HomeEconomiaRoma: la Sartoria Litrico nel Registro dei marchi storici di interesse nazionale

Roma: la Sartoria Litrico nel Registro dei marchi storici di interesse nazionale

La Maison fondata 75 anni fa da Angelo Litrico ha vestito capi di Stato e celebrità. Nota per la Dolce vita e la scarpa di Krusciov all'Onu

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di Nina Micheli

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

C’è una sartoria nel cuore di Roma, che da 75 anni cuce su misura per capi di Stato, attori e industriali. Oggi quella storia diventa anche un riconoscimento istituzionale: Litrico è stata iscritta nel Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale, istituito presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero delle imprese e del Made in Italy.

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Il provvedimento, datato 3 agosto 2026, arriva al termine di un’istruttoria basata su oltre duecento documenti d’archivio: articoli di giornale, fotografie, pubblicazioni e materiali che hanno permesso di ricostruire, anno per anno, mezzo secolo di uso continuativo del marchio. Un lavoro di ricerca che gli stessi Litrico definiscono «quasi archeologico».

sartoria Litrico Roma
Angelo Litrico con Vittorio Gassman

La storia comincia nel 1945, quando Angelo Litrico, diciottenne, arriva a Roma da Catania: primo di dodici figli di una famiglia di pescatori, aveva già imparato i rudimenti del mestiere da un artigiano di Via Etnea. A Roma entra nella Sartoria Marinelli, in Via Sicilia, di cui prende in mano le redini fino a ribattezzarla, nel 1951, Sartoria Litrico.

La svolta arriva nel 1955: uno smoking color tortora conquista l’attore Rossano Brazzi al Teatro dell’Opera, aprendo le porte a una clientela che negli anni della Dolce vita romana comprenderà anche Vittorio Gassman.

Il momento che ha reso Litrico un nome noto nel mondo, però, arriva dall’estero. Nel 1957 Angelo Litrico è il primo stilista italiano di alta moda maschile a sfilare in Unione Sovietica, dove veste anche Nikita Krusciov. Tre anni dopo, nel 1960, il leader sovietico sbatte sul banco delle Nazioni Unite una scarpa realizzata su misura dalla sartoria romana: un episodio finito sulle cronache di 37 Paesi, che trasforma involontariamente il nome della Casa in un simbolo del Made in Italy nel mondo.

Tra i clienti storici della Maison figurano nomi come John Fitzgerald Kennedy, Richard Nixon, Dwight Eisenhower, Sandro Pertini, Marcello Mastroianni e molti altri capi di Stato e protagonisti del cinema del Novecento.

Dopo il fondatore, la guida è passata al fratello Franco Litrico, che ai clienti ripeteva: «Il tuo corpo è unico al mondo, e il tuo sarto lo sa». Oggi l’atelier è portato avanti da Luca Litrico, entrato in azienda nel 1991 dopo un apprendistato iniziato a 10 anni, insieme alla moglie Stefania Gagliardi, designer formatasi all’Accademia di Belle Arti.

«Dietro il nome Litrico non c’è soltanto un’impresa fatta di persone e famiglie, ma un patrimonio artigianale di cultura sartoriale, creatività, relazioni umane e memoria italiana tramandato attraverso tre generazioni – ha commentato Luca Litrico -. Consideriamo il risultato non un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo impegno: continuare a produrre in Italia e rendere questo patrimonio sempre più vivo e accessibile alle generazioni future».

Non è la prima volta che lo Stato riconosce il valore storico della sartoria romana: già nel 2008 l’Archivio storico di Litrico era stato dichiarato dal Ministero della Cultura bene di interesse storico particolarmente importante. Oggi, con l’iscrizione del marchio, Roma può contare su un altro pezzo della propria storia imprenditoriale, quella dell’alta moda maschile nata nel secondo dopoguerra, ufficialmente tutelato dalle istituzioni.

Il simbolo della Maison resta il Leone alato, ideato dallo stesso Angelo Litrico unendo il proprio segno zodiacale (il Leone) e il proprio nome (le ali, per “Angelo”): un emblema che nel tempo è stato reinterpretato ma mai stravolto.

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Sketch di Valentino Garavani per Angelo Litrico
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