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Roma: Fori Imperiali, polemiche sui 12 pini che saranno rimossi e sostituiti

Associazioni contestano: «Un vincolo stringente lo impedisce». Campidoglio: «Per gli esperti sono a rischio, deciso protocollo di reimpianto»

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Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Il Comune di Roma sta procedendo all’abbattimento di 12 pini su 36 analizzati in via dei Fori Imperiali, a causa dell’alto rischio di cedimento emerso dai test, dopo il crollo di diversi esemplari. Gli interventi selettivi, finalizzati alla sicurezza, prevedono la sostituzione con nuovi esemplari di Pinus pinea. La riapertura parziale della strada è prevista per il 16-17 febbraio 2026. Ma la decisione dell’abbattimento ha scatenato la contestazione dell’associazione Curaa (Cittadini uniti per Roma i suoi alberi e abitanti): «Dov’è finito l’amore per questi alberi che da millenni costituiscono le nostre radici e i nostri orizzonti?», lamenta l’associazione.

«Il caso dei pini dei Fori Imperiali è un caso che presenta troppe analogie con quello dei cipressi del Mausoleo di Augusto», ha affermato Jacopa Stinchelli, la presidente di Curaa, che sabato 14 ha organizzato una conferenza stampa nei pressi della Colonna di Traiano, in via dei Fori imperiali, dopo che nei giorni scorsi aveva criticato la gestione del patrimonio arboreo della Capitale.

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«In tutta Roma – ha proseguito Stinchelli – da anni si abbattono preventivamente migliaia di pini, senza trasparenza sui reali motivi e infatti i crolli non diminuiscono. I nostri tecnici hanno provato che le cause di questi crolli sono attribuibili ad azioni e responsabilità umane. Il Comune di Roma deve agire su queste cause, non diffondere panico nella popolazione attraverso il sensazionalismo dei media, che descrivono gli alberi come “pericolosi”. È piuttosto pericoloso non averne cura e simulare una diligenza con le motoseghe. Agire in emergenza prendendo decisioni a porte chiuse rischia di essere un atto politico nei confronti dei paesaggi storici e degli alberi tutelati e vincolati. Si produce così un aggiramento del codice dei Beni Culturali e non solo di quello».

Insieme ai rappresentanti di Curaa sono intervenuti alla conferenza stampa anche quelli delle associazioni Fare ambiente e Onda (Organismo nazionale difesa alberi). Le associazioni sostengono che «esiste un vincolo stringente che impedisce la modifica dei Fori Imperiali di cui gli originari 70 pini fanno parte».

Sono 12 i pini risultati a rischio caduta a seguito delle prove di trazione e delle analisi tecniche effettuate sui primi 36 alberi esaminati, sui 54 complessivamente presenti nell’area dei Fori Imperiali, compresa la zona antistante il Colosseo, Piazza dell’Ara Coeli e l’Arco di Costantino. Lo ha comunicato negli scorsi giorni il Campidoglio.

«Dei 36 alberi già sottoposti a verifica approfondita, 24 sono stati ritenuti stabili o da sottoporre a nuove verifiche. I 12 a rischio saranno rimossi e sostituiti secondo il protocollo di reimpianto» ha comunicato l’amministrazione capitolina. La decisione è stata assunta all’unanimità dal tavolo tecnico riunito lo scorso 9 febbraio in Campidoglio, sulla base delle relazioni presentate dagli esperti che hanno condotto le verifiche.

«Si interverrà su 10 pini sul lato sinistro della strada in direzione Colosseo e su 2 pini sul lato destro – scrive il Campidoglio in un comunicato -. L’obiettivo è consentire già da lunedì prossimo una riapertura parziale del transito ai lavoratori impegnati nei cantieri PNRR e ai pedoni. Contestualmente alla riapertura, proseguiranno in piena sicurezza le prove e le analisi sugli altri alberi presenti sul lato destro della via, così da consentire ulteriori riaperture progressive nel corso della prossima settimana».

Al tavolo tecnico, oltre all’assessora capitolina all’ambiente, Sabrina Alfonsi, e al direttore generale di Roma Capitale, Albino Ruberti, hanno partecipato dirigenti e funzionari del Dipartimento tutela ambientale, rappresentanti della Soprintendenza speciale archeologia, Belle Arti e paesaggio di Roma, della Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali, del Parco archeologico del Colosseo, del Comando regionale carabinieri forestali, del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), dell’Università La Sapienza, il comandante della Polizia locale di Roma Capitale e i rappresentanti degli Ordini professionali di agronomi e agrotecnici.

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Laura Bernardi
In possesso di laurea di I livello in Scienze Politiche e laurea magistrale di II livello in Relazioni Internazionali. Lavora dal 2020 presso un ente pubblico. In precedenza dipendente nell'Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne di un’Associazione Nazionale. Esperienza pluriennale nel settore della comunicazione, organizzazione di eventi, ufficio stampa e relazioni istituzionali. Appassionata di viaggi e sport.
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