco e da una motovedetta della Capitaneria di porto della città del litorale laziale.

Nelle ricerche, coordinate dal comandante della Guardia costiera Lorenzo Giovannone, sono stati impegnati i sommozzatori del nucleo del vigili del fuoco del Comando di Roma con il supporto dei colleghi giunti da Napoli, insieme a mezzi e militari della Capitaneria di porto di Anzio. Il lavoro dei soccorritori si è presentato molto delicato. Il relitto del peschereccio si trova a 55 metri di profondità e la zona è coperta da circa 250 metri di reti da pesca.

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Racconta Elvio Vulcano, che ad Anzio cura il blog Voce libera: «Intorno alle 10, un momento cruciale ha segnato la svolta nelle operazioni: è stata recuperata parte dell’attrezzatura del peschereccio, inclusi la rete, alcuni tavoloni e i divergenti – (i divergenti sono dei galleggianti usati per tenere divise le esche nella pesca alla traina con più lenze, o per tenere aperta la bocca di una rete a strascico, chiamata tartana, ndr) -. Questi elementi hanno permesso di avere un quadro più chiaro della situazione sott’acqua. Subito dopo, i sommozzatori hanno concentrato i loro sforzi sulla cabina dell’imbarcazione, dove si temeva che Tony Magliozzi fosse rimasto incastrato. Le loro immersioni hanno purtroppo confermato i timori: il corpo del capitano Tony Magliozzi è stato individuato e recuperato».

L’attesa al porto di Anzio (foto Francesco Di Ruocco)

A seguire da vicino tutte le fasi del soccorso, come riferisce Vulcano, c’era anche il fotografo Francesco Di Ruocco, che ha documentato l’attesa trepidante di tante persone al porto di Anzio e il triste epilogo: «Non era lì solo come un professionista dell’immagine, ma anche un parente e amico stretto della famiglia Magliozzi, condividendo in prima persona il dolore e l’attesa» mentre continuava a svolgere il suo lavoro.

Il peschereccio Resurgo, natante di 15 metri al cui comando c’era Tony Magliozzi e sul quale era imbarcato anche il figlio Andrea, aveva lasciato il porto di Anzio verso le 5 di ieri mattina per la consueta battuta di pesca. Non sono ancora chiare le cause che hanno portato il peschereccio a ribaltasi. Quello che è certo è che nella zona dal giorno precedente il mare era mosso a causa di una forte vento. Le condizioni meteo potrebbero aver portato l’imbarcazione a urtare uno scoglio o un altro ostacolo sommerso, inclinandosi di conseguenza fino ad arrivare a capovolgersi.

I sommozzatori rientrano nel porto di Anzio

Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato Angelo Grillo, comandante di un altro peschereccio, il Paola Madre, che si è diretto verso il luogo del naufragio, dove ha trovato in acqua Andrea Magliozzi. Secondo la sua testimonianza, al momento del ribaltamento del peschereccio suo padre si trovava nella cabina di pilotaggio.

«Esprimiamo vicinanza ai familiari dell’equipaggio del peschereccio Resurgo – da detto Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca -. Grazie al pronto intervento di Angelo Grillo, comandante del peschereccio Paola Madre, referente per il Lazio di Confcooperative Fedagripesca, è stato tratto in salvo Andrea Magliozzi. La cronaca ribadisce la pericolosità del lavoro dei pescatori, costretti a confrontarsi con un elemento imprevedibile come il mare. Per questo sollecitiamo con urgenza in tutte le sedi istituzionali risorse adeguate per ammodernare le flotte e migliorare la sicurezza».

«Si chiude un capitolo doloroso per Anzio – dice Elvio Vulcano – ma si apre quello del lutto e del ricordo. La figura del pescatore esperto, l’uomo di mare che ha dedicato la sua vita alle onde, rimarrà impressa nella memoria collettiva. La comunità si prepara ora a dare l’ultimo saluto a Tony, stringendosi attorno alla sua famiglia in un abbraccio di solidarietà e affetto, nel rispetto di un legame indissolubile con il mare che, seppur a volte crudele, è parte integrante dell’identità di questa terra».

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Stefania Basile
Stefania Basile
Sono nata nel 1977 all'estremità meridionale della Calabria tirrenica, nella città di Palmi, che si affaccia sullo stretto di Messina e sulle splendide isole Eolie. Amo le mie origini e Roma, la città dove vivo per motivi professionali. Come diceva la grande Mia Martini: «il carattere dei calabresi a me piace moltissimo. Possiamo sembrare testardi, un po' duri, troppo decisi. In realtà siamo delle rocce, abbiamo una grande voglia di lavorare e di vivere. Io non sono di origine, io sono proprio calabrese!».
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