“L’angoscia di Dio (Il potere di un’idea)”, romanzo di Onorato Rossi, racconta la storia di Magno, un uomo tormentato da una grave sofferenza psichica. Sin da bambino, il protagonista ha interiorizzato acriticamente un complesso sistema di significati e di credenze, che hanno lentamente colonizzato la sua soggettività: «Un pensiero è consistente. Puoi lanciarlo in acqua e vederlo affondare, adagiarsi sul fondo. Puoi scagliarlo e osservarlo rimbalzare sul mare piatto, in un tardo pomeriggio d’estate. Il mondo, allora, non è per nulla oggettivo. È un mero palcoscenico su cui si esibiscono convinzioni, senza nemmeno una regia. È relativo. Ed è spaventoso. Puoi mettere in discussione tutto, persino la consapevolezza di essere vivo. Ti domandi se basta respirare. E puoi convincerti di tutto, persino di esser morto. E allora lo sei davvero».
Il percorso del protagonista segue una traiettoria di formazione rovesciata: invece di aprirsi progressivamente al mondo, Magno sviluppa una relazione sempre più mediata e rigida con la realtà. Il pensiero, inizialmente strumento di comprensione, si trasforma in istanza di controllo: ogni idea acquista valore di legge, ogni convinzione pretende obbedienza. Il risultato è un sistema mentale autoreferenziale, impermeabile al dubbio autentico, e derivante da un’educazione fatta di asservimento a tradizioni di pensiero vetuste.
Il titolo del libro si presta a una lettura simbolica: Dio, lungi dall’essere semplicemente una figura religiosa, diventa in questa vicenda l’emblema di un principio assoluto introiettato, e che lascia pochissimo spazio di manovra all’uomo. L’angoscia nasce dall’eccesso di senso, in quanto ogni pensiero, anche il più piccolo, ha un peso gravoso sulla realtà. Magno assume su di sé una responsabilità totale: se ogni idea ha potere, allora ogni idea sbagliata diventa una colpa. Si delinea così una forma di etica estrema, in cui il soggetto si percepisce come costantemente responsabile del bene e del male che accade nel mondo.
L’autore mette in luce con efficacia il ruolo del contesto ambientale nella costruzione di questo dispositivo. La famiglia, la provincia, le credenze popolari e religiose vengono rappresentate come dei sistemi simbolici ambivalenti: offrono consolazione e stabilità ma richiedono un’adesione cieca. Il problema è che la loro dogmatizzazione avviene all’interno di una soggettività particolarmente permeabile e fragile.
“L’angoscia di Dio (Il potere di un’idea)” indaga con grande attenzione il difficile rapporto tra l’individuo e le norme collettive. Onorato Rossi decide di rifiutare la riconciliazione, insistendo invece sulla permanenza di questo annoso conflitto. È un romanzo denso, che interroga il lettore sul potere che attribuiamo alle nostre idee, alle nostre convinzioni, alle verità che scegliamo deliberatamente di non mettere in discussione.
Casa editrice: bookabook
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 120
Prezzo: 13,00 €
Codice ISBN: 979-1255992264
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