Il loro colore turchino non deve trarre in inganno perché sono tutto fuorché creature innocue. Si tratta dei granchi blu. Creature marine che nel giro di due anni hanno invaso il Mediterraneo e l’Adriatico mettendo a rischio la biodiversità marina. Di grandi e medie dimensioni, sono arrivati nelle acque del litorale laziale stupendoci e spaventandoci perché sono dotati di chele enormi in grado si pinzare così a fondo da ferire il malcapitato.
Creature lunari, possono arrivare a riva prevalentemente nelle ore notturne, ma il rischio di trovarseli fra i piedi durante una semplice immersione non è escluso. Questi granchi, da sempre avvistati lungo le coste dell’America, hanno una capacità riproduttiva tale da invadere brevemente la zona costiera prescelta.
Restano in vita fino a quattro anni e si nutrono di vongole, cozze, piccoli pesci e vermi di mare. Danneggiano così la pesca, quindi rappresentano un pericolo sia dal punto di vista economico sia da quello più squisitamente dell’ecosistema marino. Motivo per cui anche in Italia si comincia a valutare l’idea di strutturare una pesca selettiva con reti a led in grado di attirarli facilmente.
Reti metalliche, chiaramente, perché come dicevamo hanno delle chele in grado di distruggere le reti tradizionali, arrecando un grave danno economico ai pescatori. Questi esemplari che vedete nelle foto a corredo dell’articolo sono stati catturati a Scauri, in provincia di Latina, in una giornata di settembre scorso e con le spiagge ancora parzialmente affollate, complice il bel tempo ed i prezzi calmierati della bassa stagione.
Le chele di questi esemplari sono state eliminate per scongiurare spiacevoli incidenti ma vedendoli da vicino si comprende il danno che possono arrecare se per distrazione si dovesse capitare nella loro rete. La foce del Garigliano è il loro posto preferito: ce ne sono a centinaia, ci dicono i pescatori, tanto che è salito il loro prezzo di vendita al pubblico.
Le carni sembrerebbero di notevole gusto e capacità nutrizionale. Una vera prelibatezza per appassionati del genere. Fuori dalla tavola, tuttavia, resta una specie insidiosa, la cui presenza richiede un tempestivo intervento delle autorità preposte, se non si vuole piegare il settore ittico in tutta la filiera.











