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A dieci anni dall’ultima retrospettiva romana e a 40 anni dalla sua morte, è proprio la mediterraneità, anzi la sicilianità, il filo conduttore che lega il pittore alla sua terra e a Roma. Nato a Bagheria il 26 dicembre 1911 e spentosi a Roma il 18 gennaio 1987, Renato Guttuso è un autentico testimone del Novecento. Molte le relazioni e amicizie con i più grandi protagonisti del secolo (da Picasso e De Chirico fino a Pasolini e Moravia), l’artista è stato una figura centrale del panorama culturale legato al Pci, incarnando perfettamente l’unione tra arte e ideologia.
Questi tratti distintivi scandiscono la “traversata della sua vita”, come la definisce l’amico e gallerista Ezio Pagano, curatore del progetto scientifico Renato Guttuso: dodici tappe tra arte, vita e storia, visibile nella stessa cornice espositiva del Museo della Fanteria a Roma.

«Per Guttuso – scrive il curatore, Vittorio Sgarbi – non c’è stata mai, né avrebbe potuto esserci, pittura senza realtà»: una realtà che il pittore conosceva attraversando l’esistenza con pienezza, e a cui la mostra riconduce l’Anima mediterranea evocata dal titolo.
«L’anima mediterranea – spiega la curatrice, Marina Giordano – non si esaurisce nei confini cartografici, ma indica una specifica forma mentis»: la sua Sicilia rappresenta la memoria, Roma la militanza politica nel Pci, la pittura lo strumento privilegiato di racconto e impegno.

Il percorso espositivo, articolato in cinque sezioni tematiche, riunisce circa 60 opere tra oli, disegni, acquerelli e incisioni dagli anni Trenta agli Ottanta, provenienti in gran parte da collezioni private, tra cui Giuseppe Iannaccone, Lino Mezzacane e Leonardo La Rocca, e da istituzioni pubbliche come il Mart di Trento e Rovereto, la Fondazione Sicilia e la Banca d’Italia.

Nella sezione Volti agli autoritratti si affiancano i ritratti della moglie Mimise, del dirigente comunista Mario Alicata e di altri, fino al ritratto postumo di Kafka, immagine “di invenzione” basata su fotografie d’epoca.

C’è poi il legame con la terra natale nella sezione Sicilia dove spiccano lo Studio per la Vucciria del 1974, preparatorio al celebre dipinto, e la monumentale Eruzione dell’Etna.

Alla sezione Natura viva, nature morte appartengono, tra gli altri, Natura morta con garofani e frutta, tra le prime di Guttuso, e Pannocchia di granturco, La finestra blu e Fichi d’India, insieme ai paesaggi di Tivoli e di Varese, e alla litografia a colori I girasoli, omaggio a van Gogh.

La sezione Artista e società raccoglie le opere di più aperto impegno civile: dal monumentale dipinto Pesca del pesce spada al crudo Massacro degli agnelli, dalla Marcia di contadini nel feudo, dedicata alle lotte per la riforma agraria, al celebre La notte di Gibellina, ispirato al terremoto del Belice del 1968, fino all’acquaforte Omaggio a Picasso – Colombe.

Infine, Il femminile esplora il corpo e la figura della donna, dalla drammatica Donna che grida alla sensuale Ragazza bionda su poltrona nera.

L’esposizione, prodotta dalla società Navigare, nell’ambito di un’iniziativa culturale del Ministero della Difesa – Difesa Servizi spa, ha ottenuto, oltre a quello del Ministero della Cultura, della Regione Siciliana e del Ministero della Difesa, i patrocini del Ministero del Turismo, della Regione Lazio e Roma Capitale, della Presidenza ARS – Assemblea Regionale Sicilia, degli Assessorati regionali ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, del Comune di Bagheria con i musei: Museo Renato Guttuso e Museum, Comune di Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 – MAC Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”.
Museo storico della Fanteria dell’Esercito italiano
Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 7 – Roma
Dal 17 ottobre fino al 28 febbraio 2027
L’esposizione sarà aperta tutti i giorni (lunedì-venerdì: ore 9.30-19.30, biglietto intero 13 euro; weekend e festivi fino alle 20.30, biglietto intero 15 euro).
Sito web: www.navigaremostre.com









