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Albano Laziale: il commissario al Comune; il Pd lancia accuse sulla crisi

«Si è voluto impedire che provvedimenti importanti che l’amministrazione stava realizzando vedessero la luce». E annuncia una manifestazione

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Il commissario prefettizio incaricato di traghettare il Comune di Albano Laziale verso le elezioni, che erano già previste nella prossima primavera per la scadenza del mandato del disciolto consiglio comunale, dopo l’apertura della crisi amministrativa si è insediato a Palazzo Savelli. È Filippo Santarelli, 66 anni, originario di Rieti e con una lunga carriera nella polizia di Stato alle spalle, che ha già svolto l’incarico di commissario al Comune di Fonte Nuova. Sono giorni di roventi polemiche, dopo la decisione di cinque consiglieri comunali eletti nelle fila della maggioranza di centrosinistra che governava la città dei Castelli Romani di dimettersi insieme ai consiglieri di opposizione, determinato con alcuni mesi di anticipo la fine della consiliatura e lo scioglimento del consiglio comunale.

Dopo le accuse lanciate dall’ormai ex sindaco, Massimiliano Borelli, ai cinque consiglieri transitati all’opposizione («Un piano preciso per far cadere un’amministrazione scomoda, perché onesta, trasparente e impermeabile ai ricatti. Chi non poteva controllarci ha deciso di distruggerci»), la replica dei 13 consiglieri dimissionari di «immobilismo» e di non legare le dimissioni al tentativo di bloccare le osservazioni del Comune contro l’inceneritore a Santa Palomba.

E ora interviene, con un documento firmato congiuntamente al segretario provinciale del partito, Rocco Maugliani, il Direttivo cittadino del Pd, partito di maggioranza relativa nella precedente amministrazione. La nota preannuncia l’intenzione di scendere in piazza per sostenere l’amministrazione Borelli e l’avvio delle procedure previste dallo statuto del partito per l’espulsione degli ex consiglieri democratici che si sono uniti ai colleghi di Fratelli d’Italia all’opposizione, determinando la caduta dell’amministrazione di Palazzo Savelli.

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Il direttivo del Partito Democratico di Albano Laziale, riunitosi in modo congiunto con la segreteria e gli ex amministratori e con la presenza del segretario provinciale Rocco Maugliani, esprime solidarietà e sostegno a Massimiliano Borelli e alla sua giunta, sfiduciati con un atto repentino e subdolo compiuto dalla destra con il supporto di alcuni consiglieri comunali che, eletti nelle file del nostro schieramento politico, hanno tradito il mandato popolare consegnato loro dai nostri elettori.

Con questa azione si è voluto impedire che provvedimenti importanti che l’amministrazione stava realizzando vedessero la luce prima della scadenza naturale della consiliatura; si è scelto di privare il consiglio comunale di una discussione vera sui motivi della crisi e della sfiducia, preferendo rivolgersi ad un notaio e facendosi immortalare in una squallida foto di gruppo che teneva insieme esponenti politici il cui unico punto di contatto in questi anni è stato proprio quella firma dal notaio, apposta per ragioni che andavano dall’ambizione di subentrare allo schieramento avverso, ad alcune convenienze individuali, passando per rancori e insoddisfazioni personali, il tutto condito dal desolante spettacolo offerto da un senatore della Repubblica che, dismesso il ruolo istituzionale, si è fatto immortalare mentre accompagnava i consiglieri dal notaio alla stregua di un signorotto locale padrone del feudo.

Si è deciso con un calcolo di puro cinismo politico di mettere in difficoltà le attività commerciali alla vigilia delle festività, impedendo che da un dibattito consiliare sulla crisi dell’amministrazione potessero scaturire quanto meno quelle misure necessarie a metterle in sicurezza da uno scioglimento anticipato e da una gestione ordinaria commissariale.
In ragione di questo proporremo anche alle altre forze politiche che hanno sostenuto la coalizione di dare vita ad una grande manifestazione di piazza a sostegno dell’amministrazione Borelli e contro i trasformismi e i tatticismi che ne hanno determinato la caduta.

Consideriamo ovviamente impossibile dare vita ad un nuovo progetto amministrativo con quanti si siano resi responsabili della fine dell’amministrazione comunale e, per quello che riguarda noi, riteniamo che le posizioni di Stefania Cavalieri (che ha unito la sua firma a quella dei consiglieri di Fratelli d’Italia) e dell’ex sindaco Nicola Marini, protagonista di una serie di atti che hanno destabilizzato la maggioranza, compresa l’auto sospensione dal gruppo consigliare e la mancata votazione dell’ultimo provvedimento di bilancio, siano incompatibili con la permanenza nel nostro partito e abbiamo attivato a riguardo tutte le procedure previste dal nostro statuto e dal codice etico.

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