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La questione dell’abbattimento degli alberi ritenuti pericolanti a Roma finirà sul tavolo della giustizia amministrativa. L’associazione Curaa (Cittadini uniti per Roma i suoi alberi e i suoi abitanti) ha infatti reso noto di aver notificato il suo ricorso al Tribunale amministrativo regionale per ottenere la sospensione, da parte dell’amministrazione di Roma Capitale, dei tagli e degli abbattimenti di alberi, ritenuti «sani e ad alto fusto» dall’associazione ricorrente.
Curaa afferma di aver deciso di intraprendere l’azione in giudizio al Tar in seguito «agli scempi che continuano a susseguirsi senza tregua e senza preavviso né trasparenza, in molte zone di Roma e del centro storico, e senza rispetto né dei vincoli né delle norme vigenti, con grave pregiudizio per il patrimonio paesaggistico e ambientale della cittadinanza»: così, in una nota, la presidente Jacopa Stinchelli ha comunicato l’avvenuta presentazione del ricorso al Tar del Lazio, notificato a Roma Capitale e agli uffici competenti.
«Nell’area del Campidoglio e dei Fori Imperial – sostiene Stinchelli – sono scomparsi troppi pini storici senza chiarezza e in numero maggiore di quelli dichiarati ufficialmente dalla Giunta comunale. A via Barletta stanno abbattendo tutti gli alberi di platani di oltre cento anni di vita per l’inizio cantieri della metro C e così in altre zone del Primo Municipio, dove è in atto un massacro delle più importanti alberature. Ad essere violati sono tutti i vincoli paesaggistici e ogni normativa di legge a tutela degli alberi e del periodo delle nidificazioni».
Il ricorso contiene anche istanza cautelare urgente, con richiesta al presidente del Tribunale di disporre la sospensione immediata degli abbattimenti nelle more della decisione nel merito.









