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Riprendere il filo dell’impegno avviato in cinque anni di lavoro per proiettare nel futuro Albano Laziale, spezzato a pochi mesi dalla scadenza naturale della consigliatura con la caduta dell’amministrazione di centrosinistra per le dimissioni di alcuni consiglieri della ex maggioranza insieme a quelle dei rappresentanti del centrodestra. Una sfiducia orchestrata dopo mesi di fibrillazioni «non per un progetto politico alternativo, ma solo per cercare di ottenere qualche poltrona in più».
Così questa mattina, all’hotel Miralago, l’ex sindaco Massimiliano Borelli ha presentato alla stampa e ai cittadini la sua candidatura per un secondo mandato a Palazzo Savelli. Questa volta alla guida di una coalizione più ampia della precedente, il “campo largo”. E con sette priorità da affrontare fin da subito dopo le elezioni.

Con Borelli, presenti anche i portavoce e diversi esponenti dei nove raggruppamenti politici che lo sostengono: Partito democratico, Casa riformista, Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Albano coraggiosa, Passione civica, Rifondazione comunista, Identità e bene comune, Noi domani.
«Non è una somma di sigle – ha detto Borelli – e non è un accordo dell’ultimo momento. È una scelta. Una scelta non scontata. E proprio per questo ancora più forte».
Si tratta, ha spiegato ancora Borelli, non di «un’alleanza contro qualcuno; è un’alleanza per qualcosa: per Albano, per i suoi quartieri, per le sue famiglie, per le sue attività». Esperienze diverse, ha aggiunto il candidato del “campo largo”, «unite dalla responsabilità comune di costruire il futuro di questa città, per chi ogni giorno chiede risposte concrete, non polemiche, ad Albano, Cecchina e Pavona».
Risposte che si erano cominciate a dare con 43 milioni di euro di investimenti: «Non chiacchiere. Risultati. E questi non sono numeri. Sono strade, servizi, opportunità per questa città». Un lavoro che ha avuto, per la prima metà del mandato, un avvio difficile e problematico a causa della pandemia di Covid-19: «Una città ferita. Famiglie in difficoltà. persone che perdevano affetti… Mentre qualcuno, con leggerezza, parlava di “influenza”. Noi, in quei mesi, c’eravamo. Con la Protezione civile, i volontari, con chi non si è mai tirato indietro. Non nei post. Nelle case delle persone».
Le sette priorità
«Una visione che non guarda al prossimo mese, ma ai prossimi anni di Albano. E proprio quando quella visione iniziava a diventare realtà, qualcuno ha deciso che il problema non era la città, ma chi la stava cambiando». Una mancanza di stabilità che ha compromesso, tra l’altro, impegni e investimenti in infrastrutture per la città che erano in cantiere prima della “fronda” che ha interrotto l’attività dell’amministrazione comunale. Così Borelli ha rilanciato il percorso avviato dalla sua amministrazione per poterlo portare a compimento nel prossimo mandato. Indicando sette priorità nell’azione amministrativa.
La prima priorità: tutelare il territorio e avviare una vera rigenerazione urbana, con incentivi concreti per recuperare gli edifici abbandonati. La seconda: candidare Albano a Capitale della cultura 2030, «per valorizzare le nostre radici e proiettarle nel futuro».
E poi: rafforzare i servizi pubblici, riportando sotto la gestione pubblica alcune manutenzioni, per garantire qualità e tempi certi. Quarto punto: sostenere l’economia locale con un patto tra istituzioni, commercianti e cittadini.
Altro punto nodale, «più partecipazione vera, con processi decisionali condivisi fin dai primi cento giorni». Sesto: «un progetto forte per Villa Doria, come chiedono gli stessi cittadini attraverso i social, perché sia cuore culturale e sociale della città». Infine, la settima priorità è «un piano concreto per sicurezza e decoro urbano che tenga presente le rispettive competenze di ognuno dei soggetti responsabili: sindaco, prefetto e forze dell’ordine».
«Entreremo nel dettaglio dell’intero programma elettorale con iniziative di approfondimento nelle prossime settimane anche sugli altri punti che comprende», ha concluso Massimiliano Borelli.










