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Zelensky a Castel Gandolfo da Leone XIV. Il Papa: «Dialogo per la fine delle ostilità»

Dopo aver fatto visita al Pontefice nella Villa Barberini ai Castelli Romani, il leader dell'Ucraina ha visto il presidente Sergio Mattarella

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Questa mattina, nella residenza di Castel Gandolfo, Leone XIV ha ricevuto in udienza il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. L’Agenzia Sir riferisce che, durante il colloquio, il Papa ha ribadito «l’importanza del dialogo come via privilegiata per porre fine alle ostilità». Quindi ha espresso «dolore per le vittime» e rinnovato «la propria preghiera e vicinanza al popolo ucraino», incoraggiando «ogni sforzo volto alla liberazione dei prigionieri e alla ricerca di soluzioni condivise”». Il Santo Padre, rende noto la Sala Stampa della Santa Sede, ha riaffermato «la disponibilità ad accogliere in Vaticano i rappresentanti di Russia e Ucraina per i negoziati».

Zelensky, riporta Vatican News, appena atterrato a Roma ha voluto raggiungere Castel Gandolfo per incontrare Leone XIV, che da domenica scorsa si è trasferito nella città dei Castelli Romani per trascorrere un periodo di riposo estivo. Il presidente ucraino è da oggi in Italia per il quarto appuntamento internazionale dell’Ukraine Recovery Conference, che si svolge al centro congressi La Nuvola dell’Eur il 10 e 11 luglio.

Cornice dell’incontro, il secondo tra i due (il primo è stata l’udienza del 18 maggio scorso, subito dopo la Messa di inizio pontificato, alla quale Zelensky aveva partecipato insieme alla moglie Olena Zelenska), è stata Villa Barberini. Zelensky l’ha raggiunta attraversando con il lungo corteo di auto dai vetri oscurati le vie medievali di Castel Gandolfo, le cui strade sono state blindate ore prima.

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Poco dopo le 13.30 il presidente, entrando da un ingresso laterale, è giunto nei giardini della Villa, davanti al picchetto delle Guardie Svizzere. Vestito interamente di nero, lo ha accolto il reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Leonardo Sapienza, che lo ha accompagnato fino all’ingresso della residenza. Il Papa ha atteso il suo ospite all’ingresso del salone, salutandolo con una stretta di mano e indicandogli la finestra dalla quale si vede il suggestivo panorama del lago Albano.

Da lì il «cordiale colloquio» privato di circa mezz’ora, durante il quale, informa un comunicato della Santa Sede, «si è ribadita l’importanza del dialogo come via privilegiata per porre fine alle ostilità. Il Santo Padre ha espresso dolore per le vittime e rinnovato la propria preghiera e vicinanza al popolo ucraino, incoraggiando ogni sforzo volto alla liberazione dei prigionieri e alla ricerca di soluzioni condivise».

«Il Santo Padre – sottolinea la nota – ha riaffermato la disponibilità ad accogliere in Vaticano i Rappresentanti di Russia e Ucraina per i negoziati». Zelensky ha voluto portare un dono al Papa: un album dedicato alla tradizione iconografica ucraina, in cui sono raccolti i più famosi capolavori dall’XI al XVIII secolo.

Intorno alle 14, informa sempre Vatican News, Papa e presidente si sono affacciati insieme dal balcone di Villa Barberini, dove sventola la bandiera bianca e gialla della Città del Vaticano. Entrambi hanno salutato la piccola folla di persone, principalmente giornalisti, sistemata per strada sotto una forte calura alleggerita dalla brezza proveniente dal lago. «Buongiorno Santità!», ha urlato una donna. «Buongiorno, buongiorno!», ha risposto Papa Leone.

Cinque minuti dopo Zelensky, sceso nel cortile, ha voluto condividere alcune parole, riportate da Vatican News, con un gruppo ristretto di giornalisti: «Sono molto grato a Sua Santità per questo incontro, per averci ospitato e naturalmente per il suo aiuto, per l’aiuto del Vaticano». Aiuto che si traduce nelle «preghiere», ha detto il capo di Stato, ma soprattutto nella questione del rimpatrio dei minori ucraini trasportati con la forza in Russia.

Da sempre Zelensky ha domandato sostegno alla Santa Sede per questa missione, come pure per la liberazione di prigionieri. Un «meccanismo”, così come l’ha definito in varie occasioni il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, è stato avviato grazie alla visita voluta da Papa Francesco nel 2023 del cardinale Matteo Maria Zuppi a Kyiv e poi a Mosca (successivamente anche a Washington e Pechino). Grazie ad esso si è giunti al rientro di diversi bambini e adolescenti e anche al rilascio di prigionieri, tra cui – nel giugno 2024 – i due redentoristi Ivan Levytskyi e Bohdan Heleta. Un risultato per il quale lo stesso Zelensky ha ringraziato pubblicamente la Santa Sede per i suoi sforzi.

Oggi il presidente a Castel Gandolfo è tornato a ribadire la gratitudine e la richiesta d’aiuto per restituire «i nostri figli» ai loro parenti in Ucraina. «È una questione molto importante di cui abbiamo parlato con il Papa, in un momento molto importante», ha detto ancora a margine dell’udienza con Leone XIV. «Naturalmente – ha aggiunto – vogliamo la pace, vogliamo che la guerra finisca e naturalmente contiamo molto sul Vaticano affinché il Vaticano e Sua Santità possano aiutarci con un incontro di alto livello tra leader per porre fine a questa guerra».

Intorno alle 14.10 Zelensky e la sua delegazione – nella quale erano presenti, tra gli altri, l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, e il capo dell’ufficio del presidente, Andriy Yermak – ha lasciato Villa Barberini.

Nel pomeriggio, Zelensky ha incontrato a Roma al Quirinale il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Era presente all’incontro il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani.

Il Presidente Sergio Mattarella con il Presidente d’Ucraina Volodymyr Zelensky, oggi al Quirinale
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
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