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Fanno discutere le cadute di alberi verificatesi nei giorni scorsi in via del Fori Imperiali a Roma durante dei lavori. Il Campidoglio è intervenuto per assicurare l’avvio dei lavori di una task force di esperti per monitorare la situazione e tutelare gli alberi, mente l’associazione Curaa (Cittadini uniti per Roma i suoi alberi e abitanti), nel corso di una conferenza stampa, ha criticato la gestione del patrimonio arboreo della Capitale.
Martedì si è riunito in Campidoglio il tavolo convocato per affrontare l’emergenza legata alla stabilità dei pini di via dei Fori imperiali nell’area archeologica centrale dopo il provvedimento di chiusura della strada stabilito dai Vigili del Fuoco per motivi di sicurezza. Ne fanno parte la Soprintendenza speciale archeologica, Belle Arti e paesaggio di Roma, la Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali, il Parco archeologico del Colosseo, i Vigili del Fuoco, il Comando regionale carabinieri forestali, il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), l’Orto botanico dell’Università La Sapienza, il Comandante della Polizia Locale di Roma Capitale, gli ordini professionali di agronomi e agrotecnici e i progettisti del Carme (Centro archeologico monumentale).
«Tutti quanti – ha commentato al termine della riunione Sabrina Alfonsi, assessora all’ambiente di Roma Capitale – sono consapevoli di trovarsi di fronte ad una situazione eccezionale che vede la presenza nell’area dei Fori Imperiali e nei dintorni di circa 50 pini con oltre 120 anni di età, curati negli ultimi anni nel migliore dei modi, che hanno superato varie prove di trazione e che sono all’apparenza sani, ma che hanno subito lo stress di decenni di impatto antropico a livello delle radici».

Dopo la riunione di martedì, ha proseguito Alfonsi, sono previsti a partire dal giorno successivo «sopralluoghi congiunti per monitorare il processo di verifica in corso, tenendo conto in particolare degli effetti delle piogge e della tenuta delle radici, e modulare in modo conseguente e coerente con la tutela della pubblica incolumità la procedura di sostituzione degli alberi a rischio».
L’associazione Curaa sostiene, invece, che «la causa principale dei crolli è la mancanza di controllo e monitoraggio delle radici e delle chiome degli alberi, che vengono danneggiati da scavi e cantieri non regolamentati». Secondo Curaa, le soluzioni esistono e invita l’amministrazione a «utilizzare tecniche di monitoraggio non invasive, che esistono già da anni, come il telerilevamento e la tecnologia satellitare, per garantire la sicurezza senza abbattere gli alberi».
L’Associazione critica anche l’idea che i pini di Roma siano giunti al “fine ciclo vita”. Jacopa Stinchelli, presidente di Curaa, e il professor Daniele Zanzi, esperto in arboricoltura, denunciano che i pini non muoiono naturalmente a causa dell’età, ma sono danneggiati da pratiche errate e dall’assenza di manutenzione. Stinchelli sottolinea: «Non sono gli alberi a suicidarsi, ma sono le amministrazioni a non curarli come dovrebbero».
In occasione della conferenza stampa di Curaa, l’archeologo Cristiano Carocci ha posto «dubbi sull’impatto degli scavi lungo via dei Fori Imperiali, che continuano da oltre 25 anni, danneggiando le radici degli alberi storici».










