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Roma: alla scuola “Andrea Baldi” dopo anni di attesa inaugurato il montascale

È un palazzo storico e presenta una conformazione architettonica del tutto particolare: per questo c'è voluto tempo per le autorizzazioni

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Ci sono giorni in cui la cronaca si veste di luce buona. Il sole splende sulla scuola “Andrea Baldi” di Roma la mattina del 4 giugno 2026, regalando una notizia che fa ben sperare per il futuro. Finalmente, s’inaugura il montascale.

scuola Andrea Baldi Roma montascale
L’ingresso della scuola

L’aspetto della struttura scolastica – vista dall’esterno da chi scrive e vi giunge con la propria sedia a rotelle – riempie lo sguardo di perplessità, evidenziando una concatenazione contraddittoria tra storia e architettura. Sulla parete esterna dell’edificio si stagliano ancora, nitidi, i resti scolpiti del fascismo: la simbologia, la gioventù, l’Andrea Baldi, eroe della guerra d’Etiopia.

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Oltre il cancello, vi è l’ingresso principale. E tanti gradini. La rampa d’accesso, laterale, ha rivestimenti sconnessi e precari. Alcuni ragazzi giocano a calcio nel cortile della scuola. All’interno dell’edificio, sul lato sinistro dell’ampio corridoio, vi è il busto del capitano Baldi, le aule, poi altri gradini per scendere in palestra. Ma è qui che adesso si trova il vero eroe: il montascale che permetterà l’accesso alla sala da ginnastica anche agli allievi con disabilità e a una ragazzina di nome Harika, in particolare.

Gli amministratori del Municipio XIII hanno lavorato a lungo per ottenere dal Comune di Roma i permessi necessari alle modifiche strutturali. L’edificio, infatti, è catalogato come palazzo storico e presenta una conformazione architettonica del tutto particolare. La pianta del complesso avrebbe dovuto ricalcare la forma di una “M” (in onore di Mussolini), ma l’inizio della seconda guerra mondiale ne interruppe i lavori. Durante l’occupazione di Roma, le truppe tedesche requisirono e occuparono i locali.

Il plesso fu poi riadattato e destinato all’uso scolastico, restando però con gli ascensori che non arrivano al quarto piano. Il progetto di restyling accessibile porta la firma del Rotary Club di Roma Nord, che ha finanziato interamente l’intervento.

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Giulio Bicciolo, Salvatore Petracca, Sabrina Giuseppetti, Alfonso meomartini, Letizia Camerino

Per l’inaugurazione del montascale sono arrivati la presidente del Municipio XIII, Sabrina Giuseppetti; Alfonso Meomartini, presidente del Rotary Club di Roma Nord; l’assessore ai lavori pubblici e alla mobilità, Salvatore Petracca. Naturalmente, gli insegnati: Maria Zappata, referente di plesso per la Primaria; Paolo Velonà, referente di plesso per la Secondaria; Maria Letizia Camerino, vicepreside dell’Istituto comprensivo “Maria Capozzi”, per la Primaria.

Ma i veri protagonisti della giornata sono stati gli studenti. C’era la piccola Harika, la bimba per la quale il montascale è stato espressamente pensato, circondata dall’entusiasmo dei suoi compagni di scuola. E c’era anche Pietro, ex allievo della Baldi, oggi diciottenne in carrozzina e studente delle superiori. L’installazione del dispositivo era stata richiesta al Comune nel 2023, quando Pietro e altri alunni con disabilità motoria frequentavano la scuola; in questo momento, ad averne bisogno è soltanto Harika, ma il legame con il passato ha riportato qui anche Pietro per la festa d’inaugurazione.

Il Rotary Club di Roma Nord ha organizzato una raccolta fondi mirata per trasformare questo sogno in realtà. «Dove c’è bisogno, noi arriviamo», ha dichiarato con orgoglio il presidente Meomartini, sottolineando quanto gli stiano a cuore il tema dell’inclusione e la clientela felice dei ragazzi. Maria Di Gennaro, insegnante di Harika, ha visto coronarsi un lungo percorso di uguaglianza didattica.

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Alcuni dei docenti della scuola

Antonietta, collaboratrice scolastica, ricorda che, insieme ai colleghi e ai docenti, aiutavano Pietro a scendere sollevandolo con la sedia e lui, ragazzino, si preoccupava d’esser troppo pesante. «Sono emozionata e commossa – ha confessato con gli occhi lucidi -. Lavoro da più di vent’anni in questa scuola e mi meraviglio del fatto che ad abbattere queste barriere non si fosse pensato prima. Roma è piena di problemi di accessibilità e di discriminazione, e purtroppo spesso si litiga persino per un parcheggio. Fortunatamente, le forme di civiltà sono tante e sono molto più importanti della maleducazione».

Subito dopo il rituale taglio del nastro, la palestra della scuola “Andrea Baldi” si è riempita di emozioni. Tutti i ragazzi sono scesi a sedersi sui gradini della palestra, anche quelli che giocavano in cortile. Al primo azionamento del montascale, Harika è scesa dolcemente verso il basso tra gli applausi scroscianti dei compagni che l’attendevano in quel luogo prima inaccessibile. Subito dopo è stato il turno di Pietro e, infine, della sottoscritta che documenta l’avvenimento assaporando coi partecipanti una conquista che restituisce dignità e diritti.

Ma c’è ancora tantissimo da fare: rendere accessibile il quarto piano, il cortile, avere un bagno per disabili al piano terra. L’inaugurazione è stata anche l’occasione per guardare in faccia la realtà. Il dottor Giulio Bicciolo ha voluto sottolineare come, oltre al montascale, serva abbattere le altre barriere nell’istituto.

Maria Letizia Camerino, con onestà intellettuale, ha lanciato una riflessione profonda: «Fa rabbia che a certe cose debbano pensarci i privati e non ci pensi lo Stato». La vicepreside ha sottolineato: «Le aule del piano terra, che sarebbero le più idonee agli alunni con ridotta mobilità, sono inutilizzabili perché manca il bagno adatto. Un bagno ci sarebbe, ma per allargarlo bisognerebbe abbattere una parete e i vincoli architettonici dell’edificio storico rendono difficile l’operazione».

Inoltre, «il cortile retrostante l’edificio dove ogni giorno i bambini e i ragazzi fanno ricreazione e allenamenti non è accessibile perché le scale esterne non hanno pedana e la via d’accesso è piena di buche ed erba».

Nonostante la conquista della palestra, la scuola “Andrea Baldi” sbatte ancora contro pesanti limiti di accessibilità. Al quarto piano si svolgono infatti i laboratori didattici ma, non essendoci ascensori, quel piano resta precluso agli alunni con disabilità motoria. Fino ad oggi le attività sono state garantite solo grazie all’immenso spirito di adattamento e ai sacrifici del personale scolastico e dei ragazzi stessi. Proprio per questo, il Rotary Club di Roma Nord ha annunciato che non intende fermarsi: è già in cantiere una nuova campagna di raccolta fondi interamente dedicata a rendere accessibile anche il quarto piano della scuola.

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Giuseppina Brandonisio e Pietro stringono la targa dedicata al Rotary club di Roma nord

Il traguardo di oggi s’inserisce in un quadro più ampio di progetti sociali che rendono il club romano orgoglioso della propria missione solidale. In occasione del suo cinquantenario, il Rotary Club di Roma Nord ha voluto supportare anche la squadra della Lazio basket in carrozzina, accompagnandola con l’acquisto di uniformi, carrozzine sportive da competizione e materiali tecnici nel percorso che l’ha portata dalla Serie C alla promozione in Serie B. Così come il sogno sportivo è quello di vedere presto la squadra giocare in Serie A, l’auspicio civile è quello di sensibilizzare sempre più le amministrazioni comunali, coinvolgendo la popolazione e nuovi sostenitori per rendere la scuola Baldi un luogo totalmente privo di barriere.

Ma l’inclusione non si ferma tra le mura scolastiche, muovendosi sulle aspirazioni e la progettualità di giovani e ragazzi che guardano al domani con determinazione. Pietro, ad esempio, oggi frequenta con successo un istituto tecnico, pratica regolarmente canottaggio e suona la chitarra elettrica. Non ha ancora deciso quale percorso universitario intraprendere, ma ha le idee chiarissime sulle sue tappe immediate: «Per adesso, sto pensando a studiare, praticare sport, suonare e prendere la patente».

Il suo obiettivo a lungo termine è nobile: vuole trovare una strada che gli permetta di realizzare i propri sogni e, contemporaneamente, contribuire – magari attraverso opere ingegneristiche – a risolvere i problemi legati all’accessibilità per i giovani, gli anziani e le persone con diverse caratteristiche fisiche.

Dall’altro lato c’è la piccola Harika, che frequenta ancora le elementari, ama scrivere e, soprattutto – afferma la sua maestra – è davvero bravissima nel farlo.

La gioia, la curiosità e la commozione con cui il montascale è stato accolto quella mattina, come il sole nel cielo terso, illumina una bella verità che vive in questa scuola: occhi liberi da pregiudizi, accolgono la novità come fosse una conquista collettiva e aspettano il giorno in cui parlare d’inclusione diverrà superfluo, perché l’accessibilità sarà diventata un diritto universale e garantito a tutti.

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Harika scende per la prima volta in palestra col montascale
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Giuseppina Brandonisio
Giuseppina Brandonisiohttps://www.musicheculture.it/
Giornalista pubblicista, conduttrice radiofonica, addetta agli uffici stampa, consulente per la comunicazione, saggista, nasco a Bari, ma lascio la mia città natale e la professione di maestra per trasferirmi a Roma. Studio all’Accademia del giornalismo musicale, mi laureo in Scienze della Comunicazione, conseguo la Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo, con lode. Da allora, mi divido tra il lavoro di cronista, direttore o vicedirettore responsabile di testate on line, caporedattrice, conduttrice di giornali radio, e la conduzione di trasmissioni musicali, di cui sono anche autrice. Apro e curo pagine “social” e lavoro per diverse testate, locali e nazionali, generaliste o musicali. Nel 2001 fondo anche un mio blog, Musiche & Culture. Esordisco giocando, nel giornalino della scuola elementare, e sogno il mio futuro professionale ascoltando la radio ma… per la cronaca, mi impegno a diventar concreta, attenta e scrupolosa.
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