“I racconti di un cane camorrista” di Pasquale Ferro è un romanzo che sorprende per la peculiare voce scelta per narrare la storia: quella di una cagnetta di razza yorkshire, chiamata Pacchiana dalla famiglia sui generis che la adotta, e che diventa testimone inconsapevole di un mondo dominato dalla violenza e dall’ingiustizia. Attraverso i suoi occhi, innocenti e in seguito disincantati, il lettore osserva le dinamiche malate all’interno della villa di un elemento di punta della camorra, assistendo alla brutalità umana nella sua forma più pura.
Il punto di vista affidato a un piccolo animale, così inusuale per un romanzo che affronta temi delicati come la criminalità organizzata, si rivela una trovata narrativa potente: l’autore riesce a rendere leggibile e a tratti persino tenera una realtà che, per la sua disumanità, sarebbe altrimenti difficile da sopportare. La cagnolina osserva, ascolta, ricorda e, nel suo modo ingenuo di interpretare i comportamenti umani, offre una prospettiva nuova su un universo corrotto e spietato. Inoltre, Pacchiana riesce a mettere a fuoco anche gli aspetti più fragili del boss don Gennaro Misericordia, come il senso di solitudine e il terrore costante della morte, che lui tiene abilmente celati sotto i suoi comportamenti da gradasso.
La piccola protagonista impara presto che la ricchezza e il potere non cancellano la miseria morale: la mancanza d’amore anche tra gli elementi della famiglia, la crudeltà di chi comanda, la rassegnazione di chi obbedisce e i tradimenti continui sono tutto ciò che ella sperimenta nella sua quotidianità. Eppure, in mezzo a tanto buio, compaiono figure di luce e speranza come Annie, la ragazza che sogna la giustizia in un mondo ingiusto, o Susumella, l’anziana custode di una saggezza antica, simbolo di un’umanità che resiste nonostante il dolore.
L’uso del dialetto napoletano, mescolato all’italiano, conferisce autenticità e musicalità al racconto, restituendo il sapore vero della città: contraddittoria, agitata da guerre interne ma mai rassegnata. Napoli, in queste pagine, non è solo uno sfondo ma è un organismo vivo e pulsante, teatro di ingiustizie ma anche di coraggio quotidiano; terra martoriata da violenze e sopraffazioni ma anche fucina di talenti, dispensatrice di passione per la vita, creatrice di cultura e bellezza.
“I racconti di un cane camorrista” è un libro che emoziona e che fa pensare; è una parabola contemporanea sulla perdita dell’innocenza ma anche sulla possibilità di cambiare, perfino quando tutto sembra perduto: oltre al senso di amarezza, infatti, emerge la speranza che, un giorno, tutta questa illogica violenza possa finire.
Casa Editrice: Ilmondodisuk
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 160
Prezzo: 15,00 €
Codice ISBN: 978-8896158210
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