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Nelle suggestive sale nobiliari del castello ducale di Fiano Romano, grandi e piccoli potranno visitare fino al 24 prossimo la mostra Pinocchio nel paese dei diritti, un’esposizione che rende omaggio alla celebre fiaba di Carlo Collodi, tra le più raccontate e amate al mondo. Tradotta in centinaia di lingue e reinterpretata in infinite versioni, la storia del burattino di legno continua a parlare tanto ai bambini quanto agli adulti, attraversando epoche e culture senza perdere la sua forza simbolica.
L’iniziativa, ideata dall’artista Benedetto Tudino e organizzata dall’associazione Rinoceronte incatenato in collaborazione con l’amministrazione comunale della città dell’area metropolitana di Roma, propone un percorso immersivo che intreccia arte, narrazione e riflessione sui diritti. Il visitatore viene accompagnato in un viaggio tra scenografie realizzate a mano, ricostruzioni dettagliate e ambientazioni capaci di restituire tutta la magia dell’universo di Pinocchio.
Tra gli elementi più affascinanti spicca una ricca collezione di libri provenienti da tutto il mondo: edizioni rare, versioni dialettali e reinterpretazioni sorprendenti che testimoniano la straordinaria diffusione del racconto. Un patrimonio culturale che racconta non solo la storia del burattino, ma anche quella delle società che lo hanno accolto e trasformato.
E, proprio come accade nel celebre romanzo, il percorso espositivo diventa anche un viaggio di crescita. Pinocchio, con le sue cadute e i suoi slanci, rappresenta il cammino verso la consapevolezza, la responsabilità e il riconoscimento dei diritti fondamentali. Dal naso che si allunga alle bugie, fino all’incontro con figure simboliche come il Grillo Parlante e la Fata Turchina, ogni episodio diventa metafora di un’educazione sentimentale e civile.
La mostra, visitabile fino al 24 aprile dalle 9 alle 12, trasforma così il castello in un luogo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il pubblico è invitato a riscoprire una storia senza tempo. Un’occasione imperdibile per immergersi in un racconto che, ancora oggi, continua a insegnare che diventare “veri”, come Pinocchio, è forse la più grande delle avventure.










