In un’epoca caratterizzata da conflitti armati, rapide trasformazioni geopolitiche, crisi globali e nuove minacce ibride, appare sempre più centrale la necessità di sviluppare una comunicazione strategica in grado di aumentare il livello di resilienza del nostro Paese. Se ne è discusso nei giorni scorsi in occasione della conferenza “Cultura della Difesa: comunicazione, geopolitica e formazione per l’interesse nazionale”. Ad ospitare l’evento, l’Università Luiss “Guido Carli” a Roma, la cui Scuola di giornalismo è stata tra i promotori dell’iniziativa insieme a Fondazione Boscacci e Minter Group.
L’iniziativa ha inteso stimolare una riflessione interdisciplinare sulla centralità della cultura della Difesa nel contesto italiano e internazionale. Scopo principale dell’incontro è stato promuovere il dialogo tra istituzioni, mondo accademico e società civile per far comprendere l’importanza e il ruolo della Difesa nella tutela degli interessi e della sicurezza collettiva.
In un’epoca segnata da guerre ibride e propaganda digitale, è fondamentale sviluppare una narrazione chiara e trasparente sul ruolo della Difesa nel garantire sicurezza, stabilità e cooperazione internazionale. «L’obiettivo – ha detto l’organizzatore dell’incontro, Fabio Boscacci, presidente della Fondazione Boscacci – è promuovere una cultura della difesa moderna, inclusiva e partecipata, in cui ogni cittadino si senta parte attiva nella costruzione di un Paese più sicuro, libero e solidale. I lavori vedranno la redazione un report finale che raccoglierà le proposte emerse e che sarà presentata alle principali sedi istituzionali con l’intento di promuovere policy pubbliche e percorsi condivisi per la valorizzazione strategica della Difesa nazionale».
A fare i saluti istituzionali sono stati Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, e il professor Gianni Riotta, direttore della Scuola di giornalismo della Luiss. A confronto giornalisti, comunicatori pubblici, esperti di marketing politico, accademici ed anche militari.
Hanno aperto i lavori, moderati da Alberto Flores D’Arcais, per il primo panel dedicato alla comunicazione: Maurizio Caprara, editorialista di politica internazionale, e il generale Mauro D’Ubaldi, vicesegretario generale della Difesa. Caprara ha illustrato i cambiamenti nella comunicazione avvenuti dagli anni ’70 ad oggi. D’Ubaldi ha sottolineato la necessità di una comunicazione, sia interna sia esterna, che seppur più moderna e breve grazie ai messaggi istanantanei, sia capace di far percepire ai cittadini tutto l’impegno militare per garantire la loro sicurezza. L’Italia e così l’Europa, è stato detto, hanno a cuore la difesa per quella pace che in questi 70 anni di adesione alla Nato ci ha consentito la piena libertà e crescita economica e culturale; ma ora per poterla mantenere dobbiamo saperla difendere.
Nel secondo panel, moderato dalla giornalista Valentina Panetta e dedicato alla geopolitica come interesse nazionale a garanzia di vantaggio strategico, sono intervenuti: Stefano Pontecorvo, presidente di Leonardo, Marco Di Liddo, direttore del Centro studi internazionali (Cesi), il professor Luciano Bozzo, dell’Università di Firenze.
A concludere i lavori è intervenuto l’on. Edmondo Cirielli, viceministro degli Affari esteri e Cooperazione internazionale. Ha spiegato che l’investimento tecnologico consente di avere vantaggi strategici e creare posti di lavoro per i nostri giovani ingegneri, informatici e tutti i «cervelli specializzati» e di non farli scappare all’estero. La difesa della pace è la difesa della libertà e dei diritti umani che abbiamo conquistato grazie ai nostri uomini e donne del passato, ha detto il viceministro.
Tra i saluti via streaming, quelli dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato della Nato, che ha evidenziato l’intento di delineare approcci più efficaci e coerenti di comunicazione strategica in materia di Difesa, non più intesa soltanto in senso militare, ma come valore condiviso e patrimonio di tutti i cittadini.
Il terzo e ultimo panel, moderato dal generale di Corpo d’Armata Massimo Panizzi e dedicato alla formazione, ha visto tra i relatori Antonio Natali, direttore generale dell’Ufficio di Gabinetto del Ministero dell’Istruzione. Natali ha evidenziato l’importanza della scuola e dell’università, di investire in percorsi educativi che integrino i temi della sicurezza, della cittadinanza attiva e della difesa dei valori costituzionali per costruire una società consapevole. A seguire Daniela Bianchi, segretaria generale della Federazione relazioni pubbliche (Ferpi) e a concludere il generale di Corpo d’Armata Stefano Mannino, presidente Centro alti studi della Difesa.










