Un uomo di 87 anni residente a Velletri, in provincia di Roma, è la decima vittima nel Lazio del virus West Nile. È deceduto la scorsa notte nell’Istituto nazionale per malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, dove era stato trasferito il 10 dopo il ricovero, il 4 agosto, all’ospedale civile veliterno “Paolo Colombo”. Il paziente presentava patologie concomitanti.
Nel Lazio il laboratorio di virologia dello “Spallanzani” ha certificato 17 nuovi casi. Di questi, 12 con febbre, 4 con sindrome neurologica e un donatore asintomatico individuato grazie alle attività di screening del Centro regionale sangue. I nuovi casi sono stati rilevati ad Aprilia, Latina, Pontinia e Sermoneta, nella provincia di Latina, a Nettuno, in provincia di Roma, e ad Amaseno, in provincia di Frosinone.
Le iniziative per la prevenzione
Martedì scorso una delegazione di tecnici del Ministero della Salute si è recata a Latina, per un vertice con le autorità locali su attività di contenimento alla diffusione del West Nile, che sta interessando particolarmente quel territorio. «Anche in vista del possibile picco atteso nelle prossime settimane – aveva comunicato il Ministero dopo l’incontro – si è sottolineata la necessità di proseguire e di intensificare il monitoraggio attivo e il rafforzamento delle misure di intervento nelle aree coinvolte. È stata, inoltre, ribadita l’importanza di un piano nazionale ispirato all’approccio One Health, fondato sulla collaborazione tra reti territoriali e istituzioni centrali, nonché tra strutture deputate alla diagnosi e alla ricerca».
Alla fine di luglio si era tenuta la conferenza locale per la sanità con i sindaci del territorio della Asl RM6, che si occupa dell’area del Lazio che comprende i Castelli Romani e la zona sud del litorale laziale in provincia di Roma.









