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Velletri e Fiano Romano: nuova vita per i beni confiscati alla criminalità organizzata

La Regione Lazio destinerà ad attività sociali e istituzionali delle ville a Colle Corciano e Castello Bracci. Avviate le intese con i Comuni

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Da bene criminale a bene comune. È la strada intrapresa da alcuni edifici confiscati alla criminalità organizzata a Velletri e a Fiano Romano, nell’area metropolitana di Roma Capitale, e destinati allo svolgimento di attività di tipo istituzionale, affermando così il primato della legalità sulla malavita. Una strada tortuosa e ricca di ostacoli che ora ha raggiunto il suo obiettivo con il trasferimento dei beni alla Regione Lazio, che ora procederà all’assegnazione.

Il tutto inizia nel 2018, quando l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) invia alla Regione gli atti relativi all’acquisizione gratuita al proprio patrimonio immobiliare di alcune villette situate in contrada Colle Corciano a Velletri e del complesso immobiliare denominato “Castello Bracci” e relativa tenuta nel comune di Fiano Romano. Ora l’ente guidato dal presidente Francesco Rocca, considerato che «è intenzione della Regione, nell’ambito delle politiche di contrasto alla criminalità, di procedere all’acquisizione degli immobili», con due distinte delibere di giunta approvate lo scorso 5 marzo (la n. 112 e la n. 113) ha dato il via libera alla manifestazione d’interesse «al fine di destinare il fabbricato di Velletri e di Fiano Romano a scopi istituzionali e sociali».

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Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata «garantisce una risposta concreta al fabbisogno del territorio, attraverso la restituzione alla collettività dei beni frutto di proventi di attività illecite, contribuendo in tal modo a rafforzare la percezione dell’equità e la fiducia nelle istituzioni, con evidenti ricadute positive in termini di sicurezza, legalità e di sviluppo sociale ed economico».

Ora la Regione Lazio dovrà individuare i soggetti che dovrebbero poi gestire materialmente le strutture confiscate per le finalità che saranno concordate anche con le amministrazioni locali in base alle esigenze del territorio. Per quanto riguarda Velletri, si procederà quanto prima all’assegnazione, mentre per Castello Bracci la giunta regionale già nel maggio del 2025 ha deciso di vincolare la destinazione del bene confiscato a centro dedicato alla cura dei disturbi alimentari, con un’unità residenziale composta da 18 posti letto e una semiresidenziale con 14 posti. Struttura gestita direttamente dalla Asl Roma 4.

Per quanto riguarda le strutture di Castello Bracci, queste dovranno rispondere ai criteri urbanistici della zona, motivo per cui l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, lo scorso 12 gennaio, ha chiesto al comune di Fiano Romano, «al fine di proseguire l’iter finalizzato alla destinazione pubblicistica del cespite immobiliare, di avviare il procedimento di sanatoria previsto dal Codice antimafia, il quale prevede che ai fini del perseguimento delle proprie finalità istituzionali, l’Agenzia può richiedere i provvedimenti di sanatoria delle opere realizzate sui beni immobili che siano stati oggetto di confisca definitiva».

La Regione, infatti, nella delibera approvata, si impegna a «procedere al successivo trasferimento del compendio alla Asl Roma 4 che provvederà a tutte le attività tecniche necessarie per l’apertura del Centro». Intanto, lo scorso 10 marzo, l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha firmato un protocollo d’intesa con Legacoop per la valorizzazione dei beni e delle aziende confiscati all’insegna dello slogan “Più sviluppo inclusivo, più lavoro, più legalità nei territori”.

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Andrea Sebastianelli
Andrea Sebastianelli
Iscritto all’Ordine dei giornalisti del Lazio, dal 2002 al 2023 ha ricoperto il ruolo di direttore responsabile del mensile locale “Il Segno”, occupandosi di politica e amministrazione pubblica con articoli e inchieste approfondite che hanno toccato i temi più scottanti dell’attualità dei Castelli Romani. Dal 2024 ricopre il ruolo di direttore responsabile del periodico di Italia Nostra Castelli Romani. Appassionato di storia locale, ha approfondito soprattutto le vicende legate al ruolo dei Castelli Romani nel Risorgimento. Vive a Rocca di Papa con la moglie Daniela, otto cani e due gatti.
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