Una sessantina di persone solamente ammesse alle esequie nella chiesetta di San Martino, nella frazione di Rivalta del comune di Gazzola, in provincia di Piacenza. Tanti fiori bianchi. Decine di corone, fra cui una sulla quale spiccava una frase stampata in caratteri dorati: “Con tanto affetto, i suoi dipendenti”. Giorgio Armani, lo stilista icona della moda italiana scomparso lo scorso 4 settembre a 91 anni, ha voluto che l’ultimo saluto fosse riservato alla famiglia, agli amici e ai più stretti collaboratori.
E così è stato, nel pomeriggio, quando si sono svolti in forma privata i funerali, secondo lo stile discreto che ha accompagnato Armani fino all’ultimo. Non vi sono conferme ufficiali, ma è molto probabile che il corpo di Armani sia cremato e le ceneri tumulate nei prossimi giorni nella cappella di famiglia del piccolo cimitero dove riposano i genitori e il fratello dello stilista. Che riposerà anche lui, nato a Piacenza, in quel borgo che tanto amava, sulle rive del Trebbia, il torrente la cui sabbia grigio-beige lo aveva ispirato fin dall’inizio della carriera nei colori delle sue creazioni.
Venti minuti con Giorgio Armani
Proibiti foto e video in occasione della cerimonia funebre, per rispetto della forma privata delle esequie. E allora noi ricordiamo Giorgio Armani con un’immagine che ci ha concesso di scattargli prima di uno dei tanti eventi importanti di cui è stato protagonista. Era negli anni Ottanta e lo stilista si preparava ad affrontare in piazza di Spagna a Roma, sulla scalinata di Trinità dei Monti, la sfilata di “Donna sotto le stelle”, manifestazione di rilievo internazionale, che sarebbe stata trasmessa in Eurovisione.
Il clima di tensione e concentrazione prima di un evento di tale portata, in quel momento, è facilmente immaginabile. Eppure Giorgio Armani, anche in quella situazione importante e stressante, è stato come sempre disponibile e cortese, mettendosi con gentilezza e garbo per una ventina di minuti a disposizione del cronista inviato dal suo giornale a fotografarlo. Mettendo da parte tensione e impegni di quel momento per dedicare tutta l’attenzione a un giovane fotogiornalista, con una serenità e una disponibilità che traspaiono dallo sguardo immortalato nelle foto di quel giorno.
Ed è con uno di quegli scatti, nelle due versioni a colori e in bianco e nero realizzate a suo tempo, che oggi quel cronista, nel momento dell’ultimo saluto, gli dedica un abbraccio, ricordandone la gentilezza e la discrezione nei confronti di chiunque, che la notorietà non ha mai scalfito.











