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Papa Leone XIV sale sul battello “Falco”, accanto al simulacro della Madonna, e prende il largo sulle acque del lago Albano. È l’immagine che entra nella storia di Castel Gandolfo: mai prima d’ora un Pontefice aveva partecipato in barca alla tradizionale processione della Madonna del Lago. Ieri sera Leone XIV lo ha fatto davanti a centinaia di fedeli, al termine della Messa celebrata nella piccola chiesa affacciata sul lago Albano che si è trasformato, per una sera, in un luogo sospeso tra fede, storia e tradizione.
Intorno, una città blindata e un lungolago transennato, con un imponente dispositivo di sicurezza. Sull’acqua, invece, il battello del Parco regionale dei Castelli Romani scortato dalle forze dell’ordine e seguito da una decina di imbarcazioni civili. Una scena destinata a diventare simbolo di questa edizione della festa e a scrivere una pagina nuova nel rapporto, lungo quattro secoli, tra i Papi e Castel Gandolfo.
Prima della celebrazione della Messa nella chiesa, consacrata da San Paolo VI il 15 agosto 1977, la Questura ha gestito una bonifica in presenza degli artificieri e con l’utilizzo delle unità cinofile. Il Papa ha raggiunto insieme ai fedeli il punto d’imbarco e ha preso posto sul battello messo a disposizione dal Parco regionale dei Castelli Romani, dove era stato collocato il simulacro della Madonna.
Leone XIV ha quindi percorso le acque del lago Albano, accompagnando l’immagine sacra verso il vicino stabilimento “Giorgio’s Beach”. Attorno al “Falco” si è composto un corteo suggestivo: una decina di imbarcazioni civili (le uniche ammesse alla balneazione, vietata a partire dalle 18), tra cui due canoe, hanno seguito la processione, insieme ai mezzi delle forze dell’ordine impegnati a garantire la sicurezza dell’evento.


Un momento storico per Castel Gandolfo, anche perché altri Pontefici avevano partecipato in passato alla celebrazione della Madonna del Lago, ma nessuno prima di Leone XIV aveva percorso in barca lo specchio lacustre durante la processione che, pur avendo una storia relativamente recente, è ormai profondamente radicata nella vita religiosa e popolare di Castel Gandolfo tanto da divenire, anno dopo anno, un appuntamento capace di unire fede e territorio, con la statua della Madonna accompagnata sulle acque del lago da imbarcazioni private e, tradizionalmente, anche da alcuni fedeli che seguivano il corteo a nuoto. Una consuetudine ieri disattesa per ragioni di sicurezza, come ha spiegato don Adriano Gibellini, direttore liturgico e incaricato delle celebrazioni pontificie della diocesi di Albano.
Anche la presenza di Leone XIV nella chiesa di Maria Santissima del Lago ha assunto un significato particolare alla luce della storia dell’edificio sacro. Paolo VI partecipò alla celebrazione e benedisse un luogo di culto pensato in stretta relazione con il lago e con il paesaggio circostante. Due anni più tardi, nel 1979, anche San Giovanni Paolo II visitò la chiesa. Entrambi i Pontefici presero parte alla celebrazione della Madonna del Lago, ma senza salire a bordo di un’imbarcazione. Il gesto compiuto ieri da Leone XIV ha quindi segnato una svolta assoluta nella storia della processione.
Al termine della Messa, il Papa è uscito dalla piccola chiesa insieme a un folto gruppo di fedeli, sotto gli occhi di centinaia di pellegrini arrivati anche da ogni parte del mondo. La processione è quindi partita con il simulacro della Madonna, ripresa da due maxi-schermi.
La presenza del Papa ha richiesto un imponente dispositivo di sicurezza. A garantire il cordone attorno al battello sono stati i mezzi della polizia di Stato e un gommone del Nucleo subacquei dell’Arma dei carabinieri, con a bordo il personale della Compagnia di Castel Gandolfo.
Il Parco regionale dei Castelli Romani ha partecipato all’organizzazione dell’evento anche attraverso l’impiego dei Guardiaparco, impegnati nella gestione del grande afflusso di fedeli e nel supporto alle operazioni sul territorio. Ivan Boccali, presidente dell’Ente regionale Parco dei Castelli Romani, ha ricordato: «L’idea di avere il Papa nella processione sul lago Albano di Castel Gandolfo nacque già lo scorso anno, dalla convinzione che la navigazione notturna sul lago rappresentasse un’esperienza di straordinaria suggestione». Boccali ha anche sottolineato come il risultato sia stato possibile grazie a un lavoro condiviso tra più soggetti.


La presenza del Pontefice ha rappresentato anche un’occasione per accendere i riflettori sul patrimonio naturalistico del lago Albano e sull’area protetta dei Castelli Romani. Non soltanto la storia di Castel Gandolfo e il suo legame con i Papi, dunque, ma anche la biodiversità del bacino lacustre e l’importanza della tutela del Creato.
Anche il sindaco di Castel Gandolfo, Alberto De Angelis, ha ricostruito il percorso che ha portato alla partecipazione del Pontefice. L’idea di invitare Leone XIV alla Messa è nata un anno fa su iniziativa del parroco di San Tommaso da Villanova, don Tadeusz Rozmus, raccogliendo il desiderio della popolazione. Da quel momento è iniziato un percorso di collaborazione che ha coinvolto l’amministrazione comunale, la diocesi, le forze dell’ordine e le realtà del territorio, dalla Pro Loco al Parco regionale dei Castelli Romani.
Un lavoro corale che ha permesso alla comunità di vivere un appuntamento eccezionale mantenendo intatto il carattere popolare della festa. E proprio questo è stato uno degli aspetti più apprezzati: il ringraziamento al Pontefice per aver scelto di vivere una celebrazione profondamente legata alla comunità, contribuendo a riportare il piccolo borgo dei Castelli Romani «al centro del mondo» e partecipando all’evento «come uno di loro».
La visita di Leone XIV si è inserita inoltre in un anniversario particolarmente significativo: i 400 anni della presenza dei Papi a Castel Gandolfo. Il primo fu Urbano VIII, che nel 1626 scelse il borgo come luogo di villeggiatura. La presenza del Pontefice alla festa della Madonna del Lago ha quindi intrecciato quattro secoli di storia papale con una tradizione religiosa nata soltanto nel 1954.
«Con la presenza del Papa questo ringraziamento prende una forza particolarmente forte – ha spiegato il parroco don Tadeusz Rozmus, sottolineando il valore simbolico della giornata -. La sua presenza, secondo me, è anche un apprezzamento del dono della creazione», ed ha aggiunto come quella celebrazione fosse anche un modo per «rendere grazie, gustare, respirare la bellezza».
È proprio nel rapporto tra la chiesa e lo specchio d’acqua che il parroco ha individuato il significato più profondo della giornata. Quando San Paolo VI inaugurò la chiesa della Madonna del Lago, ha ricordato don Rozmus, l’intento era quello di realizzare una chiesa che «respira il lago». Un luogo di culto che non fosse separato dal paesaggio, ma che ne diventasse parte integrante.
La chiesa, nella sua lettura, rappresenta la barca di San Pietro e invita al ringraziamento. E a Castel Gandolfo, prima ancora di ogni altra cosa, quel ringraziamento passa dalla bellezza del lago. Un’immagine destinata a rimanere nella memoria di Castel Gandolfo: un Papa sul lago, accanto alla Madonna e alla sua gente, per trasformare una tradizione nata 72 anni fa in una pagina nuova della storia del borgo.









