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Cinema: a Poggio Mirteto “U Mari”, fiaba visionaria immersa nel mito della Calabria

Il 12 nella cittadina della Sabina il film del giovane regista calabro-piemontese Gianvincenzo Pugliese, che immagina un regno di marinai

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Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Cromo Collettivo, compagnia indipendente under 35 nata in Sabina nel 2020, dall’incontro di sette attrici e attori e un regista, presenta “U Mari”, un fantasy mediterraneo, a Poggio Mirteto, il 12 luglio nel Parco di San Paolo (dalle ore 21). Ci sono pellicole che sembrano riaffiorare da un fondale nascosto della memoria. Cose mai viste prima, eppure incredibilmente familiari.

Nella suggestiva cornice del Parco San Paolo, a Poggio Mirteto, la notte del 12 luglio una piccola luce si fa strada nel buio. È quella di una vecchia lampara: sarà lei a guidarvi verso “U Mari”, film in divenire del giovane regista calabro-piemontese Gianvincenzo Pugliese. Una pellicola gioiello, dove ogni dettaglio custodisce una storia, una leggenda, un segreto. Un’opera che, per la prima volta, emergerà dal mare, lambendo il grande pubblico.

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Il film, la cui realizzazione è partita nel 2021 ed è ancora in fase di finalizzazione, ci accompagna verso la fine del mondo, quando il mare, depredato di tutto, ritorna a prendersi il suo spazio. “U Mari” immagina un regno di marinai sopravvissuto sull’ultimo lembo di terra risparmiato dal mare. Su quel confine governa un Re sterile, mentre su tutto incombe una profezia che annuncia la fine. Da qui prende forma una fiaba tragica e visionaria, sospesa tra mito, leggenda e destino, in cui il mare non è soltanto sfondo, ma forza viva, memoria e minaccia.

Il 12 luglio non c’è una semplice proiezione: è un battesimo collettivo. Come un segreto custodito a lungo, questo fantasy mediterraneo si svela agli occhi degli spettatori per la prima volta nella sua forma grezza e autentica. È un’opera realizzata in forma indipendente grazie al sostegno della comunità di Cetraro, cittadina della provincia di Cosenza, che ha ospitato il team durante le riprese. Gli attori, oltre ad affrontare un intenso lavoro di studio linguistico, hanno scelto di sostenere economicamente il progetto, contribuendo in modo determinante alla copertura di una parte significativa del budget complessivo.

Anche la post-produzione ha beneficiato del contributo diretto del team creativo: professionisti attivi nei rispettivi ambiti hanno messo a disposizione competenze consolidate nella composizione delle musiche originali, nel color grading e negli effetti visivi, contribuendo alla definizione dell’identità tecnica e artistica del film. Una vera opera artigianale e collettiva che oscilla come una lampara sui flutti tra le ombre e la realtà, tra l’individuo e il bisogno di riscoprirsi umanità. Un viaggio visivo, profondo e magnetico, girato in una lingua che rischia di essere perduta e che culla e scuote come i racconti dei nostri nonni.

Vedere questo film significa assistere alla nascita di un nuovo mondo, ascoltare il suo primo vagito. Significa guardare il cinema indipendente mentre accade, puro e senza filtri. “U Mari” è una sfida formale straordinaria, girata in un formato quadrato (1:1) che imprigiona lo sguardo, per poi esplodere e liberarsi solo nel finale: un occhio puntato sull’uno che, alla fine, diventa tutto.

Il regista Gianvincenzo Pugliese firma un’opera coraggiosa che restituisce alla Calabria la sua lingua, la sua complessità, il suo mito. «Ho scelto di scrivere il film nel dialetto cetrarese, la lingua della generazione dei miei nonni – spiega Pugliese –. Non è una scelta folkloristica, ma un atto di conservazione. Credo che il cinema possa essere uno strumento di tutela linguistica e culturale. Raccontare la Calabria senza ricorrere ai codici più consumati, come criminalità o autocommiserazione, è per me un’urgenza. In questo senso mi riconosco nella necessità, evocata anche dal pensiero di Franco Cassano, di rifondare la narrazione del Sud, restituendogli complessità e immaginazione».

“U mari” dà quindi una nuova potente voce al cinema e sarete i primi ad ascoltarla. In questo senso, la preziosa cornice di Parco San Paolo a Poggio Mirteto si conferma così specchio d’acqua limpida da cui guardar affiorare il futuro del grande schermo.

Ad impreziosire il lavoro artigianale di “U mari” sono gli attori e le attrici che hanno permesso a questa pellicola di vivere

Giuseppe De Domenico nasce a Messina nel 1993, si diploma al Teatro Stabile di Genova nel 2016. Collabora con Italia, Belgio, Francia, UK e USA. Esordisce a teatro con Valerio Binasco e Michele Di Mauro. In tv lavora con Stefano Sollima, Andrea Di Stefano e Michele Alhaique. Nina Gold lo sceglie per Michael Uppendhal come il Raffaele Sollecito nella serie Disney/Hulu “Amanda Knox”. Al cinema è in “Euforia”, “Vermiglio” e presto arriverà su Rai 1 con Michele Placido, nonché in un film in Sicilia con Tecla Insolia e Romana Maggiora Vergano.

Anna Manuelli nasce a Firenze nel 1995 e si diploma al Centro sperimentale di cinematografia di Roma. Lavora tra teatro, cinema e serie internazionali come SAS: “Rogue Heroes 2” (BBC), “The Age of Innocence” (Netflix), “Blocco 181”, “Pezzi Unici” e “Gangs of Milano”. Al cinema recita in “Lamia Ombra è tua” e “Finalmente l’Alba”. Autrice e interprete di People, debutta al Camden Fringe Festival di Londra.

Angelo Spagnoletti nasce nel 1994 a Telese Terme (Bn) e si afferma con il ruolo di Daniel Mottola in “Generazione 56k” (Netflix), che gli vale il Filming Italy Best Award a Venezia78 e il premio Meno di Trenta. Recita in “Circeo” (Paramount+), “Vincenzo Malinconico” (Rai1) e nel capitolo finale di “Indiana Jones”. Nel 2024 è coprotagonista della serie Sky “Hanno ucciso l’Uomo ragno”, ruolo che riprenderà nella seconda stagione.

Gianvincenzo Pugliese (1992) regista, ma anche attore e produttore di “U mari”, è un artista calabro-piemontese che vive a Roma. Formatosi in Lettere a Torino e diplomato al Centro sperimentale di cinematografia, attraversa teatro fisico, fotografia e scrittura. La sua ricerca indaga il Sud come spazio simbolico e linguistico. Con “A San Michele” vince Musica contro le mafie 2021; con “Pecore Nere” ottiene il premio WeShort e il Nano Film Festival 2022.

Ad affiancare nella produzione Gianvincenzo Pugliese, c’è l’attore Riccardo Maria Manera (Genova, 1994). Per lui debutto a 4 anni in teatro con Turi Ferro e diploma al Centro sperimentale di cinematografia (2016–2018). Lavora tra cinema e televisione. Interpreta Eros in “Volevo fare la rockstar” e Lorenzo in “Blackout – Vite sospese”. Ha collaborato con registi come Pappi Corsicato, Ivan Silvestrini e Matteo Oleotto. Vive e lavora a Roma. Il suo volto non appare in “U mari”, ma senza il suo contributo non sarebbe stato possibile realizzare questa avventura.

Cromo Collettivo è una compagnia indipendente under 35 nata in Sabina nel 2020, dall’incontro di sette attrici e attori e un regista uniti dalla necessità di dare corpo e voce alle proprie istanze attraverso un’impronta autoriale. Dal 2020 a oggi, Cromo ha sviluppato un percorso che intreccia produzione teatrale, residenze artistiche multidisciplinari e un crescente impegno sul territorio, oggi costituito in Cromo Aps, associazione di promozione sociale con sede a Poggio Mirteto (Rieti).

Cromo collettivo intende trasformare Parco San Paolo in un polo culturale all’aperto, capace di offrire alla cittadinanza un calendario di attività inclusive, accessibili e di qualità. Uno spazio che funziona ogni settimana, con continuità, ospitando tanto una serata leggera quanto un evento culturale strutturato, e dove la gente di Poggio Mirteto abbia un motivo concreto per tornare. Il progetto valorizza le strutture già esistenti – palco, chiosco, locale polifunzionale, area verde – attivando una programmazione stagionale che cresce nel tempo.

Il punto di partenza è il chiosco aperto, il parco vissuto, la comunità che si riconosce in uno spazio. La programmazione culturale cresce su questa base, non il contrario.

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Maria Grazia Di Mario
Maria Grazia Di Mariohttps://www.thefilmseeker.it
Laureata in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, è giornalista professionista, poetessa, saggista, editrice, operatrice culturale. Tra i giornali e le emittenti con cui ha lavorato: Il Messaggero, Avvenire, Paese Sera, L'Umanità, Radiocorriere Tv, Canale 5, l'Avanti, La voce di New York, Cinecorriere. Attualmente dirige la Biblioteca Casa Museo Angelo Di Mario, per la quale organizza numerosi eventi non profit, e tre testate giornalistiche da lei fondate: Sabina, www.sabinamagazine.it, www.thefilmseeker.it. Ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio nazionale Anco Marzio con il libro di poesie “Cabricia il serpente”; è stata finalista del IX Premio Carver per la saggistica con il libro “Alberto Moravia il profeta indifferente”, per il quale ha vinto il 2° premio Nabokov; ha vinto il 2° Premio ArgenPic con il romanzo “La donna senza testa”; ha vinto il 1° premio mondiale Golden Aster Book con “La donna senza testa”.
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