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I Castelli Romani si candidano a Capitale italiana della Cultura 2029 con un progetto che mette insieme 17 Comuni e oltre 350 mila abitanti. Il dossier, dal titolo “Castelli Romani | Castelli Domani”, è stato presentato nei giorni scorsi a Villa Falconieri, a Frascati. La candidatura è promossa dal Consorzio Sistema Castelli Romani, realtà intercomunale che riunisce i diciassette Comuni del territorio. L’obiettivo è presentare i Castelli Romani come un territorio unico, valorizzando le diverse identità locali all’interno di un progetto comune.
«Vedere i Castelli Romani presentarsi così uniti per Capitale della Cultura 2029 è stato il segnale più bello», ha commentato Massimiliano Tommasi, consigliere del Sistema Castelli Romani. Durante la presentazione sono intervenuti il presidente del Consorzio, Giuseppe De Righi, e il direttore, Giacomo Tortorici, che ha illustrato i contenuti del dossier.
«Questa candidatura nasce dalla capacità dei nostri Comuni di riconoscersi come parte di un unico territorio e di trasformare questa appartenenza in una visione comune», ha dichiarato De Righi. «Siamo l’unico ente “volontario” del territorio: diciassette Comuni che nessuno ha obbligato a stare insieme e che hanno scelto di costruire qualcosa di comune», ha sottolineato Tortorici.
Il progetto parte da tre elementi principali: storia, ambiente e innovazione. Accanto al patrimonio storico e archeologico trovano spazio il Parco dei Castelli Romani, le produzioni agricole e vitivinicole e la ricerca scientifica e tecnologica. Un ruolo centrale viene assegnato alle biblioteche. Non solo luoghi dedicati alla lettura, ma anche spazi di incontro, partecipazione e progettazione. La candidatura può già contare su una struttura territoriale composta dal Consorzio Sistema Castelli Romani, dalla Fondazione Cultura Castelli Romani e dalla DMO Castelli Romani. A questa rete si aggiunge Castellinforma, il sistema informativo che raccoglie e promuove centinaia di appuntamenti culturali, sociali e turistici.
Nel progetto è prevista anche una Casa della Capitale della Cultura, pensata come centro polifunzionale con auditorium. Il dossier prevede inoltre un Comitato d’onore composto da personalità della cultura, della scienza, dell’arte, della letteratura e dell’enogastronomia. Tra i nomi anche quello del Premio Nobel Giorgio Parisi. La candidatura non guarda soltanto al 2029. L’obiettivo è lasciare sul territorio nuove competenze, relazioni e strumenti, con particolare attenzione ad accessibilità, inclusione e sostenibilità.
Alla presentazione hanno partecipato amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, operatori culturali, bibliotecari e realtà del mondo della ricerca. Tra i presenti anche rappresentanti di ENEA e dell’INFN. Il percorso verso il 2029 parte quindi da una collaborazione già esistente tra i Comuni. Ora il dossier dovrà rappresentare questa rete e le caratteristiche del territorio nella corsa alla Capitale italiana della Cultura.












