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La lezione di Indi: mai perdere l’umanità, anche se l’addio ci appare ineluttabile

Le hanno tolto la possibilità di vivere e persino di morire degnamente a casa con l’amore dei suoi genitori. Era «il suo migliore interesse»?

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Da giurista e per forma mentis, analizzo il mondo in base ai parametri di legalità e giustizia. Nella vicenda della povera Indi Gregory, a mio parere, difettano entrambi. Hanno condannato a morte una bambina di 10 mesi che, nonostante fosse stata staccata dalle macchine, lottava ancora per la vita.

I medici onesti affermano tutti che è stata una morte dolorosa. Nemmeno quando si abbatte un animale malato o nei Paesi in cui vige la pena di morte è più accettato che il condannato provi dolore. Perché a Indi non è stata riservata nemmeno questa accortezza?

Al suo dolore si unisce lo strazio che, anche se solo minimamente immaginabile è comunque insopportabile, dei genitori che si ritrovano senza la figlia dopo dei rinvii e dei rimbalzi di responsabilità che nulla hanno di “giusto”, di umano e di morale. Non solo le hanno tolto la possibilità di vivere, ma persino quella di morire degnamente nella sua casa, con l’amore dei suoi genitori. Questo, secondo i giudicanti, era «il suo migliore interesse».

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A ciò si aggiunga che a prendere questa decisione è stata una corte composta da esseri umani. Cosa accadrà nel futuro davvero prossimo in cui a decidere sarà l’intelligenza artificiale? Quale è il parametro che vogliamo dare per un caso del genere? «Eliminare ogni individuo malato perché è un costo per la società»? Persino per gli scarti di fabbrica esistono altre strade, tipo gli outlet.

Questa morte grava sulle coscienze di tutti noi. È tempo di battersi per un diritto più umano, anche se è già troppo tardi. Quanto a te, piccola anima, trova pace e riposa. E perdonaci per non essere stati all’altezza di tutelare te e la tua vita.

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Lorenza Morello
Lorenza Morellohttps://lorenzamorello.it/
Giurista d’impresa, Presidente di APM - Avvocati Per la Mediazione, fondatrice di Morello Consulting & Partners. Si occupa di protezione del patrimonio, internazionalizzazione e ristrutturazione del debito e ritiene da decenni che la sua "missione" sia rendere il diritto più comprensibile a tutti. Aiuta aziende e famiglie a prevenire il conflitto anziché venirne travolte. Laureata a Torino con 110 magna cum laude e Premio Bruno Caccia, ha studiato a Oxford, Strasburgo, Oldenburg, Atene e Montreal. Autrice di molteplici pubblicazioni (tra le ultime "No taxation without representation"), è volto televisivo in Italia e all'estero come consulente di "Casa Italia" su Rai Italia, dove risponde ai quesiti degli italiani nel mondo.
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