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Nettuno: tornano dal funerale, moglie e figlie trovano la casa svaligiata dai ladri

Nuovo dolore dopo le esequie del poliziotto dell’Istituto per ispettori Tommaso Alessi, scomparso a 55 anni. La città commossa e indignata

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Tornano dal funerale del proprio marito e padre, scomparso all’improvviso a soli 55 anni, e trovano la casa svaligiata dai ladri. È l’amara sorpresa che si sono trovate di fronte la moglie e le due figlie di Tommaso Alessi, poliziotto che prestava servizio nell’Istituto di formazione della polizia per allievi ispettori di Nettuno, le cui partecipatissime esequie si sono tenute questa mattina alle 10.30 nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie della città del litorale laziale in provincia di Roma. Una circostanza che ha sollevato una forte indignazione nella comunità locale e nella scuola in cui Alessi ha prestato servizio per tanto tempo.

Porte e finestre divelte e la casa messa a soqquadro: è lo spettacolo devastante di fronte al quale si sono trovate la tre donne al loro ritorno dalla cerimonia di addio al loro caro. Dramma che si aggiunge alla tragedia della perdita di marito e padre nel pieno della sua vita.

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«È un atto di una viltà senza precedenti. Non si tratta solo di un furto, ma di una violazione brutale e premeditata del dolore di una famiglia che ha appena dato l’addio a un servitore dello Stato stimato da tutti». Così commentano gli amici di Tommaso Alessi, che si sono stretti ancora più fortemente intorno alla moglie e alle due figlia, già duramente provate dalla perdita improvvisa e poi ferite da sciacalli senza scrupoli, che hanno approfittato della loro assenza per la triste circostanza per poter svaligiare l’abitazione, nella località Cioccati.

Un dolore che si aggiunte alla tristezza del distacco da una persona benvoluta e stimata da tutti. «In tanti anni – ha ricordato durante la sua omelia funebre padre Antonio Gebrael Raaidy, cappellano della scuola di polizia di Nettuno e amico di lunga data di Alessi – non c’è stato nemmeno un giorno in cui, vedendomi, Tommaso non mi fosse venuto incontro per un saluto. Non un giorno».

Tommaso Alessi funerali
L’uscita del feretro dopo la cerimonia funebre (foto di Francesco Di Ruocco)

Una chiesa affollata di cittadini e di personale dell’Istituto di polizia ha accolto il feretro di Tommaso Alessi al suo arrivo e l’ha accompagnato durante il rito funebre. Presenti tutti i vertici della scuola, a cominciare dalla direttrice, la dottoressa Maria Teresa Panone, e tantissimi colleghi. Numerosi i cittadini: alcuni delle centinaia accorsi per l’estremo saluto hanno dovuto accomodarsi sul sagrato della chiesa del Santuario, la più capiente della città, piena fino all’inverosimile.

Chi ha conosciuto Alessi lo descrive attribuendogli quella dote rara di saper trasformare una giornata storta in un momento di speranza: «Era l’uomo del sorriso immancabile, capace di disinnescare la rabbia e la stanchezza con una parola di incoraggiamento, lasciando in chiunque lo incontrasse un senso di benessere contagioso. Tommaso viveva per le sue figlie, il suo orgoglio più grande: durante i turni di servizio, non perdeva occasione per mostrare le loro foto, fiero di vederle seguire le sue orme nelle Forze dell’Ordine, segno di un’eredità di valori trasmessa con l’esempio, prima che con le parole».

Valori che, nel momento già insopportabile dell’estremo commiato, si sono scontrati con la miseria dell’animo di qualche ignobile sciacallo. Che tutti a Nettuno si augurano venga assicurato al più presto alla giustizia.

Tommaso Alessi funerali
Tommaso Alessi (foto di Francesco Di Ruocco)
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Stefania Basile
Sono nata nel 1977 all'estremità meridionale della Calabria tirrenica, nella città di Palmi, che si affaccia sullo stretto di Messina e sulle splendide isole Eolie. Amo le mie origini e Roma, la città dove vivo per motivi professionali. Come diceva la grande Mia Martini: «il carattere dei calabresi a me piace moltissimo. Possiamo sembrare testardi, un po' duri, troppo decisi. In realtà siamo delle rocce, abbiamo una grande voglia di lavorare e di vivere. Io non sono di origine, io sono proprio calabrese!».
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