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Stadio della Roma a Pietralata: c’è il via libera della relazione tecnica

Il documento certifica l'inesistenza di ostacoli di tutela ambientale per poter procedere. Verde tolto sarà compensato coerentemente al luogo

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Disco verde dai tecnici per il nuovo stadio della Roma a Pietralata. La relazione acquisita oggi dal Dipartimento tutela ambientale di Roma Capitale conferma la presenza di un’area verde nella zona di Pietralata di «scarso valore vegetazionale e naturalistico». Lo riferisce in una nota l’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale. È una valutazione che rappresenta un passo in avanti, dal punto di vista della inesistenza di ostacoli di tutela ambientale, per poter procedere alla realizzazione dello stadio del calcio che è nei progetti della società giallorossa.

Questo accertamento, fanno sapere dal Campidoglio, «consentirà all’As Roma di proseguire le indagini e gli scavi archeologici nelle aree oggetto di approfondimento da parte del Dipartimento Ambiente. Un passaggio rilevante che permette di andare avanti con il percorso autorizzativo, assicurando nel contempo la compensazione ambientale da parte della Società, che procederà alla realizzazione di un’altra area verde, analoga per metratura, all’interno dello stesso reticolato idrogeologico. Un intervento che comporterà un miglioramento sia sul piano ecologico che della sicurezza e fruibilità pubblica dell’area».

Il Dipartimento tutela ambientale di Roma Capitale ha, dunque, acquisito oggi agli atti la relazione di valutazione agronomica e certificazione delle aree boscate in zona Pietralata redatta dal consulente incaricato, Mauro Uniformi, presidente nazionale dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali.

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La relazione individua, attraverso una dettagliata analisi vegetazionale, la presenza di un’area boscata «di scarso valore vegetazionale e naturalistico, in quanto derivante da un ex coltivo/frutteto, invaso da vegetazione per lo più pioniera, sinantropica ed infestante, con qualche inserzione di esemplari autoctoni». Un’area, si legge nella relazione, «di scarso valore ambientale e di poca naturalità derivante da una consistente pressione antropica inserita all’interno di un contesto di evidente degrado ambientale, urbanizzato e caratterizzato da infrastrutture pubbliche e private».

Sono stati individuati 7.000 mq di aree formalmente definibili come boscate su 4 particelle di proprietà comunale, in larga parte riconducibili ad aree destinate urbanisticamente a verde urbano. 

Dette aree, si legge a conclusione della relazione che acquisisce anche quanto rappresentato dalla Regione Lazio durante l’istruttoria di Uniformi, potranno essere trasformate e compensate «mediante la realizzazione di un imboschimento almeno della stessa superficie in area definita» con qualità vegetazionali ed ecologiche maggiormente coerenti con il contesto ambientale.

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