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«Solo un atto d’amore, nient’altro». Così Claudio, tecnico informatico 53enne di Bari, parla della decisione di donare un rene alla moglie Lucrezia, coetanea, per salvarle la vita. La donna, affetta da una grave insufficienza renale, ora può guardare al futuro grazie al trapianto eseguito con successo nel dicembre scorso al Policlinico di Bari.
La coppia, sposata da oltre vent’anni, aveva dovuto affrontare una lunga attesa. Lucrezia era entrata nella lista di attesa per un trapianto di rene dopo che la funzione renale aveva progressivamente peggiorato, compromettendo la sua qualità di vita. Di fronte alla prospettiva di un trapianto da donatore estraneo, Claudio ha preso una decisione che va oltre la medicina: offrirsi come donatore vivente per la propria moglie, pur sapendo dei rischi e delle difficoltà di un intervento di questo tipo.
I medici del reparto di Urologia e Trapianti del Policlinico, con un’équipe altamente specializzata, hanno valutato la compatibilità tra i due coniugi e hanno poi effettuato l’operazione con esito positivo. Il rene trapiantato ha iniziato subito a funzionare, consentendo a Lucrezia di riprendere gradualmente le sue attività quotidiane e di uscire dalla dialisi, che la teneva legata alle macchine e ai trattamenti intensivi.
«Non è la regola che un marito si sottoponga a un intervento chirurgico per aiutare la propria moglie – spiega Claudio – ma l’ho fatto senza pensarci troppo, perché volevo regalarle altri anni di vita insieme». La coppia sta ora affrontando il percorso di controllo post-trapianto, fondamentale per garantire il buon funzionamento dell’organo e monitorare eventuali rigetti o complicazioni.
La storia di Claudio e Lucrezia si inserisce in un quadro più ampio di trapianti di organi in Puglia, che negli ultimi anni ha visto l’attività del Policlinico, insieme ad altri centri regionali, impegnata in numerosi interventi salvavita. Solo nel 2025, il reparto trapianti ha consolidato risultati importanti, con equipe mediche specializzate capaci di affrontare con successo casi complessi che coinvolgono sia donatori deceduti sia viventi, contribuendo alla crescita della rete regionale di donazioni.
Questa vicenda di generosità e speranza è stata accolta con grande commozione dalla comunità locale, che ha seguito con interesse il percorso dei due coniugi, trasformando una notizia di cronaca in un simbolo di altruismo e resilienza per molte altre famiglie in attesa di un trapianto.









