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L’articolo 26 della bozza della Legge di bilancio prevede che dal 1°luglio 2026 non sarà più possibile la compensazione dei crediti d’imposta, generati dal piano transizione 4.0 e 5.0, con i contributi Inps. «Una misura – afferma il presidente dell’Associazione generale cooperative italiane (Agci), Massimo Mota – che rappresenta un duro colpo per la sostenibilità economica di tante imprese e cooperative che svolgono la loro attività in diversi settori produttivi quali: edilizia, impiantistica, agricoltura».
«A pagarne lo scotto – sottolinea Mota – saranno, in particolare, quelle imprese che hanno investito nella transizione digitale, ambientale, nell’acquisto di macchinari innovativi, essendo sicuri di poter beneficiare di compensazioni che, con la Legge di bilancio, rischiano all’improvviso di scomparire. Come è noto, infatti, il credito di imposta consiste in un’agevolazione riservata alle imprese che effettuano investimenti in nuovi beni strumentali destinati alle strutture produttive».
«Se dovesse essere confermato l’articolo 26 attualmente inserito nella bozza della Legge di bilancio – conclude il presidente di Agci – ad essere penalizzati sarebbero tanti imprenditori, cooperatori e giovani che hanno rilevato aziende familiari con la necessità di renderle più moderne, competitive sui mercati internazionali, puntando su innovazione, economia circolare ed internazionalizzazione. Auspichiamo, dunque che questo provvedimento che compromette la pianificazione finanziaria di migliaia di imprese, con il conseguente rischio di inevitabili riduzioni del personale, venga ripensato in sede di approvazione del disegno di legge per non vanificare gli sforzi e le capacità di chi rende il nostro Paese più attraente dal punto di vista innovativo, tecnologico e sostenibile».









